Le fasi dell'attaccamento

Il modello evolutivo di Bowlby prevede quattro fasi dell'attaccamento. Normalmente queste tappe si notano in modo speciale nella relazione tra madre e figlio
Le fasi dell'attaccamento
Gema Sánchez Cuevas

Revisionato e approvato da la psicologa Gema Sánchez Cuevas.

Ultimo aggiornamento: 12 febbraio, 2023

L’attaccamento è il legame affettivo che il bambino instaura con la sua figura di riferimento, quella che gli fornisce cura, sicurezza e protezione. Si tratta, quindi, di un meccanismo di sopravvivenza. Alcuni autori parlano di questo vincolo affettivo addirittura in termini di sistema immunitario psicologico. Come si sviluppa? Quali sono le fasi dell’attaccamento?

Sebbene siano numerose le teorie che definiscono e spiegano l’attaccamento, una delle più importanti è quella elaborata da John Bowlby. Secondo lo psichiatra e psicanalista inglese, i bambini sono biologicamente programmati per creare legami con l’esterno. È una questione di sopravvivenza. Bowlby sostiene pertanto che tutti i comportamenti attuati per creare e mantenere questo legame siano istintivi.

D’altra parte, occorre tenere presente che l’attaccamento non scompare con il passare del tempo, ma in qualche modo influenza per il resto della vita le nostre relazioni. Da qui l’importanza di sviluppare un attaccamento sicuro basato su sentimenti di fiducia e protezione.

“Dicono che l’amore sia cieco. Credetemi, niente ha la vista più acuta del vero amore. Niente… La dipendenza è cieca, l’attaccamento è cieco. L’abbarbicarsi, le richieste continue, il desiderio sono ciechi. Ma l’amore vero non lo è. Non chiamate amore quelle cose.”

-Anthony De Mello-

Le fasi dell’attaccamento

Il modello evolutivo di Bowlby prevede quattro fasi dell’attaccamento. Normalmente queste tappe si notano in modo speciale nella relazione tra madre e figlio, anche se questo tipo di vincolo affettivo può nascere tra il bambino e il caregiver principale.

Vediamo dunque l’evoluzione di questo vincolo secondo la teoria delle fasi dell’attaccamento di Bowlby.

Mamma e bimbo si guardano negli occhi

1. Pre-attaccamento

Questa fase avviene nelle prime sei settimane di vita del bambino. Il piccolo accetta facilmente, in linea generale, qualsiasi essere umano che gli offra conforto e cure. Vale a dire, non mostra preferenza per nessuna persona in particolare. 

In questa tappa, il repertorio dei comportamenti innati del bambino lo aiuta ad attirare l’attenzione degli adulti. Il bambino, inoltre, risponde agli stimoli esterni e cerca di provocare il contatto fisico.

In questo lasso di tempo, vi è un riconoscimento rudimentale della madre da parte del bambino che non mostra ancora un attaccamento molto forte. I primi segni di attaccamento si cominciano a notare verso la fine di questa fase.

2. Formazione

Trascorse sei settimane e fino agli otto mesi di età circa, il bambino comincia a provare ansia se viene separato dagli altri esseri umani. Anche così, tuttavia, non nota in modo speciale la mancanza della madre, né rifiuta in modo deciso gli estranei.

In questa fase comincia a orientare il proprio comportamento e a rispondere in modo chiaro alla madre. Sebbene possa provare rabbia quando allontanato dagli adulti, non mostra ancora una preferenza particolare per la figura materna.

3. Attaccamento

Dai sei agli otto mesi e fino ai due anni di età circa, comincia la fase di attaccamento vero e proprio. Il piccolo si arrabbia se viene separato dalla madre e può arrivare a soffrire di ansia per questo motivo.

In questa fase non è strano che il bambino mostri un rifiuto fisico verso le altre persone che non siano la mamma, dal momento che rappresentano una minaccia. Si può dire che tutti i suoi comportamenti siano rivolti a ottenere l’attenzione della madre, la cui presenza è essenziale.

Le fasi del legame di attaccamento, madre che bacia il bambino

4. Fase della relazione reciproca

Dopo i due anni inizia la quarta e ultima fase, detta delle relazioni reciproche. Il bambino comincia a capire che l’assenza della madre non è definitiva. Se tutto procede bene, quindi, sarà in grado di gestire la propria ansia.

Questa è anche la fase del linguaggio, essendo il bambino in grado di rappresentare mentalmente la madre. In questo modo è capace di prevederne il ritorno, capisce il motivo per cui si allontana e di solito piange meno in sua assenza. Può perfino mostrare strategie che aiutano a patteggiare le partenze e i ritorni a casa.

“I bambini e gli animali amano chi li ama.”

-Ramon Sender-

Dopo le 4 fasi dell’attaccamento, una relazione solida

Infine, superate tutte le fasi del legame di attaccamento, si è creata una relazione solida da ambo le parti. Il contatto fisico non è più così necessario, anche se il bambino continuerà ogni tanto a cercare la presenza della madre per sentirsi al sicuro. A questo punto sa, tuttavia, che anche in assenza di contatto fisico, sua madre risponderà ogni volta che ne avrà bisogno.


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