Le migliori frasi di Vygotskij

13 gennaio 2018 in Curiosità 0 Condivisi
Le frasi di Vygotskij

Conoscere le migliori frasi di Vygotskij è come conoscere più da vicino il “Mozart” della psicologia dello sviluppo e dell’educazione. Lev Semënovič Vygotskij (1896-1934) è stato uno psicologo prominente e medico bielorusso, precursore della neuropsicologia sovietica e teorico della psicologia dello sviluppo.

Gli scritti e le frasi di Vygotskij furono ignorati per lungo tempo. Cosa che, però, non lo indusse ad abbandonare la difesa di un’idea: la cultura gioca un ruolo molto importante nello sviluppo dei processi mentali. Di fatto, visti con la maturità concessa dal passare del tempo, si può dire che i suoi contributi abbiano rappresentato una rivoluzione, soprattutto in quel terreno molto fertile che condividono la psicologia e l’educazione. Gran parte della ricerca, delle riflessioni, degli articoli e delle frasi di Vygotskij si concentrarono su:

  • Il ruolo del linguaggio sul comportamento umano.
  • Il ruolo del linguaggio nello sviluppo mentale del bambino.
  • L’origine e lo sviluppo delle funzioni mentali superiori.
  • La filosofia della scienza.
  • Le metodologie della ricerca psicologica.
  • La psicologia dell’arte.
  • Il gioco inteso come fenomeno psicologico.
  • Lo studio dei disturbi di apprendimento e lo sviluppo umano anormale.

Le migliori frasi di Vygotskij

L’importanza dell’interazione sociale

L’interazione sociale è l’origine e il motore dell’apprendimento.
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Il senso in cui il pensiero si sviluppa non è dal singolo al sociale, ma dal sociale al sngolo. A differenza di Piaget, insiste sulla visione sociale dell’apprendimento. L’apprendimento sarebbe una forma di appropriazione del patrimonio culturale a disposizione, e non è solo un processo di assimilazione individuale.

Vygotskij spiega che l’apprendimento umano presuppone una specifica natura sociale. In altre parole, si tratta di un processo attraverso il quale i bambini accedono alla vita intellettuale di chi li circonda.

Genitori con la loro figlia in un prato

Il valore del pensiero per la comprensione

Per comprendere il linguaggio degli altri, non è sufficiente comprenderne le parole, è necessario capirne il pensiero.
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Con il linguaggio abbiamo l’opportunità di affermare o negare, il che indica che l’individuo è consapevole di ciò che è e può agire secondo la propria volontà. Linguaggio e pensiero hanno origini diverse, ma a poco a poco il pensiero diventa verbale e la parola razionale.

In concreto, il linguaggio infantile è sociale ed esteriore, ma a poco a poco si interiorizza. Lo sviluppo cognitivo dei bambini avviene attraverso conversazioni informali e formali con gli adulti. Il bambino comincia a percepire il mondo attraverso i loro occhi, ma anche attraverso il suo parlare.

L’abbandono dell’imitazione

A mano a mano che ci sviluppiamo, smettiamo di imitare semplicemente il comportamento degli altri o di reagire automaticamente agli stimoli provenienti dall’ambiente.
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Il bambino si nutre del suo ambiente, come una spugna, mentre la sua struttura prende forma. In base a come cresciamo, continuiamo a imitare e reagire con l’ambiente, ma più in funzione dei nostri schemi o valori.

Il rapporto tra le parole e pensieri

Una parola vuota di pensiero è una cosa morta, nello stesso modo in cui un pensiero nudo di parole rimane in ombra.
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Un pensiero può essere paragonato a una nuvola che getta una pioggia di parole. Il linguaggio è il veicolo principale per l’interazione e ha un’influenza decisiva sullo sviluppo della mente: il linguaggio è essenziale per il pensiero.

Illustrazione di due persone che parlano

La definizione di conoscenza

La conoscenza è il prodotto dell’interazione tra la persona e l’ambiente, ma in quanto mezzo inteso come qualcosa di sociale e culturale, non solo fisico.
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Tutti i processi psicologici più elevati (la comunicazione, il linguaggio, il ragionamento, ecc.) sono acquisiti prima in un contesto sociale, per essere poi interiorizzati a livello individuale. In questo senso, non c’è apprendimento migliore di quello conferito dall’esperienza e dal giudizio critico della stessa.

L’insegnante come facilitatore

L’insegnante deve assumere il ruolo di facilitatore, non di fornitore di contenuti.
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Lo studente è colui che costruisce la propria strada e l’insegnante è colui che lo accompagna lungo il cammino. Ciò che un bambino può fare oggi con un aiuto, domani sarà in grado di farlo da solo.

L’apprendimento è come una torre, bisogna costruirlo un passo alla volta. Strettamente correlato al potenziale della zona di sviluppo prossimale, il costruzionismo sociale e il concetto di impalcatura.

L’adattamento sociale

Diventiamo noi stessi attraverso gli altri.
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Vygotskij riteneva che una necessità può essere realmente soddisfatta solo attraverso un certo adattamento sociale. Ricordiamo che la cultura determina in gran parte le nostre esigenze. La mente non può essere indipendente da una cultura. In questo senso, siamo animali sociali, non individui isolati.

Illustrazione di persone in cerchio

In particolare le frasi di Vygotskij identificano funzioni psicologiche complesse, come il dialogo, e attribuiscono esse un grande valore nella soluzione dei problemi. La sua filosofia, per natura positiva, costituisce in fondo un tentativo di sottolineare l’importanza del nostro ambiente e il potere che esso ha sul nostro sviluppo. Siamo sempre in continuo cambiamento, con la cultura e l’esperienza come le due principali bussole della nostra vita.

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