Le persone con autismo lottano per i loro sogni

17 Giugno 2020
Se vogliamo capire le persone con il disturbo dello spettro autistico, dobbiamo essere disposti a entrare nel loro mondo e non costringerli a entrare nel nostro. Solo in questo modo scopriremo l'affascinante potenziale che si nasconde dentro di loro.

È un momento ideale per riflettere sull’inclusione delle persone con autismo. Purtroppo, non è stata ancora raggiunta, poiché la società non è in grado di soddisfare tutte le loro esigenze e potenzialità. Ma non finisce qui: è ancora più grave il fatto che la maggior parte della gente non comprenda le difficoltà dei bambini e degli adulti con il disturbo dello spettro autistico (ASD).

Nel 2007 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite decise di fissare una data per sottolineare la necessità di contribuire al miglioramento della vita quotidiana di questa fascia della popolazione. Lo scopo di questa giornata è promuoverne l’integrazione e far sì che ognuno di loro, nella sua unicità, possa godere appieno della società, della propria vita e dei propri sogni.

Questa condizione neurologica legata allo sviluppo rientra in un ampio spettro clinico. Ciò significa che ci sono persone con che soffrono dei limiti in termini di comunicazione e autonomia, mentre altre con la sindrome di Asperger che hanno notevoli capacità cognitive.

Certo è che ogni persona è unica e straordinaria e ha bisogno della nostra comprensione per realizzarsi ed essere felice come ognuno di noi.

Autismo con i dadi
Le persone con autismo in un mondo sempre più complesso

La parola “autistico” spesso viene usata in senso dispregiativo per indicare una persona lontana dalla realtà. Tuttavia, la complessità dell’essere umano non può essere racchiusa all’interno di un’etichetta. Per di più, questa condizione neurologica si manifesta in svariati modi.

I disturbi dello spettro autistico colpiscono migliaia di persone che, pur avendo raggiunto l’età adulta, non hanno ancora ricevuto una diagnosi e quindi non ne sono consapevoli.

I CDC (Centers for Disease Control and Prevention) hanno condotto un sondaggio per scoprire l’incidenza di questo disturbo nella popolazione. Nel 2008, è stato stimato che 1 bambino su 88 presenta questa condizione. Una parte presentano tratti e comportamenti autistici difficilmente percettibili, altri vengono identificati facilmente dalla famiglia e dalla scuola.

D’altra parte, non sappiamo ancora perché in determinate occasioni i bambini sviluppano una struttura cerebrale così particolare. Ci sono i casi di iperconnessione, eccesso di corpi neuronali nella sostanza bianca e ancora ramificazioni dei dendriti troppo dense e profonde.

Tutto ciò provoca delle reazioni nel cervello, tra cui problemi del linguaggio, alterazioni dei processi esecutivi come l’attenzione, problemi di socializzazione, oltre a una chiara ipersensibilità sensoriale.

Queste singolarità neurologiche hanno maggiore o minore incidenza su ciascun individuo, per cui le persone con autismo si eccitano, sentono, amano, sognano, proprio come tutte le altre.

Il mondo delle emozioni

Le persone con autismo provano emozioni come tutti noi. La loro sensazione e percezione non saranno le stesse, ma ciò non significa che sono insensibili. In molti casi, anzi, si sentono sopraffatti dagli stati d’animo provati e non sanno come gestirliAllo stesso modo, riconoscono i sentimenti altrui, ma non sanno come reagire o cosa fare.

Percepiscono i segnali sociali, ma non li capiscono. Osservano, ma non riescono a vedere o capire cosa ci si aspetta da loro in determinate circostanze. Ma ciò non significa che non provino emozioni. Né significa che non siano in grado di amare o innamorarsi. Perché lo fanno, a modo loro, con il loro linguaggio.

Coppia abbracciata in un viale
Comprendere l’autismo

Le persone con autismo hanno bisogno di responsabilizzazione sociale. In primo luogo, di ricevere rispetto e sostegno, soprattutto nei casi più gravi, come la sindrome di Tourette o la sindrome di Heller. In secondo luogo, ciò consente a ogni bambino o adulto con la sindrome di Asperger o con autismo più o meno funzionale di sentirsi integrato e sviluppare il proprio potenziale al massimo.

All’interno di questo gruppo, ci sono individui e famiglie che meritano il nostro riconoscimento per ogni sforzo fatto, per ogni difficoltà superata. Pertanto, se una persona non usa la comunicazione verbale, ad esempio, non significa che sia meno intelligente o che non abbia nulla da dire.

Allo stesso modo, le persone con autismo hanno bisogno di un altro tipo di sostegno. Se vogliamo capirli, dobbiamo in qualche modo entrare nel loro mondo.

Molti di loro non percepiscono l’autismo come una disabilità o come un problema, perché non sono dei meccanismi rotti o difettosi. Sono diversi, hanno competenze uniche, ma possono dare comunque il loro contributo alla società. Il primo passo è accettare la diversità.