Leader psicopatico? Restare mentalmente forti!

31 luglio, 2020
I leader psicopatici possiedono tre caratteristiche fondamentali: dominio interpersonale, impulsività e uso negativo dell'empatia.

Il leader psicopatico è un autentico manipolatore, dunque è importante restare mentalmente forti. È quel capo che non esita a chiedere compiti impossibili o perfino non etici. Gli piace dominare, è arrogante, insensibile e disonesto. Ma ciò non gli impedisce, purtroppo, di fare carriera.

Cosa sta succedendo? Sembra che la nostra società sia sempre più tollerante nei confronti di un comportamento aggressivo da parte dei leader. A tutti verrà certamente in mente il nome di un capo politico o aziendale che riunisce in sé alcuni tratti della psicopatia.

Naturalmente un profilo di questo tipo esiste da sempre. Insomma, è una vecchia storia. Con la differenza che oggi conosciamo molto bene il suo identikit patologico, così come i suoi sicuri effetti devastanti.

Un leader psicopatico non è un criminale. Ricorre, però, a trucchetti così antisociali, tossici e disonesti che potrebbe esserne all’altezza. Ciò nonostante, continuiamo a convivere con queste persone e niente indica che la realtà possa cambiare. Ecco perché è importante imparare a gestirla.

“Il potere tende a corrompere, il potere assoluto corrompe assolutamente.”

-Lord Acton-

Fiammifero intero tra fiammiferi bruciati.

Restare forti di fronte a un leader psicopatico

La Dott.ssa Karen Landay e i suoi colleghi del Dipartimento di Psicologia dell’Università dell’Alabama hanno condotto un interessante studio all’inizio del 2018. L’articolo intitolato Shall we serve the dark lord? è stato pubblicato sul Journal of Applied Psycology.

Secondo l’equipe di psicologi, non tutti i capi possiedono tratti psicopatici. Oltre a ciò, non tutti gli psicopatici raggiungono posizioni di potere né commettono atti violenti. Si tratta di una premessa importante. Questo non impedisce, tuttavia, a una significativa percentuale di leader aziendali di seguire questa “oscura bussola morale”.

Per cominciare, la psicopatia non è facile da definire. Comprende, in realtà, una gamma di comportamenti che vengono adottati in modo rilevante da qualcuno, ignorati da altri. Ciò che mette d’accordo vari autori, tuttavia, è che nel capo psicopatico confluiscono tre dimensioni essenziali:

  • Dominio interpersonale o audacia psicologica.
  • Empatia negativa e strumentale. Attenzione: un aspetto da non dimenticare mai è che lo psicopatico è capace di leggere o intuire le nostre emozioni. E non solo non gli interessano, ma cercherà addirittura di sfruttarle a suo vantaggio.
Leader psicopatico gigante e dipendenti piccoli.

Queste caratteristiche ci spiegano il motivo per cui i leader psicopatici hanno successo, sono audaci negli affari, a volte affascinanti e raggiungono alte cariche mietendo numerose vittime lungo il percorso. Consapevoli di ciò, vediamo quali meccanismi mentali possiamo usare per gestire un leader psicopatico.

Come difendersi da un leader psicopatico

1. Non mostrarsi intimiditi

Il leader psicopatico usa le nostre emozioni e debolezze per assumere il controllo. E, quando lo fa, si diverte. Per quanto possibile, quindi, dobbiamo evitare di mostrarci come lui ci vuole, ovvero vulnerabili.

A volte può sembrare difficile, ma è vitale restare energici e ben protetti dalle nostre barriere personali. Non dobbiamo, quindi, mostrarci intimiditi, perché guadagnerà più terreno non appena lo percepirà. L’assertività sarà invece la nostra migliore alleata.

2. Controllo delle emozioni

Di solito la personalità psicopatica non ha un buon controllo delle proprie emozioni. Se riuscirete a essere abili in questo, sarete avvantaggiati.

Ciò significa mantenere una buona calma mentale, non lasciarsi travolgere dalla rabbia o dall’angoscia. Appena perderete l’equilibrio, inizierà a manipolare ulteriormente le vostre emozioni.

3. Non cadere nelle trappole psicologiche di un leader psicopatico

I leader psicopatici sono abili a raccontare storie, rendono gli altri partecipi di alcuni aspetti della loro vita e delle loro esperienze. Seducono e trasmettono vicinanza. Non lasciatevi confondere da ciò; è un trucco, una trappola subdola ed efficace attraverso cui conquistano la nostra fiducia e ci dominano.

4. Essere il suo specchio, mostrargli i suoi difetti

Se possibile, cercate di ottenere due risultati. Il primo è proteggere i propri limiti personali, impedendogli di superarli. Il secondo è costringerlo a vedere i propri difetti. Nel momento in cui si rivolgerà a voi, provate a orientare la conversazione verso la sua persona e le sue dinamiche tossiche.

Facciamo un esempio. Potrete dire: “Oggi alla riunione mi sembravi un po’ stressato, hai perfino alzato la voce. Forse dovresti prenderti un po’ di tempo per riflettere sul lavoro che ci hai richiesto. Credo che tu sappia che è eccessivo e che ci è impossibile portarlo a termine entro oggi”.

Tensione tra colleghi.

5. Evitare il faccia a faccia, meglio una e-mail

È ovvio che non sempre è possibile mantenere il capo a distanza. Spesso, anzi, siamo obbligati a conviverci, gomito a gomito, tutti i giorni. Estenuante, vero? Il rischio è il temuto burnout.

Ogni volta che ne avete la possibilità, però, è meglio “girare alla larga” e comunicare per mezzo di posta elettronica e messaggi. Diversi studi, di fatto, ne avvalorano l’efficacia, poiché ne consegue una comunicazione meno aggressiva e un migliore rendimento professionale.

In conclusione, nulla lascia pensare che queste situazioni possano scomparire. Continueranno a emergere, di volta in volta, dirigenti, capi aziendali e politici con tratti psicopatici. Scappare da loro sarebbe la risposta migliore ma, come ben sappiamo, non sempre è possibile.

Dobbiamo quindi imparare a convivervi, ad agire invece che reagire semplicemente. In buona sostanza, dobbiamo tentare di approntare un kit di sopravvivenza per proteggere la nostra salute emotiva.