L’effetto impermeabile

· 24 giugno 2015

La permeabilità è una caratteristica innata di tutti gli esseri umani: nasciamo come fogli bianchi sulla scrivania dello scrittore, predisposti a essere riempiti da parole interessanti.

Nel momento in cui la penna si posa sul nostro foglio e sentiamo che il suo inchiostro ci impregna, possiamo aprirci a tutte le possibilità oppure rispondere con un atteggiamento irremovibile, che non permette che venga aggiunto o cancellato nulla rispetto a ciò che è stato scritto in passato.

A volte dimentichiamo che la società si evolve, cambia, e che ogni esperienza che viviamo è diversa dalla precedente. La vita, quindi, deve essere una somma di tutto questo, e ogni storia che viviamo entra a far parte del bagaglio che ci portiamo dietro. Tuttavia, afferrarci a quel bagaglio per impedirci di crescere e rifiutarci di imparare nuove cose e ascoltare opinioni diverse è un errore.

Le emozioni sono eteree, hanno la capacità di entrare e uscire da noi indipendentemente dal numero di strati che indossiamo per impedire loro di disturbare la nostra calma interiore. A volte, per non soffrire, evitiamo che gli altri abbiano un’influenza su di noi, come se non ci rendessimo conto che ciò che siamo è già il frutto di chi è passato dalla nostra vita quando eravamo disposti a fargli spazio nel nostro foglio. Ma questo tentativo di chiuderci in noi stessi, con lo scopo di proteggerci, ci trasforma in persone impermeabili alle nuove idee.

Vi sarà capitato di osservare persone intente a conversare con indosso il loro “impermeabile” protettivo: in questi casi non importa che cosa si stiano dicendo, perché nessuno dei due è disposto ad ampliare le proprie vedute. Alcune persone partono da una prospettiva così rigida e irremovibile, che spesso quando discutono nemmeno si ascoltano davvero l’un l’altra: si limitano a parlare e a concentrarsi sulla propria argomentazione.

Questo atteggiamento può essere dovuto alla paura che qualcuno sia in grado di far crollare i pilastri su cui abbiamo costruito la nostra vita oppure può essere un modo attraverso cui cerchiamo di celare le nostre insicurezze, come quando un esperto di un settore cerca di nascondersi dietro un linguaggio incomprensibile agli altri, perché ha paura di non sembrare abbastanza bravo o, ancora peggio, perché considera che il suo titolo di studi lo renda superiore a chi non è al suo livello. Come se pensare fosse una prerogativa di chi ha studiato…

Questo atteggiamento è molto triste, sarebbe molto meglio avere una posizione aperta e predisposta ad imparare qualcosa da tutte le persone che incontriamo sul nostro cammino. Non importa se non sempre saremo d’accordo con loro, ciò che pensiamo e sentiamo deve essere un filtro che ci aiuti a valutare se le novità che ci arrivano meritano di occupare un nuovo posto nel cassetto delle nostre idee o se possiamo semplicemente accantonarle.

Toglietevi l’impermeabile, quindi, e lasciate che sia il vostro buon senso a farvi capire se vale la pena lasciarsi impregnare o meno da ciò che vi arriva. Non assumete una posizione rigida, perché questa limita la vostra mente e la vostra relazione con gli altri. Se il vostro obiettivo è quello di vivere più tranquilli, difficilmente lo otterrete in questo modo, perché le emozioni sono in grado di attraversare qualsiasi barriera.