Ogni giorno mi sento più leggera, più speranzosa e meno perfetta

· 17 gennaio 2017

Ogni giorno mi vedo meno perfetta e questa sensazione, invece di preoccuparmi, mi riempie di orgoglio e mi permette di sentirmi molto più libera, più me stessa. Ora vado avanti più leggera, senza pesi altrui, senza spine nel cuore e senza sassi nelle scarpe che ostacolino il mio cammino di speranza, di armonia e di tantissime possibilità.

Tutte queste idee si possono riassumere con un’espressione molto attuale: crescita personale. L’industria editoriale mette a nostra disposizione diversi approcci, strategie e abilità per permetterci di fare il grande salto, ovvero investire davvero in noi stessi. Tuttavia, trovare talenti nascosti, potenziarli e guardare l’orizzonte con una mentalità più aperta e il cuore vivo non è proprio così facile.

Un aspetto che vale la pena sottolineare e che il mercato dell’editoria ha ben chiaro è che il pubblico che richiede letture sullo sviluppo e sulla crescita persona è soprattutto femminile. Le donne superano le frontiere dei loro stessi contesti per crescere e trasformare le loro realtà e la loro società dove, purtroppo, i cambiamenti sono molto lenti e il genere maschile occupa ancora la maggior parte degli ambiti.

Non è semplice. Viviamo in un mondo in cui, curiosamente, la crescita personale è un imperativo fondamentale in qualsiasi organizzazione. Qualsiasi lavoro si fonda su una legge fondamentale: o si cresce o ci si impigrisce. A livello umano, però, questa necessità non è poi così esplicita. Perché a volte “crescere” implica smettere di avere paura di alzare la voce, correre il rischio di sfidare le regole per dimostrare tutto ciò di cui si è capaci. Un aspetto che la popolazione femminile sta conquistando con passi da gigante.

Vi invitiamo a riflettere su questo tema.

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La crescita personale implica “andare oltre se stessi”

La maggior parte dei nostri lettori conoscerà senza dubbio la famosa piramide dei bisogni di Abraham Maslow. Questa teoria, formulata nel 1940, proponeva il concetto di auto-realizzazione come riflesso di una persona che, in apparenza, ha finalmente raggiunto il suo vero sviluppo personale.

Quello che non tutti sanno è che lo stesso Abraham Maslow si rese conto due decenni più tardi che nella sua teoria non tornava qualcosa. C’era qualcosa di sbagliato. La ricerca dell’auto-realizzazione implica la concentrazione di tutti i nostri sforzi, di tutte le nostre abilità ed energie esclusivamente sulla nostra persona. Aspiriamo ad essere capaci, indipendenti, creativi, coraggiosi e soprattutto autosufficienti in quasi qualsiasi ambito.

Maslow comprese che le persone interpretavano il vertice della piramide come la corona da consegnare a un individuo diventato “grande”, abile, forte e disconnesso dal suo ambiente. Sembrava non esistere dunque un bene comune, un proposito più elevato. Il suo approccio non era corretto. Ecco perché introdusse un’altra dimensione, al di là dell’auto-compiacimento e dell’entropia personale, per uno scopo più ampio che chiamò auto-trascendenza.

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Curiosamente, questa necessità di auto-trascendenza è ciò che caratterizza la maggior parte delle donne che ogni giorno si dedicano allo sviluppo e alla crescita personale. La donna di oggi ha ben chiaro quali sono le sue identità e le sue potenzialità. Non ha bisogno di “esaltare” quello che è già, non vuole auto-compiacersi, prova prima di tutto a trascendere, ad andare oltre i limiti che le hanno imposto per entrare in contatto con l’ambiente e modificarlo.

Meno perfetta e libera dalle aspettative altrui

La donna non ha bisogno di essere perfetta per dare il meglio di sé e raggiungere il successo. Ha solo bisogno di essere se stessa. La dottoressa Saskia Sassen, una sociologa e scrittrice olandese famosa per i suoi lavori sulle “città globali”, ci spiega che la maggior parte di noi è obbligata ad adattarsi ad un mondo che, semplicemente, non funziona.

Il genere femminile, quindi, deve avere chiaro un aspetto essenziale: prima di favorire il tanto desiderato percorso di crescita personale, l’auto-trascendenza, deve liberarsi. È necessario rompere con gli stereotipi, i dettami invisibili, i pregiudizi e quelle aspettative effimere di cui molti si sentono prigionieri.

Non è necessario essere perfetti per valere come persone. Non esistono corpi perfetti, professioniste perfette ed infallibili, madri perfette, amiche perfette, figlie o mogli ideali.

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Siamo quello che siamo e aspiriamo ad essere ciò che senza dubbio meritiamo. Per riuscirci, bisogna avere uno scopo nella vita, un sogno, degli obiettivi, delle passioni da collocare all’orizzonte e per cui lottare ogni giorno, ogni momento. In secondo luogo, dobbiamo mettere da parte le aspettative altrui e considerare solo le nostre, sono le uniche che contano davvero.

Ultimo punto, ma non per questo meno importante, è essere sempre se stessi, senza contraddizioni, senza false idee che contraddicano la propria essenza. Solo così potremo vivere in armonia, solo così ci prenderemo cura di noi come meritiamo, offrendo agli altri e al mondo la nostra parte migliore per rendere il posto in cui viviamo un ambiente più rispettoso, più degno.

Immagini per gentile concessione di Irene Sheri.