Liberarsi del peso che non fa andare avanti

· 4 aprile 2015

Di solito quando si chiede a qualcuno del suo passato, la prospettiva è negativa. Poche volte si guarda il lato positivo, si tende invece a pensare a ciò che si sarebbe potuto fare e che non si è fatto e agli errori commessi, provocando sensi di colpa, rimorsi o frustrazione.

Forse vi ricordate di quei libri-gioco in cui il lettore poteva scegliere diversi cammini da seguire; nella vita reale succede lo stesso: quando bisogna prendere una decisione si guarda al passato pensando a che cosa sarebbe successo se si avesse preso un’altra decisione.

Gli esseri umani cercano la perfezione e tendono a guardare indietro pensando che nel caso di scelte diverse, la vita sarebbe stata di gran lunga migliore. Quello che poche volte si prende in considerazione è che se avessimo agito diversamente, sarebbe anche potuta andare peggio, e visto che non si può sapere, la cosa più razionale è accettare le cose così come sono avvenute, senza colpe né frustrazioni, dato che ora si è in un determinato modo come risultato di quello che è successo, ed è chiaro che si potrebbe essere migliori, ma anche peggiori.

Non si tiene in conto nemmeno che quello che si sta facendo è giudicare con cognizione di causa, che con il bias di conferma dei processi cognitivi, una volta ottenuto, sembra molto più probabile: quanto siamo stati sciocchi a scegliere quella opzione quando era chiaro che fosse quella sbagliata! Quello che si omette è che, al momento di prendere la decisione, non sembrava così incorretta. È evidente che è ciò che si è saputo dopo che ha aumentato la sua probabilità nella nostra mente.

Facciamo un esempio di questo fenomeno cognitivo così curioso. Entrate in cucina e vedete che la gamba di una sedia traballa un po’ e decidete di aggiustarla dopo mangiato. Finito di cucinare, viene fuori che c’è un altro invitato che occuperà la sedia malandata che avevate pensato che sarebbe rimasta vuota. L’invitato non se ne rende conto e voi non ve ne ricordate. Nel bel mezzo del pasto pum! Per terra.

Ascoltate i vostri pensieri: forse avreste dovuto aggiustarla prima, forse dovevate capire che sarebbe potuta arrivare un’altra persona e che si sarebbe potuta sedere… ancora peggio, potreste condannarvi e giudicarvi severamente: sono uno sfaticato, lascio sempre le cose per dopo e sono distratto. No, no, no: quando avete preso la decisione di aggiustare la sedia dopo mangiato ricordatevi che non sembrava probabile che venisse qualcun altro e se aveste aggiustato la sedia in quel momento si sarebbe freddato il cibo. Se la aveste aggiustata, quindi, vi sareste colpevolizzati per aver servito un pasto riscaldato ad un invitato. Così voi stessi finirete per essere la vostra condanna.

Come accettare il passato

Il passato non si può cambiare, quindi pensare a ciò che si sarebbe potuto fare non aiuta, perché si fa marcia indietro. L’ideale per far sì che il passato non rappresenti una stasi sarebbe accettare le cose così come avvengono, da una prospettiva aperta e positiva. Questo significa che quando vi ricordate degli errori commessi o di avvenimenti negativi potete vederli in modo costruttivo, pensando che tutto il vissuto si trasforma in saggezza.

Potete porvi la seguente domanda per prendere coscienza dell’apprendimento che si cela dietro ogni evento negativo: se oggi ricapitasse la stessa cosa del passato, come reagirei e che cosa ho imparato?

La saggezza si acquisisce attraverso errori e problemi. Se tutta la vita fosse stata comoda, perfetta e senza problemi, non avreste imparato così tante lezioni. È il caso dei genitori ultraprotettivi: se non lasciano che i loro figli commettano degli sbagli e risolvano i loro problemi, prolungano il mancato apprendimento e i loro figli non potranno farsi valere, sentendosi stressati in qualsiasi situazione conflittuale.

Fate una lista

Di solito ci si concentra di più sui lati negativi del passato piuttosto che sulle cose belle che sono successe. C’è chi sostiene che nulla di positivo è avvenuto nel proprio passato, ma spesso ci sono dei piccoli istanti di gioia che, se si è capaci di guardare indietro ricercandoli, automaticamente innescheranno una catena di pensieri rivolta agli avvenimenti positivi e felici.

Un esercizio che potrebbe aiutare a migliorare il punto di vista che si ha sul passato è quello di compilare una lista con dieci fatti positivi che sono avvenuti e che si apprezzano del proprio passato. Non è necessario che siano grandi avvenimenti, qualsiasi cosa che ha regalato un momento di felicità va bene e può entrare a far parte della lista.

Ad esempio, se eravate soliti trascorrere i pomeriggi giocando con la vostra migliore amica e vi divertivate molto, già è un inizio, perché grazie a quei momenti avete imparato cosa è importante per avere una buona amica e per mantenere viva un’amicizia.

Si traggono insegnamenti da ogni attimo positivo che si è trascorso, da ogni piccolo o grande momento di felicità attraverso cui le emozioni si sono modellate. Ricordare quei bei momenti del passato attraverso questa lista vi aiuterà a vedere se stavate guardando al passato con occhi realisti o se vi concentravate solo sugli aspetti negativi.

Accettate il passato, guardate indietro per imparare e senza dimenticarvi dei lati positivi. Continuate sempre ad andare avanti nel vostro cammino perché il presente che state vivendo diventerà il passato di domani e perché dalle vostre azioni attuali dipenderà la vostra soddisfazione futura.

Immagine per gentile concessione di: Jari Hindstroem