Leggere favole ai più piccoli: quali sono i benefici

· 11 novembre 2018
Leggere favole è molto più che narrare storie; leggere è viaggiare, creare una magia fra le parti e mettere le ali. 

Leggere favole ai più piccoli è un momento di incontro fra il lettore, il bambino e l’autore. Inoltre, è una pratica che offre molteplici benefici perché non solo aiuta a stimolare e sviluppare l’immaginazione dei bambini, ma promuove anche uno spazio di calma per loro e l’opportunità di rafforzare il proprio legame.

Vi sono altri benefici psicologici derivanti dal leggere le favole ai più piccoli? Senza alcun dubbio, la risposta è sì. L’abitudine di leggere ai bambini sin dai primi anni promuove e rafforza lo sviluppo di alcune delle loro capacità cognitive come la memoria, la creatività e persino l’empatia.

È importante tenere conto che le storie devono spaziare su diverse tematiche e soprattutto farlo prima che vadano a dormire. A seguire vi spiegheremo tutti i benefici di questa bella pratica.

“Ci sono più tesori in un libro che in tutti i covi dei pirati dell’Isola del Tesoro”.

-Walt Disney-

Leggere favole e benefici

Facilita il processo di simbolizzazione

La simbolizzazione, o processo simbolico, è la capacità che abbiamo di creare significati mediante immagini, parole, storie o frasi. Consiste nel rappresentare qualsiasi cosa con l’aiuto di un simbolo.

Quando leggiamo le favole ai più piccoli, li incoraggiamo a creare nella loro mente delle immagini che sono relazionate con le storie che raccontiamo. In altre parole, li rendiamo capaci di simbolizzare e dare forma alle parole.

Aiuta a sviluppare la teoria della mente

Quando parliamo della teoria della mente, facciamo riferimento alla capacità di rappresentare la nostra mente e quella degli altri. In altre parole, pensare come pensa l’altro. La capacità di adottare la prospettiva altrui e, di conseguenza, attribuirvi riflessioni, desideri, punti di vista. Leggendo una favola, induciamo i bambini a pensare come i loro personaggi, a cosa farebbero se si trovassero nella loro situazione.

La teoria della mente permette di anticipare situazioni e allontana l’egocentrismo, dando l’opportunità di pensare come se fossimo un’altra persona. Questa capacità si sviluppa dopo i 4-5 anni, ma con attività come la lettura acceleriamo il processo.

“Leggere significa pensare con la testa altrui invece che con la propria.”

-Arthur Schopenhauer-

Rafforza l’immaginazione

Leggendo racconti ai più piccoli, rafforziamo il processo che li vede creare nuovi spazi nella propria mente. Li aiutiamo a immaginare e a trasportarsi in altri mondi; in definitiva, a costruire scenari fittizi. Favoriamo pertanto la decontestualizzazione, questa rottura della rigidità mentale, attraverso l’abilità dell’immaginazione.

Favorisce lo scaffolding

Il concetto di scaffolding viene usato nella psicologia dello sviluppo per riferirsi agli orientamenti, agli aiuti e alle informazioni che i bambini ricevono dai loro genitori o dai loro educatori per guidare il loro sviluppo. Può essere inteso quindi come la struttura di base necessaria per crearne, a partire da essa, altre di maggiori dimensioni e importanza.

Quando leggiamo favole ai più piccoli, li induciamo a indagare e risolvere, mediante il nostro aiuto, alcuni dei loro dubbi. Inoltre, in molte occasioni, le storie dei protagonisti possono fungere da lezioni di vita.

Madre nel letto con bambini che legge favola

Ulteriori benefici

Sono molti i benefici derivanti dal leggere favole ai bambini. A questi possiamo aggiungere la facilitazione del processo di comprensione, l’ampliamento del lessico e, ovviamente, la promozione dell’empatia. Leggere offre l’opportunità di scoprire nuovi punti di vista.

L’abitudine di leggere ai bambini stimola il loro sviluppo e rende possibile il riconoscimento di alcune strutture e funzioni cognitive che successivamente si andranno sviluppando. Leggere favole è molto più che narrare storie; leggere è viaggiare, creare una magia fra le parti e mettere le ali.

“I libri sono gli amici più tranquilli e costanti, e gli insegnanti più pazienti”.

-Charles William Eliot-