L'empatia dei cani: un potere curativo

L'empatia dei cani: un potere curativo
Valeria Sabater

Scritto e verificato la psicologa Valeria Sabater.

Ultimo aggiornamento: 24 marzo, 2022

La scienza è riuscita a dimostrare una cosa che in molti sospettavano già: l’empatia dei cani. I cani si connettano con lo stato emotivo delle persone in modo quasi immediato. Ma la loro capacità va un oltre questa affascinante connessione, perché mostrano anche il desiderio manifesto e altruista di dare conforto, alleviare le sofferenze emotive e la tristezza.

Sappiamo che chiunque abbia uno o più cani sarà d’accordo con le conclusioni a cui si è giunti tramite la ricerca realizzata all’Università di Londra su questo argomento. Sappiamo che questi amici a quattro zampe, naso umido e sguardo fedele si sintonizzano istantaneamente con la nostra allegria e soprattutto con le nostre sofferenze. E non esitano neanche un secondo a leccarci una mano, a portarci il loro gioco preferito, a sedersi sul nostro grembo come bambini cercando di strapparci un sorriso.

Credete che i cani vadano in paradiso? Sono sicuro che loro ci arrivano prima di qualsiasi uomo.

-Robert Louis Stevenson-

L’empatia dei cani, questa abile lettura dei nostri stati d’animo, ha in realtà sfumature ancora più sorprendenti, spiegateci da questa stessa ricerca. Possiamo vederne un esempio nella storia di Benjamin Stepp, un veterano della guerra in Iraq che vive con una bellissima cagnolina Labrador di nome Arleigh. Quest’uomo ha subito una lesione cerebrale traumatica che ogni giorno gli provoca improvvisi attacchi di dolore che gli immobilizzano le gambe.

Arleigh percepisce quando si stanno per verificare questi attacchi e si mette subito vicino al suo padrone con uno scopo ben preciso: dargli supporto, affetto, ridurre la sua ansia e regolarne la respirazione perché il dolore se ne vada prima possibile. Hanno un rapporto talmente affascinante che una etologa, Natalia Alburquerque, sta studiando il caso. Si sa che i cani “annusano” alcuni cambiamenti metabolici del nostro organismo che si traducono, ad esempio, in cali di zucchero, attacchi di epilessia e, in questo caso, dolore.

In ogni caso, uno degli aspetti che più di tutti sorprende è legato alla fedeltà e all’altruismo di questi animali. Non vogliono niente in cambio, il loro senso di protezione e fedeltà è così forte che il solo fatto di dare sollievo e benessere li gratifica, li soddisfa.

Uomo e cane guida l'empatia dei cani

Il contagio emotivo nei cani: una forma primitiva di empatia

Gli etologi e gli psicologi specializzati nel mondo animale sottolineano un aspetto importante. Non possiamo paragonare l’empatia umana con quella canina. In quest’ultimo caso si parla piuttosto di “contagio emotivo”, una forma molto primitiva di empatia che secondo Ted Ruffman, psicologo dell’Università di Otago, potrebbe essere paragonata a quella di un bambino di tre anni.

Bisogna anche ricordare che l’empatia è una dimensione psicologica complessa, nella quale entrano in funzione processi cognitivi molto sofisticati. Nel caso dei cani da un lato vi è la facilità con cui leggono le nostre espressioni facciali ed il nostro tono di voce, dall’altro la loro naturale predisposizione a farsi contagiare emotivamente dal nostro stato d’animo. Nel caso in cui questa nostra emozione sia negativa, intraprendono condotte volontarie per dare aiuto, sostegno e benessere.

Quest’ultimo aspetto è senza dubbio un argomento che ha sempre affascinato gli esperti. La ragione per cui i cani dimostrano un legame tanto forte con gli uomini può essere ricercata nei nostri avi, nel nostro passato più primitivo. Edward Osborne Wilson è un entomologo e biologo statunitense che nei suoi numerosi studi ci spiega alcuni aspetti davvero interessanti.

cane campo di fiori l'empatia dei cani

Cani e uomini: un legame antico

L’essere umano ha stabilito un legame emotivo molto forte con i cani fin da epoche remote, nelle quali la nostra priorità assoluta era sopravvivere. Una delle teorie del Dottor Edward Osborne è che gli uomini i cui gruppi sociali includevano anche vari cani avevano maggiori possibilità di sopravvivenza rispetto a quelli che non avevano questo tipo di legame.

  • Avere uno o più cani nei nostri primi insediamenti sociali presupponeva una maggiore unione con la natura, con i suoi cicli, e trovare, quindi, anche più risorse con cui sopravvivere: acqua, caccia, piante commestibili… Disponiamo infatti di molte pitture rupestri nelle quali  è possibile vedere questo tipo di interazione.
  • La compagnia di questi animali ci conferì in tempi molto antichi una soddisfazione vitale molto importante, formando un legame nel quale erano implicati a loro volta molti meccanismi biologici.

Si sa, ad esempio, che guardare negli occhi un cane porta il nostro cervello a produrre ossitocina, l’ormone dell’affetto, della cura e della fedeltà.

Questa costante interazione iniziata fin dalle epoche primitive ha consolidato una sofisticata relazione in cui i cani non tardano a riconoscere le nostre emozioni e noi, dal nostro canto, abbiamo imparato a vederli come membri dei nostri gruppi sociali. L’empatia dei cani è una realtà che ci ha sempre accompagnato.

pittura rupestre uomo cane l'empatia dei cani

Basta guardare un cane per sorridere

I nostri cani non ci diranno mai di prendere le cose con più calma. Non ci consiglieranno di cambiare lavoro, di dare un’altra opportunità al nostro partner oppure di allontanarci per sempre da quell’amica che ci causa più problemi che altro. Non ci consiglieranno mai nulla, non ci giudicheranno né criticheranno nessuna delle nostre decisioni. I nostri cani si limiteranno semplicemente ad esserci, lì con noi, dandoci il meglio di sé senza chiedere nulla in cambio. È proprio questo uno dei comportamenti che caratterizzano l’empatia canina.

Per quanto ci possa sembrare strano, è ciò che hanno sempre fatto: convivere con noi fin da quando i nostri antenati, i cacciatori europei, cominciarono ad addomesticare i cuccioli di lupo più docili che si aggiravano intorno ai loro insediamenti alla ricerca di cibo. Li facemmo nostri ed essi ci fecero loro, in un’alleanza durevole e meravigliosa. Per questo motivo, la maggior parte di noi non riesce ad evitare di sorridere immediatamente quando il suo sguardo incrocia quello di un cane.

Ci riconosciamo, i nostri meccanismi biologici interagiscono nuovamente per produrre risposte emotive positive. Furono nostri alleati in passato e sono nostri alleati terapeutici nel presente. Ci infondono calma, ci fanno sorridere, attivano le nostre endorfine, la nostra ossitocina, riducono la solitudine e anche la nostra sensazione di dolore…

In conclusione, mettere in dubbio il potere emotivo dei cani e la loro capacità empatica è senza dubbio un errore imperdonabile. Perché questi sono i nostri eroi anonimi a quattro zampe a cui dobbiamo moltissimo: i cani guida, i cani che aiutano quotidianamente i bambini con disabilità o gli anziani, e in generale grandi amici che adoriamo e che non esitiamo a considerare parte indiscutibile della nostra famiglia.


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