Se vi mancano di rispetto, stabilite dei limiti

17, marzo 2017 in Psicologia 11298 Condivisi

Se vi mancano di rispetto, stabilite dei limiti e proteggetevi dalle aggressioni (dirette o indirette). Non siamo venuti al mondo per sopportare gli attacchi altrui, per quanto siano velati, e ancor meno abbiamo fatto qualcosa per meritarli. Non possiamo controllare il comportamento di tutti, ma possiamo imparare a stabilire dei limiti e delle conseguenze se vengono oltrepassati.

Siamo arrivati a normalizzare la mancanza di rispetto come qualcosa propria dei rapporti di potere. Come se fosse un aspetto tollerabile nelle relazioni tra persone “di diversi livelli gerarchici”. Ci scusiamo e scusiamo gli altri. “Non aspettarti che ti trattino bene solo perché sei nuovo” e tante frasi del genere.


La linea che separa tolleranza ed intolleranza è molto confusa, come se fosse stata tracciata a matita e l’avessimo ripassata con il dito, sfumandola. D’altra parte, ognuno di noi ha la capacità e l’obbligo di stabilire dei limiti. Quel che è certo è che molte volte non sappiamo se i limiti del rispetto siano stati superati o meno in un rapporto.

I limiti ci proteggono dalla mancanza di rispetto

È fondamentale chiarire cosa siamo disposti a tollerare e cosa no in una relazione, che sia tra amici, conoscenti colleghi di lavoro o in famiglia. Facciamo uno sforzo e cerchiamo di ascoltare i segnali del nostro corpo quando qualcuno oltrepassa il confine.

Quando ci mancano di rispetto, il nostro corpo, molto saggio, ci avvisa sempre. Ascoltarlo e diventarne consapevoli è il nostro nuovo compito.

Nei rapporti umani, nessuno è superiore agli altri. Siamo tutti diversi e ricopriamo ruoli diversi, ma nessuno è “umanamente superiore”. Dunque, se permettiamo a qualcuno di farci del male o di ferirci, non dovremmo pensare che la superiorità sia un motivo valido.

Quello che non esiste non può essere un motivo. Inoltre, il fatto che esista non implica necessariamente che lo sia.
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Altrimenti, tutte le persone “superiori” a noi avrebbero il diritto di ferirci e di farci del male. Se nessuno è superiore agli altri, allora forse dovremmo chiederci quanto potere stiamo dando a quella persona o quelle persone che ci feriscono. Un potere che non ha ragione di essere.

Finiamo per concedere alle persone il potere di farci del male e di farci stare male. Come? Accettiamo la mancanza di rispetto da parte loro come una cosa normale e gliela concediamo. “Ti lascio entrare nel mio castello e puoi farci quello che vuoi”.

Se non stabiliamo dei limiti, diamo all’altro il permesso di ferirci

Sono tanti i modi in cui permettiamo agli altri di “calpestarci”, mandiamo segnali invitandoli a farlo. Facciamo un esempio: qualcuno ci fa sentire a disagio con un commento sgradevole su di noi. Invece di farglielo sapere, stiamo zitti e riponiamo il rancore in un angolino della nostra memoria. Trasformiamo in veleno la mancanza di rispetto di quella persona.

Accettando questo comportamento, inoltre, mandiamo un chiaro messaggio all’altro: in futuro è probabile che permetteremo la stessa cosa. In qualche modo, è come se indirettamente gli dicessimo “puoi mancarmi di rispetto se lo desideri, te lo concedo”.

Potremmo chiederci, piuttosto: questo ci fa sentire bene con noi stessi? Zittire il corpo e le parole ci aiuta davvero a migliorare i nostri rapporti?
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Molte volte sorridiamo o “stendiamo un velo pietoso” per evitare di essere onesti e coerenti con i nostri limiti e farli vedere all’altro. Non succede nulla se lo facciamo, di fatto spesso si tratta di una questione di sopravvivenza.

Un altro caso in cui stiamo zitti è perché ci sentiamo in colpa ad essere assertivi. Conosciamo talmente poco questo campo che spesso il nostro messaggio di censura verso l’atteggiamento osservato è poco chiaro. Non succede nulla, l’importante è fare pratica.

Non inganniamoci, non meritiamo che gli altri ci manchino di rispetto

Anche se in certi momenti sopportare una mancanza di rispetto è questione di sopravvivenza, non significa che lo sia sempre. Se qualcuno ci manca di rispetto di frequente, allora dovremmo chiederci se lo stiamo accettando per sopravvivere o perché non siamo in grado di stabilire dei limiti e non ci valorizziamo abbastanza.

Non meritiamo che gli altri ci manchino di rispetto, per di più senza motivo. Quindi, cari lettori, chiedetevi se vale davvero la pena sopportare il dolore e con un sorriso cambiare discorso o se, invece, è meglio far presente che hanno oltrepassato il limite. Potete fare tanto per ripristinare i vostri confini e fare notare quando vengono violati.

Senza dubbio è una grande sfida e richiede un certo sforzo, soprattutto quando non si è abituati a farsi valere. Tuttavia, bisogna farlo. È necessario rispettare noi stessi piuttosto che permettere agli altri di mancarci di rispetto solo perché vogliamo la loro approvazione.

Ancora una volta è questione di amor proprio. Una sfida per trovare la felicità in una società di false apparenze. Dunque, dato che la vita non aspetta e soprattutto è la VOSTRA vita, scegliete di rispettarvi quando gli altri non lo fanno!