Martin Seligman e la psicologia positiva

Martin Seligman, insieme al Dr. Christopher Peterson, ha definito un sistema di classificazione per le forze umane al fine di determinare con precisione le dimensioni su cui dovremmo lavorare ogni giorno per essere felici.
Martin Seligman e la psicologia positiva

Ultimo aggiornamento: 10 maggio, 2021

Martin Seligman, riconosciuto pioniere della psicologia positiva, spiega che la felicità non dipende sempre dal nostro status sociale, dalla nostra religione o dal nostro aspetto fisico.

La felicità è in realtà una combinazione unica di ciò che ha definito “punti di forza distintivi”, come il nostro senso di umanità, il grado di temperanza, tenacia e la capacità di condurre una vita che abbia significato.

Parlare di Martin Seligman significa parlare di una nuova era della psicologia. Erano gli anni ’90 quando, come presidente dell’American Psychological Association (APA), tenne una conferenza in cui affermò che la psicologia doveva fare un nuovo passo in avanti.

Doveva studiare da un punto di vista scientifico cosa rende felice l’essere umano. In questo modo, sarebbe stato possibile aiutare le persone ad avere una vita più soddisfacente.

“La vita infligge le stesse battute d’arresto e le stesse tragedie all’ottimista come al pessimista, ma l’ottimista resiste meglio.”

-Martin Seligman-

Fino ad ora gran parte degli studi di psicologia si erano concentrati sull’affrontare la malattia mentale e nel trovare possibili cure. Lo stesso Seligman è meglio conosciuto per il suo lavoro sull’impotenza appresa.

Una riflessione su se stessi

Come sempre a un certo punto della nostra vita, accade qualcosa che all’improvviso ci costringe a riflettere profondamente su noi stessi. È quanto successo al padre della psicologia positiva e che spiega nel suo libro Come crescere un bambino ottimista.

Una mattina, sua figlia Nikki di 6 anni stava giocando in giardino con delle foglie. La bambina gridava di gioia correndo da una parte all’altra, piena di entusiasmo e vitalità. Tuttavia, faceva tanto baccano che suo padre, Martin Seligman, non riusciva a concentrarsi sul suo lavoro. Tanto che finì per urlarle contro e chiederle di stare zitta.

Dopo questo aspro rimprovero, la bambina, con una maturità insolita per la sua età, disse al padre che aveva voglia di piangere e urlare. Il rimprovero ricevuto le aveva fatto venire voglia di piangere, ma ciò nonostante non avrebbe ceduto a questo impulso. Sapeva di non essere più una bambina piccola e quindi si sarebbe controllata.

Disse anche che, poiché aveva imparato a non lasciarsi andare ai piagnistei, anche il padre avrebbe dovuto controllare il suo temperamento. In questo modo loro due “sarebbero stati un po’ più grandi”. Questo dialogo con la figlia cambiò per sempre la vita di Martin Seligman.

Martin Seligman.


Martin Seligman e la psicologia positiva

Martin Seligman è considerato il pioniere della psicologia positiva. Tuttavia, il termine “psicologia positiva” fu coniato per la prima volta da Abraham Maslow.

Maslow formulò le sue teorie in modo molto intuitivo ma apportando scarse prove empiriche e metodologiche. Quindi ha lasciato un’interessante eredità nelle mani di una nuova generazione di psicologi che dagli anni ’90 in poi si è impegnata ad indagare il campo della felicità.

Gli psicologi che hanno proseguito in questa direzione, come lo stesso Seligman, Ed Diener e Mihaly Csiskzenmihalyi, approfondiscono lo studio delle emozioni positive da un punto di vista scientifico e rigoroso.

Nello specifico, analizzano quali processi, dinamiche e situazioni possono avere il maggiore impatto sul nostro stato di salute, sulle nostre prestazioni e sul nostro grado di soddisfazione generale nei confronti della vita.

Allo stesso modo, Martin Seligman ha sottolineato che questi studi dovrebbero mirare a insegnare alle persone ad essere più felici.

Rifacendosi anche alle nozioni di felicità enunciate da Confucio, Mencio e Aristotele e integrandole con le moderne teorie sulla motivazione, Seligman è giunto alla conclusione che la felicità si può costruire lavorando su tre dimensioni ben precise.

Donna felice.

1. Condurre una vita piacevole

Forse quando si sente il termine “piacevole” viene in mente un concetto piuttosto edonistico, come una vita orientata al mero piacere e senza grandi aspirazioni. Questo non è ciò che Martin Seligman intende in questa prima dimensione sulla costruzione della felicità.

  • Condurre una vita piacevole significa saper promuovere le emozioni positive e fare in modo che siano durature.
  • Per raggiungere questo obiettivo, è necessario soddisfare prima di tutto i nostri bisogni fondamentali, quelli che si trovano al primo posto nella piramide dei bisogni di Maslow: mangiare, sicurezza, affiliazione, riconoscimento.
  • È anche importante trovare un equilibrio tra il nostro passato, il nostro presente e il futuro.

Per questo, Seligman propone quanto segue:

  • Dobbiamo essere grati per il nostro presente e riuscire a lasciare andare ciò che sarebbe potuto accadere in passato.
  • È necessario saper affrontare le emozioni negative del presente, sviluppare la consapevolezza e promuovere nuovi modi di essere felici qui ed ora.
  • In questo modo, guarderemo anche al futuro con speranza e ottimismo.

2. Costruire una bella vita secondo Martin Seligman

Godersi una bella vita in realtà non è così facile come potremmo pensare. La felicità non è sempre sinonimo di ricchezza, potere o successo sociale: sfruttare il proprio potenziale al massimo e svilupparlo per sentirsi più pieni, più liberi, più felici.

Martin Seligman, insieme al Dr. Christopher Peterson, un esperto nel campo della speranza e dell’ottimismo, ha definito un sistema di classificazione per le forze umane.

Lo scopo di questo sistema è quello di determinare con precisione le dimensioni su cui dovremmo lavorare quotidianamente per migliorarci ed essere felici. Sono le seguenti:

Virtù umane

  1. Saggezza e conoscenza.
  2. Valore.
  3. Amore e umanità.
  4. Giustizia.
  5. Temperanza.
  6. Spiritualità e trascendenza.

Forze personali

  • Saggezza e conoscenza
  1. Curiosità e interesse per il mondo.
  2. Amore per la conoscenza e l’apprendimento.
  3. Giudizio, pensiero critico, apertura mentale.
  4. Prontezza di spirito, originalità, intelligenza pratica.
  5. Prospettiva.
  • Coraggio
  1. Forza d’animo.
  2. Perseveranza e diligenza.
  3. Integrità, onestà, autenticità.
  4. Vitalità e passione.
  • Umanità
  1. Amore, attaccamento, capacità di amare ed essere amati.
  2. Simpatia, gentilezza, generosità.
  3. Intelligenza emotiva, personale e sociale.
  4. Giustizia, principi civici.
  5. Cittadinanza, cittadinanza, lealtà, lavoro di squadra.
  6. Senso di giustizia, equità.
  7. Capacità di leadership.
  • Moderazione
  1. Capacità di perdonare, compassione.
  2. Modestia, umiltà.
  3. Prudenza, discrezione, cautela.
  4. Autocontrollo, autoregolamentazione.
  • Trascendenza
  1. Saper apprezzare la bellezza e l’eccellenza, capacità di stupirsi.
  2. Gratitudine.
  3. Speranza, ottimismo, proiezione verso il futuro.
  4. Senso dell’umorismo.
  5. Spiritualità, fede, senso religioso.

“La psicologia non si concentra solo sui comportamenti che ci fanno stare male. Aiuta anche con l’istruzione, il lavoro, il matrimonio e persino lo sport. Gli psicologi lavorano per aiutare le persone ad avere dei punti di forza in tutti i campi”.

-Martin Seligman-

Elementi per una sana relazione secondo Martin Seligman.

3. Vivere una vita piena di significato

Una vita piena di significato è legata alla cima della piramide dei bisogni di Abraham Maslow, lì dove guidiamo le nostre virtù e i nostri punti di forza sviluppati per contribuire alla felicità degli altri.

Stiamo parlando di altruismo, quella dimensione che Martin Seligman ha definito come esercizio di gentilezza, come l’arte di saper elevarsi al di là del semplice piacere personale per mettersi al servizio di chi ci circonda.

“La gentilezza consiste nel volere il meglio per gli altri, rallegrandosi dei loro successi e della loro felicità.”

-Chökyi Nyima Rinpoche-

Mattieu Ricard, un dottore in biologia molecolare e un monaco buddista, è stato nominato l’uomo più felice del mondo alcuni anni fa.

Afferma che: “quando l’altruismo è il nostro interesse principale – il motore che muove la nostra condotta -, questo si manifesta attraverso la gentilezza verso chi ci sta intorno ed è sinonimo di buona volontà, disponibilità e inclinazione ad aiutare”.

Ricard non a caso è stato definito l’uomo più felice del mondo. Una ricerca presso l’Università del Wisconsin ha scoperto che quando meditava, riusciva a raggiungere un’attivazione spettacolare della corteccia prefrontale sinistra.

Questa area del cervello è correlata alle emozioni positive. Pertanto, meditare sull’amore, sulla compassione e sull’altruismo non solo rende felici gli altri, ma influenza direttamente anche il nostro livello di felicità.

Conclusioni

La psicologia positiva riveste un posto estremamente rilevante e stimolante nella nostra società di oggi. Tuttavia, va detto che questo approccio non è privo di critiche. Non mancano i detrattori e coloro che ricordano a Seligman che la realtà è troppo complessa per “adattarsi” a questo modello.

Ma soprattutto che etichettare la felicità come “positiva” implica negare il potenziale trasformativo di emozioni come la tristezza, la rabbia e la frustrazione.

Comunque sia, la figura di Martin Seligman è oggi una delle più eminenti nel mondo della psicologia, e il suo ultimo libro Homo Prospectus lo dimostra ancora una volta.

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