Maturiamo con i danni, non con gli anni

· 9 dicembre 2015

Non è il tempo a farci capire che le sconfitte dovrebbero farci alzare la testa e rinnovare il nostro spirito.

Sono i danni e i colpi allo stomaco a far girare il nostro mondo e a determinare la nostra vita. Uscire doloranti o feriti da una battaglia è il modo migliore per comprendere che nella vita ci sono tanti motivi per soffrire.

Il dolore ha un colore triste come i sentieri pieni di foglie secche che si accartocciano sotto i piedi dei passanti; tuttavia, esso è necessario per rigenerarci, così come lo è l’autunno per la fioritura degli alberi.

Quando il cielo si rannuvola, solo uno sguardo saggio che ha vissuto la malinconia può apprezzare la sua bellezza e il suo perché. La pioggia, come le lacrime, ha il potere di ripulire tutto e di aiutarci a contemplare con chiarezza ciò che ci circonda.

La pioggia cade perché le nuvole non reggono il peso, le lacrime cadono perché il cuore non regge il dolore.

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La saggezza oltre gli anni

Gli anni ci danno prospettiva grazie all’accumulo di battaglie perse e di sentimenti scoperti. Il tempo ci abbraccia per mezzo dei pensieri che abbiamo rivolto a noi stessi e delle ferite che ci siamo leccati.

Gli anni e i danni formano una squadra perfetta per creare terreni da coltivare ad ogni passo. Ci offrono la possibilità di utilizzare uno sguardo esperto che vada oltre la semplice vista, oltre gli occhi e oltre il tempo.

Dopo aver sofferto, potete capire che, in realtà, tutto è meraviglioso, tutto è relativo e tutto è nuovo. È paradossale scoprire che, nel momento in cui iniziate a cambiare, iniziate anche ad accettarvi per quello che siete.

Non serve arrivare alla terza età per sapere che la vostra conoscenza può andare oltre il filtro della mente. Tra le quattro mura della saggezza, vi è la stanza dell’intuito emotivo, un’oasi di insegnamenti e un paradiso della maturità.

La maturità emotiva non è come quella fisica. Il nostro corpo si sviluppa irrimediabilmente con il passare degli anni. Invecchiamo e ci spuntano le rughe senza che possiamo evitarlo. Non è possibile affermare che gli anni che passano portano con sé uno sviluppo psicologico parallelo, anche se, in un certo qual modo, questi due argomenti sono legati.

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Esistono centinaia di manuali che ci insegnano a sviluppare abilità che nemmeno immaginavamo potessero esistere; tuttavia, nessun libro ci aiuta a destreggiarci nella vita. Nessuno ci dice come dobbiamo crescere emotivamente: lo impariamo provando e sbagliando (cioè cadendo e rialzandoci).

Avere una vita complessa ci insegna a passare per i cammini più accidentati che esistano, quelli interiori. Non dobbiamo arredare la nostra testa con mobili di altissima qualità, bensì studiare il nostro cuore e le nostre emozioni.

I danni, e il dolore da essi arrecato, ci aiutano a sviluppare un’intelligenza emotiva, ad accettare quello che viene, a sentirci liberi e a guardare dentro di noi senza paura, facendo l’occhiolino a tutte quelle situazioni complicate che dobbiamo affrontare nella vita.

A volte, la transitorietà dell’essenziale ci colpisce con forza e distrugge il nostro castello, ma dobbiamo pensare che ci rimane da percorrere ancora molta strada a fianco di quella parte sofferente di noi, e per questo è bene proteggerla.

Come ormai sapete, la sofferenza non è un cammino che si possa conoscere tramite un libro. È un passo verso la libertà, è il coraggio di un cuore tenero che ha sperimentato la realtà impostagli dalla vita.