Perdersi nella natura porta incredibili benefici al cervello

13 giugno 2017 in Psicologia 2023 Condivisi

Non c’è bisogno di un esperto per sapere che le passeggiate ed il contatto con la natura son eccellenti antistress contro il turbinio della mente. Non è necessario nemmeno industriarsi in chissà che modo per provarlo. Basterà fare una lunga camminata per ottenere un’immediata sensazione di rinnovamento della mente. Vi sentirete più vitali e leggeri mentalmente. Noterete subito la differenza.

Camminare in un luogo immerso nella natura ci permette, innanzitutto, di prendere ossigeno. La respirazione sarà più pura e fluida, e i meccanismi cerebrali funzioneranno al meglio. Il corpo, come naturalmente anche il cervello, si nutre volentieri dell’ossigeno pulito che si trova, per esempio, nei boschi.

“Il cammino di montagna, come quello della vita, non si percorre con le gambe, ma con il cuore”

-Andrés Nadal-

A questo va aggiunto il fatto che fare esercizio attiva la circolazione del sangue e, di conseguenza, porta al rafforzamento di tutti gli organi del corpo. È dimostrato che l’attività fisica determina cambiamenti cerebrali vantaggiosi– aumenta, infatti, la produzione di alcuni ormoni positivi ed inibisce la secrezione del cosiddetto “ormone dello stress”.

Questo tema affascinante ha spinto vari esperti a realizzare diversi tipi di esperimenti per vedere fino a dove arrivano i benefici di passeggiare con frequenza. In particolare, alcuni di loro hanno studiato come cambia il cervello  quando una persona sale in cima ad una collina, e i risultati sono sorprendenti.

Il trekking e i cambiamenti nel cervello

La National Academy of Sciences ha realizzato uno studio relativo ai cambiamenti che si producono nel cervello quando risaliamo una collina. Lo studio è cominciato con un’intervista rivolta ad un gruppo di persone che da poco avevano deciso di immergersi nella natura in questo modo. Sono poi stati messi a confronto tali risultati con quelli di persone che avevano passeggiato in città. Secondo i risultati, il primo gruppo ha affermato di sentirsi tranquillo e in pace, mentre la varietà di risposte del secondo gruppo è stata molto più alta.

Gli scienziati hanno poi eseguito un monitoraggio volto ad individuare i cambiamenti verificatesi nel cervello delle persone che facevano trekking. In questo modo è stato possibile notare la diminuzione dei flussi di sangue nella corteccia prefrontale subito dopo la realizzazione dell’attività.

Tutto questo, tradotto in termini pratici, assume vari significati. Il più importante è che il cambiamento principale avviene in una zona legata agli stati d’animo. In particolare, nell’area della corteccia che regola il malumore ed i sentimenti di preoccupazione e tristezza. Tutto sta a indicare che salire in cima ad una collina diminuirebbe l’attivazione di quella zona: a quanto pare quando camminiamo, svanisce lo stato di irritabilità o tristezza contro cui il cervello di solito “combatte”.

Un altro studio ha portato a conclusioni simili. In questo caso sono stati studiati i cambiamenti nel cervello di persone che avevano prolungato la loro camminata nelle zone rurali per ben 4 giorni, disconnettendosi completamente da ogni dispositivo tecnologico. Allo scadere dei 4 giorni, sono stati sottoposti ad alcuni test di capacità intellettiva. Dal risultato è emerso che ciascuno di loro era in grado di ottenere il 50% in più sul punteggio rispetto a chi non faceva trekking, soprattutto nella sfera del potenziale creativo. 

Altri benefici di risalire una collina

Quelli appena descritti non sono gli unici cambiamenti cerebrali individuati tra le persone che praticano trekking in montagna e nella natura. Nel 2004 è stata realizzata una ricerca che ha coinvolto persone affette dalla Sindrome da Deficit di Attenzione, alle quali è stato chiesto di salire in cima ad una collina. Dai risultati è emerso che a seguito dell’attività i sintomi del disturbo erano diminuiti in intensità e frequenza.

Qualcosa di simile è successo ad un gruppo di persone affette da demenza senile. Camminare negli spazi verdi e ad alti, che richiedono uno sforzo maggiore, aveva un visibile riscontro positivo sulla loro memoria. Tutto sembrerebbe indicare che questo tipo di attività riesca ad incrementare i livelli di concentrazione e la capacità di conservare le informazioni. In definitiva, tutte le funzioni intellettuali traggono benefici da una semplice passeggiata in collina.

Ma non è tutto. Fare trekking apporta vantaggi anche a livello emozionale. Un articolo pubblicato sul Journal of Environmental Science and Technology riporta come bastino cinque minuti di passeggiata in un ambiente naturale per ottenere enormi benefici sul piano delle emozioni. Staccare la spina per così poco è sufficiente per ottenere un aumento dell’autostima e dell’auto-percezione. Le persone che realizzano regolarmente questa attività, infatti, godono di una maggiore fiducia in se stesse ed hanno una maggiore capacità di autocontrollo.

La cosa migliore è che non serve quasi nulla per realizzare questo tipo di attività. Basteranno degli indumenti adeguati e una borraccia. Oltre a godere di incredibili miglioramenti a livello cerebrale, tutta la salute ne potrà trarre beneficio. Andando a camminare con amici, poi, i benefici saranno di gran lunga maggiori. Si tratta di una strada semplice e veloce per migliorare notevolmente la qualità della vostra vita.

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