Negligenza passiva: sentirsi invisibili

Essere cresciuti come se si fosse invisibili, come se emozioni, desideri ed eventi personali non fossero importanti. Raggiunta l'età adulta, molte persone scoprono di essere state vittime di negligenza emotiva passiva da parte dei genitori.
Negligenza passiva: sentirsi invisibili

Ultimo aggiornamento: 18 luglio, 2022

È peggio essere ignorati o criticati continuamente? Non è facile rispondere a questa domanda perché entrambe le realtà costituiscono una chiara forma di abuso. Un esempio di ciò è la negligenza emotiva passiva, una forma di abuso psicologico per cui il bambino cresce pensando che i suoi sentimenti, pensieri e bisogni non siano importanti.

Questa esperienza ha un effetto devastante sullo sviluppo psicosociale, poiché significa essere invisibili agli occhi dei propri genitori. La genitorialità è segnata da una negligenza, che si traduce in abbandono, che fa precipitare il bambino in vuoto affettivo, scarsa comunicazione e assenza di un amore che nutre ed educa.

Bambini rotti dentro e che si sentono molto soli. Il semplice fatto di non avere una presenza nel tessuto emotivo dei genitori li invalida. Poche idee sono dannose per una persona come quella che afferma che qualunque cosa faccia non sarà importante per nessuno.

La negligenza emotiva può essere attiva o passiva. La prima è caratterizzata da diverse forme di violenza psicologica, come la critica, la svalutazione o la manipolazione. La seconda si manifesta con semplice indifferenza.

Bambino passivo emotivamente trascurato.
La negligenza emotiva passiva si basa sull’ignorare tutti i bisogni emotivi del bambino.

Caratteristiche della negligenza emotiva passiva

Per negligenza emotiva passiva si intende una totale indifferenza nei confronti dei bisogni emotivi e psicosociali del bambino. In seguito a ciò, il  minore cresce sentendosi invisibile, credendo che qualsiasi sentimento e bisogno provato siano irrilevanti per i genitori. Tutto quello che prova, fa o esprime passa inosservato, non viene convalidato né viene dato esso alcuna importanza.

È importante distinguere la negligenza passiva da quella attiva. La prima si verifica criticando il bambino, invalidando i suoi sentimenti dicendo, ad esempio, che è debole perché piange.

È anche comune sminuire o ridicolizzare il bambino per le sue paure o preoccupazioni, etichettandole come semplici sciocchezze. In quest’ultimo caso si sminuisce il minore in maniera diretta e reiterata.

In caso di negligenza emotiva passiva l’interazione è quasi del tutto assente e vi è grande negligenza; gli adulti sono fisicamente presenti, ma emotivamente assenti. Non donano affetto, non criticano né sostengono o sminuiscono.

I bambini che sono stati cresciuti sotto l’ombrello della negligenza emotiva passiva finiscono per sviluppare una bassa autostima e un concetto di sé molto critico. Si sentono in difetto, come se ci fosse qualcosa di sbagliato in loro perché non hanno ricevuto l’attenzione e la convalida dei genitori.

Tristezza, lacrime, paure e frustrazioni inattese

La negligenza emotiva passiva è una forma di abbandono psicologico. La presenza del genitore è inutile se non consola il pianto del bambino.

Il minore imparerà presto che i suoi sentimenti sono irrilevanti per i genitori, così come i suoi problemi. Non sono consapevoli delle emozioni che tendono a catturare l’attenzione altrui, non danno importanza al senso di frustrazione né indagano sulle loro passioni.

Una simile dinamica ciò lascia un residuo nel substrato mentale che altera lo sviluppo dell’identità e dell’autostima.

I genitori che applicano l’abbandono emotivo passivo si sentono a disagio ogni volta che il bambino scoppia in lacrime o fa i capricci. Di fronte a queste reazioni, preferiscono ignorarle.

Una casa in cui la comunicazione è scarsa

Una caratteristica della negligenza emotiva passiva è la particolare comunicazione che si instaura nelle dinamiche familiari: le conversazioni sono superficiali, affrettate e prive di contenuti e sentimenti.

Non c’è mai un genuino interesse nel conoscere i bambini, nel sapere cosa pensano, cosa provano in presenza di determinati problemi o quali sono i loro sogni.

I problemi si risolvono da soli (sì, puoi)

La negligenza emotiva dei genitori ha chiari effetti dannosi sullo sviluppo psicosociale del bambino, che sin dalla prima infanzia impara che nessuno lo aiuterà a risolvere le difficoltà. La mancanza di supporto emotivo durante l’infanzia e l’adolescenza porta la persona a una profonda solitudine.

Dà per scontato che tutte le difficoltà e i problemi, grandi o piccoli che siano, debbano essere risolti da soli. Allo stesso modo, si tende a sviluppare una certa sfiducia sociale, poiché crede che a nessuno importi di lui o lei e che è meglio affrontare da soli le difficoltà della vita.

Uomo triste che soffre di negligenza emotiva passiva.
Molte persone raggiungono l’età adulta rendendosi conto di essere vittime di negligenza emotiva passiva.

Quali effetti ha la negligenza emotiva passiva a lungo termine?

L’Università dell’Illinois e l’Università dell’Ohio hanno condotto alcune ricerche interessanti sull’abbandono fisico ed emotivo, sia attivo sia passivo. A lungo termine si nota un evidente rischio di sviluppare più di un disturbo psicologico.

Depressione, disturbo post-traumatico da stress, tendenza alle dipendenze o comportamenti a rischio… L’impatto di queste dinamiche vissute durante l’infanzia e l’adolescenza è grave e persistente.

Altera il modo in cui la persona vede se stessa. Alla luce di ciò, è comune nascondere i sentimenti e reprimere le emozioni credendo che non siano importanti.

Non possiamo dimenticare che poche realtà sono più dannose per l’essere umano che crescere in condizioni di abbandono emotivo e distacco dai genitori. È allora che vengono meno quei supporti psicologici che permettono di costruire un’immagine positiva e valida di se stessi.

Solo in età adulta ci si accorge del problema, di essere vittime di un’educazione distorta in cui nessuno ha convalidato i bisogni e le emozioni; ciò ha chiare conseguenze.

Ferite emotive che devono essere curate con l’aiuto di un professionista specializzato. Non esitiamo a chiedere aiuto per riparare il tessuto del nostro Io e farlo risplendere.

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