Per i neonati, l’amore è il miglior stimolo per formare legami affettivi sani

8, marzo 2017 in Psicologia 1218 Condivisi

Gennaio, febbraio, marzo, aprile… Non ha importanza in che mese siate nati. Ma chi è nato tra mille baci si alzi in piedi, sollevi la coppa degli affetti e delle attenzioni e la protegga fino alla fine. Perché questo regalo è una grande fortuna che poche volte sappiamo apprezzare: quando lo riceviamo, non comprendiamo l’importanza di compiere i primi passi in un ambiente colmo d’amore in cui è possibile sviluppare legami affettivi sicuri.

I neonati sono in grado di sentire l’odore dell’amore, della bontà e del rifiuto, per questo durante il primo anno di vita preferiscono essere accompagnati da certe persone e non da altre. Persino prima di fare i primi passi, iniziano a relazionarsi con le emozioni e a costruire i primi pilastri di quello che sarà il loro sviluppo emotivo, un processo affascinante in cui saranno immersi per il resto della loro vita. Una delle prime tappe di questo sviluppo è la creazione dei primi legami affettivi.

Se vi fermate per un attimo a riflettere, probabilmente converrete sul fatto che i neonati non sono così diversi dagli adulti quando devono scegliere le loro persone preferite con cui creare legami affettivi. La spiegazione sembra semplice: nel corso del tempo, impariamo a distinguere tra chi ci tratta bene e ci apporta benessere e chi non ci dà nulla.

Perché per il neonato sono così importanti i legami affettivi?

Diversi studi sostengono che i legami affettivi siano fondamentali per i neonati. Ad esempio, l’esperimento di Harlow dimostra che la privazione della risposta materna provoca problemi nel processo di sviluppo ed apprendimento dei bambini. Questi problemi possono essere difficoltà emotive o nella crescita.

Questo vincolo si costruisce quando i genitori danno al bambino attenzioni che vanno oltre la soddisfazione delle necessità basilari, come fornire un’alimentazione ed un tetto. Stiamo parlando di supporto, di protezione, di benessere, di contatto fisico, di affetto, di sostegno nei momenti duri, ecc.

Non va sottovalutato l’acume emotivo dei neonati, perché è durante i primi anni di vita che iniziano ad organizzare minuziosamente tutte le loro esperienze sociali. Non si perdono un solo dettaglio di tutto ciò che osservano, assorbendo ogni differenza che vedono e manifestando preferenze al riguardo.

Quali sono le abilità del neonato nella creazione di questo legame?

Il neonato si muove nel mondo grazie ai suoi sensi: il tatto, l’olfatto, il gusto, la vista e l’udito sono le armi vitali di apprendimento di cui fa uso per relazionarsi con i genitori e con le altre persone del suo ambiente circostante. I suoi canali di pensiero complesso non sono ancora aperti e il suo modo di interagire è molto legato agli impulsi.

Nei neonati, la predilezione per la voce umana è innata. Ogni volta che sentono la voce delle loro figure di riferimento, molte parti del loro cervello si attivano e prendono vita migliaia di connessioni necessarie al processo di sviluppo.

I neonati, inoltre, hanno una risposta immediata al contatto “pelle contro pelle” e a quello visivo. Ambedue fungono da rilassante naturale e favoriscono un’ottima crescita fisica e un buono sviluppo generale.

Come si instaurano i legami affettivi?

Ogni istante è un’opportunità perfetta per coccolare ed accarezzare i propri figli. Tuttavia, è anche vero che certi momenti sono più sensibili e propizi per la creazione del legame. Stiamo parlando di luoghi temporali che spesso diamo per scontati.

Il primo tra tutti è, ovviamente, il momento in cui la madre prende in braccio il neonato subito dopo il parto e lo avvolge; in quell’istante il neonato è particolarmente ricettivo. Purtroppo, ci sono parti in cui si verificano delle complicazioni e, appena venuto al mondo, il neonato ha bisogno di cure specifiche. Tuttavia, ogni volta che è possibile, è bene che la madre approfitti di questo momento.

Anche l’allattamento è un’occasione incredibile per far proseguire questo legame. Sia quello naturale sia quello per mezzo del biberon sono opportunità perfette per rasserenarsi, per guardare negli occhi il neonato e parlargli. Sin dai primissimi tempi i bambini tendono ad imitare le espressioni facciali, i gesti e i suoni delle loro figure di riferimento.

Fare il bagno con il neonato, imitare i suoi movimenti, fargli dei piccoli massaggi o semplicemente alzarsi a mezzanotte per dargli il biberon o il seno e cambiargli il pannolino sono piccoli gesti che aiutano ad instaurare un vincolo con lui.

Sprigionare affetto

La formazione del legame coi propri figli è un’esperienza unica e personale estremamente appagante; si tratta senz’altro di uno dei più grandi privilegi che spetta a chi “acquisisce” il titolo di “genitore”. Non c’è nessuna formula magica che dica come si debba fare nello specifico, perché non esistono passi esatti da seguire quando c’è da sprigionare affetto e amore.  È un processo naturale a cui i genitori devono affidarsi.

Il lasso di tempo durante il quale i bambini sono piccoli è effimero, ma nel suo corso si creano basi solide su cui si costruiscono legami affettivi che legano i neonati alle loro figure di fiducia e alle personalità che li accompagneranno per il resto della loro vita. I genitori riusciranno a trasmettere loro in questi momenti elementi che faranno per sempre parte di loro.

A voi, mamme e papà che non conosco, dico che i primi anni di vita passano molto velocemente, dunque godetevi il vostro piccolo senza porvi limiti di baci, di abbracci e di carezze. Ammirate quegli occhi che si aprono e si chiudono pieni di emozioni ed esperienze indimenticabili. Date tutti voi stessi e lasciatevi amare.

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