Sinestesia: sento i colori e vedo i suoni!

· 5 ottobre 2016

La sinestesia è un fenomeno che consiste nel provare, attraverso uno stimolo visivo, tattile o uditivo, un’altra percezione sensoriale che lo accompagna. Per esempio, una delle forme più abituali di sinestesia è quella che associa i numeri, i giorni della settimana o i mesi ad un determinato colore. La persona percepisce questi dati come se fossero accompagnati da un colore, che è sempre lo stesso per ogni numero o giorno.

Le persone sinestetiche non sono molte, ma è più abituale di quanto immaginiamo. Di fatto ci sono molte persone che non sanno che il loro modo di percepire certi stimoli è diverso da quello degli altri. Lo scoprono solo quando parlano con qualcuno e si rendono conto che non rientrano nella “norma”.

Questo fenomeno non è per niente sgradevole, anzi: le persone sinestetiche non riescono ad immaginare il mondo in un modo diverso da quello in cui lo percepiscono, perché vorrebbe dire impoverirlo. Non stiamo parlando di una patologia, ma di un modo diverso e più ricco di percepire il mondo.

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I diversi tipi di sinestesia

Ci sono molti tipi diversi di sinestesia. Per esempio, ci sono persone che quando ascoltano la musica percepiscono anche dei colori, e non è un’allucinazione. Non li vedono davvero nel mondo reale, ma quando ascoltano una certa melodia si sentono investiti da una valanga di colori, perché ognuno di essi è associato a una nota musicale.

Lo scienziato Jamie Ward sostiene che i sinestetici vivano il mondo in modo straordinario, perché gli stimoli che li circondano causano loro sensazioni in più. Le parole possono evocare sapori, i numeri colori, e anche il dolore può essere accompagnato da un sapore, un colore, un altro sentimento o una sensazione tattile… Come vedete, esistono diversi modi di provare la sinestesia.

Sinestesia e arte

Percepire il mondo in modo così ricco può favorire la creatività. Questo è molto vantaggioso per chi si dedica ad attività artistiche, visto che potrà esprimere attraverso le sue opere come percepisce il mondo.

Un artista newyorchese, Carol Steen, sfrutta la sua sinestesia come ispirazione per le sue creazioni. Questa donna sostiene di poter percepire il colore, il colore e l’odore del dolore. Per trovare ispirazione, usa l’agopuntura per scatenare queste sensazioni in lei e le plasma nelle sue opere d’arte.

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Esistono altre prove di famosi sinestetici, come lo scrittore Vladimir Nabokov, che affermava che, per lui, la combinazione di lettere “NZSPYGV” formasse l’arcobaleno. Anche il fisico e premio Nobel Richard Feynman e il filosofo Ludwig Wittgenstein erano sinestetici.

La sinestesia è ereditaria?

Oggigiorno sappiamo che la sinestesia ha una componente biologica e genetica, anche se non è ancora stato determinato con precisione quali siano i geni interessati. Può essere ereditata di padre in figlio, ma non è detto che le sensazioni provate siano le stesse. Si eredita questa condizione, ma non il modo di percepirla.

Basti pensare, per esempio, che si è scoperto che la percezione può essere diversa persino tra gemelli e che può capitare che uno sia sinestetico e l’altro no. Può anche capitare che i genitori non provino questa sensazione ma che siano portatori di quel gene e che lo passino al figlio.

I bambini sinestetici di solito scoprono di esserlo solo durante l’adolescenza. Quando parlano di un suono o un numero, si rendono conto che non tutti lo percepiscono come loro. Per esempio, Jamie Ward ha riportato che un bambino descriveva i suoni attraverso i colori, dicendo che il gracidio delle rane di solito era marrone, ma quel giorno suonava azzurro, perché era più acuto.

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La sinestesia nel cervello

Esiste una zona del nostro cervello incaricata della percezione dei colori: è l’area V4. Julia Nunn, in un esperimento realizzato con 12 persone, ha osservato attraverso la risonanza magnetica che questa zona della corteccia cerebrale si attivava quando i soggetti sinestetici ascoltavano un discorso con gli occhi chiusi, dimostrando che la percezione di uno stimolo (suono) ne evocava automaticamente un altro (colore).

L’evocazione di una sensazione attraverso un’altra avviene in modo quasi istantaneo e quasi sempre si prova allo stesso modo. Alcuni vedono il colore sul foglio su cui leggono un certo numero o una certa parola, anche se sono consapevoli che il foglio è bianco. Altri sostengono di vederlo come su una specie di “schermo interiore” o ancora come se galleggiasse nell’aria.

Riassumendo, possiamo dire che la sinestesia è:

  • Stabile nel tempo, perché si percepiscono sempre le stesse sensazioni con gli stessi stimoli (per esempio, sempre lo stesso colore associato a un certo numero);
  • Familiare e a volte ereditaria;
  • Specifica, perché si verifica sempre con gli stessi stimoli;
  • Quasi istantanea, perché non appena leggiamo una parola, ascoltiamo una melodia, tocchiamo una superficie o vediamo un numero percepiamo la sensazione che lo accompagna.

Altri tipi di sinestesia

Questo fenomeno si verifica in persone che percepiscono in modo speciale l’ambiente che le circonda, sin dalla nascita e probabilmente per motivi ereditari. Tuttavia, non è l’unico modo di avvertirlo. Si può provare una sensazione simile anche attraverso il consumo di LSD, per esempio.

Oppure ancora, potrebbe fare la sua comparsa dopo essere rimasti ciechi. Le persone che non sono cieche dalla nascita possono, attraverso l’udito, visualizzare immagini visive mentali, anche se questo accade soltanto se prima potevano vedere.

La sinestesia è un fenomeno che risveglia ancora oggi la curiosità di molti studiosi, un vero enigma sul modo in cui ognuno di noi percepisce il mondo.