Nevralgia del trigemino: sintomi e trattamento

Nevralgia del trigemino: sintomi e trattamento
Valeria Sabater

Scritto e verificato la psicologa Valeria Sabater.

Ultimo aggiornamento: 15 giugno, 2024

La nevralgia del trigemino è per molti la malattia più dolorosa di cui si possa soffrire, fino al punto di essere talvolta la causa diretta di alcuni suicidi. Si tratta del disturbo di un nervo cranico che reagisce producendo violente scariche elettriche in risposta agli stimoli più semplici: parlare, mangiare, un cambiamento di temperatura, etc.

Non è una semplice cefalea né un’emicrania. Chi ha la sfortuna di dover convivere con la nevralgia del trigemino sa che gli analgesici non servono e, in molti casi, neanche la morfina riesce a donare sollievo. In questi casi, solo gli anticonvulsanti permettono di condurre una vita più o meno funzionale; in cambio, però, degli effetti collaterali associati a questi farmaci.

È possibile che dall’esterno questo dolore possa sembrare esagerato. Tuttavia, non è un caso se viene considerato “la malattia suicida”. Classificato per la prima volta nel 1672, si hanno testimonianze di questo disturbo ben prima e viene descritto come uno dei dolori più debilitanti e intensi di cui una persona possa soffrire. Ai giorni d’oggi, si stima che la nevralgia del trigemino colpisca fra l’8 e il 12% della popolazione, e nonostante sia una malattia cronica, esistono delle cure.

Cos’è la nevralgia del trigemino?

La nevralgia del trigemino riguarda il quinto delle dodici paia di nervi cranici. Occorre sottolineare che questo nervo ha la particolarità di essere il più lungo di tutti quelli che si sviluppano nella nostra testa. Vediamo come si estende per comprendere meglio il modo in cui irradia il dolore:

  • Questo nervo ha tre branche, la prima è quella oftalmica o superiore, la quale irradia una sensazione dolorosa che può partire dal cuoio capelluto per protendersi verso un lato della fronte e verso l’occhio della parte in questione.
  • La branca mediale stimola guancia, mandibola superiore, labbro superiore, denti e gengive della parte superiore della bocca, e un lato del naso.
  • La branca mandibolare, o inferiore, produce le sensazioni fisiche di mandibola inferiore, denti e gengive di questa parte della faccia, così come del labbro inferiore.

In media, i pazienti affetti da nevralgia del trigemino sono soliti sperimentare il dolore in un solo lato del volto. Tuttavia, vi è una condizione rara, conosciuta come nevralgia bilaterale, che causa dolore a entrambi i lati del viso.

Quali sintomi presenta la nevralgia del trigemino?

I sintomi associati alla nevralgia del trigemino possono variare. Tuttavia, vi sono le cosiddette “zone grilletto” o “trigger point”, ovvero aree che, se stimolate, rispondono con un dolore intenso, come una forte scarica elettrica che può durare secondi, minuti, fino a raggiungere persino le due ore.

  • Azioni semplici come toccarsi il volto oppure una carezza possono scatenare il dolore al volto.
  • I cambiamenti di temperatura, l’atto di masticare, di parlare o soffrire di bruxismo sono situazioni che scatenano la sensazione fisica e invalidante della nevralgia.
  • Il dolore segue un percorso che può andare dal cuoio capelluto, passando dall’occhio, dall’orecchio, fino ad arrivare alla mandibola.
  • Dopo questa scarica elettrica intensa e profonda, per un’ora o due la persona non può mangiare, bere e a volte neanche aprire gli occhi; in altre parole finché non si riduce l’infiammazione del nervo.
 
Uomo con nevralgia

Cause della nevralgia del trigemino

La nevralgia del trigemino non ha una causa sola; di fatto, questa condizione è associata a un’ampia varietà di agenti determinanti. Vediamone alcuni per comprendere meglio la complessa realtà di cui stiamo parlando:

  • Di solito ha origine genetica.
  • Spesso, e come si può vedere mediante risonanza magnetica, vi è un vaso sanguigno che fa pressione sul nervo trigemino all’uscita del tronco encefalico. Questa compressione genera l’usura della mielina, lo strato che protegge il nervo; di conseguenza, possono verificarsi intense scariche elettriche.
  • Le lesioni causate da incidenti traumatici o persino da chirurgie facciali o orali possono questo dolore neuropatico.
  • È importante sottolineare che un buon numero di soggetti soffre di nevralgia del trigemino di tipo 1, in altre parole, casi in cui risulta quasi impossibile individuare l’origine della malattia.

Quali cure esistono?

Un fatto di cui dobbiamo tenere conto in merito a questa malattia neuropatica è che non tutti i casi sono uguali. Alcune persone sperimentano questo dolore per due mesi consecutivi e poi lo vedono scomparire per un altro periodo di tempo. Vi è chi ne soffre quotidianamente, chi ha la nevralgia a entrambi i lati del volto e chi è riuscito a tenere sotto controllo gli agenti scatenanti per godere di una migliore qualità di vita.

L’approccio terapeutico, dunque, sarà diverso per ciascuna persona. Vediamo comunque le strategie più comuni:

  • I farmaci anticonvulsivi di solito sono i più efficaci per trattare la nevralgia del trigemino. Farmaci come la carbamazepina, l’oxcarbazepina o il gabapentin sono in genere i più comuni.
  • Gli antidepressivi triciclici come l’amitriptilina o la nortriptilina vengono anch’essi somministrati in questi casi per ridurre il dolore.
Testa che rappresenta la nevralgia del trigemino

Quando il trattamento farmacologico non funziona, l’unica opzione possibile è la chirurgia. In questi casi si può optare per  i seguenti interventi:

  • Rizotomia: neutralizzare o compromettere in modo temporaneo determinate fibre nervose perché non producano dolore.
  • Iniezione di glicerolo: una procedura ambulatoriale tramite la quale si neutralizzano le fibre che circondano il nervo trigemino. È una cura che dura almeno due anni.
  • Radiofrequenza con lesione termica: anche questo è un intervento ambulatoriale dove un elettrodo lesiona le fibre nervose che provocano il dolore. È una soluzione temporanea.
  • Decompressione microvascolare, il più invasivo (ed efficace) di tutti gli interventi chirurgici. Si realizza una piccola incisione nel mastoide, per poi allontanare il vaso sanguigno che comprime il nervo trigemino mediante un “cuscinetto”.

Per concludere, vi sono diversi approcci per poter risolvere questa malattia cronica che colpisce fra l’8 e il 12% della popolazione. Tuttavia, si sa anche che una percentuale di pazienti compresa fra  il 70 e l’80% risponde bene ai farmaci senza dover ricorrere ad alcun intervento chirurgico. Si tratterebbe solo di tenere conto delle caratteristiche personali di ciascun paziente al fine di migliorarne la vita sociale e personale.


Questo testo è fornito solo a scopo informativo e non sostituisce la consultazione con un professionista. In caso di dubbi, consulta il tuo specialista.