Non alzate la voce, trovate un argomento migliore

· 27 settembre 2016

Alzando la voce non vi farete capire meglio. Le urla sono aggressive e umilianti e rappresentano una comunicazione violenta piuttosto comune in molte dinamiche familiari. Le urla non sono educative né edificanti per una relazione di coppia sana, al contrario, diventano troppo spesso il tipo di maltrattamento più comune.

Albert Mehrabian è uno psicologo esperto della comunicazione non verbale. Nella maggior parte dei suoi lavori su questo argomento sottolinea l’importanza del tono di voce quando vogliamo mantenere un dialogo che sia empatico e assertivo allo stesso tempo. In qualsiasi processo comunicativo, solo il 7% del significato totale viene dato dalle parole, mentre il resto dipende dal tono della voce e dal linguaggio non verbale.

Una voce carica di rabbia e disprezzo non potrà mai capire il potere impercettibile di quella voce chiara che sa farsi comprendere con rispetto e delicatezza. La comunicazione è un’arte che non tutti sanno usare.

Che ci crediate o meno, tutti commettiamo qualche errore quando comunichiamo. Le ironie, i doppi sensi, le urla e l’incapacità di fare un uso efficace della comunicazione emotiva sono, senza alcun dubbio, gli errori più comuni. Oggi vi invitiamo a riflettere al riguardo.

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Mai alzare la voce con un bambino

Lo stile comunicativo con il quale si cresce un bambino ha un grande impatto sul suo sviluppo personale ed emotivo. È normale, per esempio, per una maestra ritrovarsi in aula con studenti timidi e con una bassa autostima per via dei genitori che usano abitualmente un tipo di comunicazione aggressiva e basata su ordini e minacce.

Questo non è il comportamento giusto da adottare. Nonostante ciò, un aspetto che dobbiamo prendere in considerazione è che, molte volte, è possibile perdere la pazienza e finire per alzare la voce con i più piccoli. Non c’è bisogno di essere “genitori autoritari” per commettere l’errore di urlare per farsi ubbidire dai più piccoli. Lo sappiamo tutti e cerchiamo sempre di evitare episodi simili.

bambina-bionda alzare la voce

Le conseguenze di urlare ai bambini

Gli esperti in terapia comportamentale infantile sottolineano la necessità di non urlare con i propri figli o alunni per i seguenti motivi:

  • Ogni volta che state per comportarvi in un certo modo, fermatevi e riflettete sulle conseguenze che può avere sul bambino. Voi siete i loro modelli da imitare.
  • All’inizio usare le urla spaventerà il bambino e lo spingerà ad ubbidire, ma poco a poco svilupperà una “tolleranza” al tono di voce troppo alto. Allora, dovrete urlare di più e, probabilmente, anche loro inizieranno a urlare con voi.
  • In questo modo, l’urlo finisce per diventare un modello di comunicazione che, con il tempo, anche i vostri figli adotteranno.
  • Un uso eccessivo delle urla implica ulteriori conseguenze: il bambino smette di collegare questo tono di voce alla rabbia, smette, quindi, di provare empatia per le persone e di capire quando qualcuno è arrabbiato o quando gli sta parlando in modo normale.
  • Le urla sono una forma di maltrattamento ed è un concetto che dobbiamo capire molto chiaramente. Una comunicazione persistente basata sulle urla è causa, in molti casi, di bassa autostima e depressione negli adolescenti, proprio come ha dimostrato uno studio condotto dall’Università del Michigan, negli Stati Uniti.
soffione alzare la voce

Abbassate la voce, trovate un argomento migliore

Quando si tratta di una relazione, le urla possono essere dei veri e propri aghi che si conficcano dentro di voi, ferendo la vostra integrità e dissanguando la vostra autostima. È un comportamento distruttivo che non possiamo tollerare. Chi vi ama vi rispetta, chi vi ama non vi aggredisce e la comunicazione aggressiva è un maltrattamento vero e proprio.

È vero anche che, a volte, c’è chi è abituato ad alzare la voce, a pensare che, se parla più forte, riuscirà sempre a imporre la propria verità e le proprie ragioni. Per questo motivo, è necessario riflettere sulla necessità di abbassare il tono, trovare argomenti migliori e fare buon uso della comunicazione emotiva. Questi sarebbero i pilastri di base:

Descrivere i comportamenti e non le persone

Il semplice fatto di venire paragonati ad altre persone è, senza dubbio, una mancanza di abilità emotiva e comunicativa: sei stupida proprio come mia cugina o sei falso proprio come il mio collega di lavoro.

Non è la cosa giusta da fare, quindi non fatelo e non permettete agli altri di farlo con voi. È più costruttivo saper difendere un argomento e descrivere i comportamenti: “Non mi sta bene che tu non sia sincero con me, devi cercare di dirmi la verità”.

Usare verbi che vi permettano di stabilire un legame emotivo

Le emozioni sono contagiose e le parole sono un vero e proprio canalizzatore di emozioni positive, che tutti abbiamo a portata di mano. Perché non le usiamo come dovremmo?

  • Mi piace che…
  • Io penso, credo che…
  • Mi piace come…
  • Sento che…
  • Mi sembra che…

Un tono che doni calma

Con il tono giusto, sarete in grado di sedurre, calmare, offrire fiducia e creare la giusta vicinanza con il vostro interlocutore. Un urlo, invece, farà risvegliare in lui la rabbia, la mancanza di fiducia e la paura. Non è costruttivo né rispettoso e, per questo motivo, dovete imparare a gestire le vostre emozioni e a tenere sotto controllo alcuni aspetti.

Le parole calde, rilassate e dotate di un buon argomento e di rispetto sono legami che ci uniscono alle persone che amiamo.

La vera comunicazione non nasce parlando o urlando, la comunicazione inizia sempre con il saper ascoltare dal cuore.

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