Non aspettate di capire il mio viaggio, senza aver percorso il mio cammino

· 31 gennaio 2016

Non aspettatevi che qualcuno possa comprendere il vostro viaggio, se non ha dovuto percorrere il vostro cammino, indossare le vostre scarpe e osservare la vita con i vostri occhi. E, allo stesso modo, nessuno deve aspettarsi di poterlo comprendere al cento per cento, perché è impossibile.

Questo significa che ciò che gli altri pensano di voi corrisponde alla loro verità, non alla vostra. Gli altri non conoscono la vostra storia, non possono mettersi nei vostri panni o conoscere i vostri ricordi. È importante capirlo per poterci prendere cura della nostra salute emotiva, evitando di dare troppo peso alle critiche e ai giudizi senza fondamento che provengono dall’esterno.

Per evitare di dare valore ai giudizi altrui, dobbiamo essere consapevoli del fatto che soltanto noi conosciamo appieno il nostro cammino. Anzi, a volte non lo conosciamo nemmeno noi…

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A chi giudica il mio percorso, presto le mie scarpe

La prima conseguenza del fatto di dare sempre importanza a ciò che gli altri pensano e dicono di noi è che potremmo trasformarci in una persona diversa da quella che siamo. Questo accade perché, inconsapevolmente, finiamo col desiderare di compiacere gli altri, a costo di sacrificare ciò che ci definisce.

Se tenete tutto ciò in considerazione, capirete che preoccuparvi per ciò che gli altri pensano di voi è soltanto una perdita di tempo e di energie.

In generale, è bene sapere che gli altri parlano di noi molto meno di quanto crediamo. Anche se ci può capitare di pensare di essere al centro dell’attenzione, la cosa più probabile è che le nostre azioni siano ben poco rilevanti per chi ci circonda.

Per questo motivo, dobbiamo cercare di vivere con naturalezza, dando importanza a ciò che sentiamo e cercando di entrare in sintonia con noi stessi, perché in fin dei conti saranno sempre i nostri piedi gli unici a percorrere il nostro sentiero.

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Vivete la vostra vita come volete voi,

 non come vorrebbero gli altri.

Ma chi sono le persone che criticano?

Dietro una persona che giudica gli altri e critica in modo distruttivo, si celano alcuni problemi o caratteristiche personali che la portano ad essere sempre scontenta degli altri. Vediamone alcune!

  • Bassa autostima: è molto comune che le persone con una bassa autostima utilizzino la critica per mantenere il controllo sulla loro posizione sociale, o persino per cercare di superare gli altri.
  • Danni emotivi: forse non riconosceranno di essere state ferite, che in un dato momento sono state umiliate o abbandonate. Eppure, è molto probabile che chi critica creda di saper riconoscere le sue stesse ferite negli altri, etichettando le esperienze degli altri a seconda del proprio vissuto.
  • Mancanza di empatia: in alcuni casi l’empatia può arrivare a scomparire, e certe persone si avvolgono in una corazza che cerca di giustificare la crudeltà facendola sembrare “ingenua”. Una persona di questo tipo riempie i propri vuoti criticando senza tregua e giudicando gli altri.

In ogni caso, si potrebbe dire che il pregiudizio è una caratteristica innata dell’essere umano nella società di oggi. Questo si deve al fatto che a volte ci serve per adattarci, visto che ci protegge da alcuni pericoli relazionali che potrebbero attentare al nostro benessere mentale.

Tuttavia, facendoci delle idee troppo superficiali su di noi o sugli altri, possiamo commettere errori molto gravi, che a volte costano caro a livello emotivo. Per questo motivo, è bene cercare di trattenersi dal giudicare dopo una semplice prima impressione, e riflettere prima di commettere un’ingiustizia.

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Quando non riusciamo a capire nemmeno noi stessi

A volte nemmeno noi siamo in grado di capirci, eppure non possiamo evitare di esigere che gli altri tengano in considerazione i nostri sentimenti, pensieri e desideri.

E così, visto che non possiamo mai essere sicuri di che cosa stanno provando gli altri, non dovremmo né giudicare né dare credito al giudizio altrui. Questo dovrebbe aiutarci a capire che non è possibile che gli altri riescano a mettersi nei nostri panni, perché solo noi conosciamo le nostre esperienze.

Quando non riusciamo nemmeno a capire noi stessi, dovremmo fermarci a pensare, riflettere sul nostro percorso e rallentare il passo fino a ritrovare il cammino.

La cosa bella di tutto questo è che, per quanto ci sentiamo persi, non ci perderemo mai. Quanto più sconcertati ci sentiamo, maggiore sarà la nostra probabilità di riuscire a ricomporre, riflettendo, il puzzle della nostra vita. Ma ricordate di tenere sempre in considerazione che siete voi gli unici a potervi sentire comodi nelle vostre scarpe.