Non confondete i sentimenti con la realtà

· 14 maggio 2016

Quando parliamo di realtà, ci riferiamo a quello che possiamo percepire, in modo obiettivo, attraverso i nostri sensi. Parliamo di quello che esiste davvero e non della nostra interpretazione soggettiva dei fatti. La differenza tra i due può determinare come ci sentiamo ed è molto importante tenerlo in conto.

Ciò significa che, quando ci troviamo di fronte ad una certa situazione, ciò che accade davvero e come noi la percepiamo o viviamo non sono la stessa cosa. Si tratta di una caratteristica che non dobbiamo dimenticare se vogliamo mantenere un certo equilibrio di fronte alle diverse realtà che dobbiamo affrontare.

La relazione tra i pensieri e le emozioni

Esiste una relazione decisiva tra i pensieri e le emozioni, poiché in base a come pensiamo o a cosa stiamo pensando, ci sentiremo in modo diverso. Ciò vuol dire che il modo in cui interpretiamo e processiamo quello che succede intorno a noi, ha un grande impatto sui cambiamenti fisiologici e le reazioni corporee che accadono dentro di noi. Definiamo queste reazioni con il termine “emozioni” e queste, a loro volta, possono essere interpretate o valutate come piacevoli, spiacevoli o neutre.

Spesso non sappiamo distinguere bene un’emozione da un pensiero e, anche se esiste una forte relazione tra essi, sono elementi diversi che bisogna saper distinguere se vogliamo imparare ad avere un migliore e maggiore controllo sul nostro stato d’animo. La differenza va ben oltre la loro definizione, poiché influisce sul modo in cui li riconosciamo e li gestiamo.

Donna che sostiene un cuore e un cervello

In psicologia, esistono molte sfumature cognitive o errori di pensiero molto comuni, ma non ci rendiamo mai conto del fatto che dobbiamo anche affrontare le conseguenze negative che hanno. Un errore di pensiero può essere concepito come un’interpretazione trasversale di ciò che sta davvero accadendo. Vediamo un esempio: io vedo la mia costruzione della realtà, più o meno lontana da ciò che sta accadendo davvero, secondo le mie convinzioni e non a seconda di ciò che i miei sensi percepiscono.

Di solito questi errori scatenano in noi emozioni disfunzionali, poiché chi osserva il mondo in modo più realistico e mantiene con se stesso un dialogo più razionale, proverà emozioni molto più sane e funzionali, rispetto a chi si ripete frasi improbabili, fantasiose o illogiche.

La neve non è rossa

Quando si è in terapia, sono in molti a dire: “io so e capisco ciò che mi sta dicendo, eppure lo percepisco in modo diverso e, per me, quella è la realtà”. Si tratta di un errore di pensiero molto comune: confondere i sentimenti con la realtà. Questo argomento, per quanto surrealista o infantile possa sembrare, può diventare la base di lunghi fili di pensieri sconnessi e di comportamenti disfunzionali.

Quel che è certo è che la realtà è quella che è, niente di più e niente di meno. Nonostante ciò, basta un po’ di sforzo per creare la realtà soggettiva che più ci conviene (sia nel bene, sia nel male), anche se poi, alla fine, può costarci molto caro. Molto spesso, quando qualcuno dice “se io credo che sia così, allora è così”, si può fare l’esempio della neve rossa o qualsiasi altro esempio che abbia a che vedere con i colori, perché non si può avere opinioni sui colori, sono un tema abbastanza obiettivo!

Si può controbattere affermando che ciò che stanno sostenendo è come dire: “mi sono accorto che la neve è rossa e non bianca, perché è così che la percepisco, la percepisco rossa e poiché io la percepisco così, per me è rossa”. È ovvio che tutti ci prenderebbero per pazzi se dicessimo una cosa del genere. Quindi, per quanto possiamo “sentire” o percepire che la neve è rossa, il fatto è che in natura non lo è, perché è bianca.

È proprio questo che facciamo con gli eventi che si manifestano nella nostra vita. A volte adottiamo un punto di vista ingenuo, mentre altre volte è troppo severo, ma ci è difficile osservare la realtà tale e quale è.

È possibile vederlo chiaramente nei casi di anoressia nervosa: i pazienti pensano di avere un peso corporeo maggiore rispetto al loro peso reale, anche se, paragonati al resto della popolazione, la loro altezza e la loro corporatura ci dicono che non è così. Nonostante ciò, loro restano convinti delle proprie idee e continuano ad agire concordi a queste.

Godetevi la realtà

Essere vivi significa attraversare momenti belli e altri meno positivi. Bisognerebbe sempre essere coscienti di ciò che sta accadendo nella propria vita e “forzarsi” a guardare il mondo pulendo e ripulendo le lenti dei propri occhiali. Altrimenti, ci abituiamo a guardare da un vetro appannato e smettiamo di percepire la differenza tra ciò che è e ciò che pensiamo che sia.

Vista di un paesaggio attraverso degli occhiali

Per questo motivo, è importante individuare quegli errori di pensiero che, ogni tanto, appaiono nella nostra mente. Oggi abbiamo parlato di confondere emozioni e realtà, ma esistono molti altri errori: personificare una situazione, giocare a essere un indovino, generalizzare troppo un fatto concreto, ecc.

Una volta individuati, bisogna fare uno sforzo cosciente per smettere di applicare un filtro alla realtà, che ce la fa vedere distorta. Un filtro attraverso il quale iniziamo a scannerizzare gran parte delle informazioni che ci arrivano, che agisce in modo silenzioso e che, dopo numerosi usi, adottiamo come parte di noi.

Un esempio potrebbe essere il seguente: “È vero che, in seguito alle esperienze e alle convinzioni che ho accumulato, ora sento che cadrò in depressione se lui/lei mi rifiuta o se mi lascia. Nonostante ciò, capisco che se covo questo sentimento, non significa che la realtà debba essere per forza così. Infatti, ciò che lui/lei farà influirà molto su ciò che mi succederà dopo”.

Poco a poco e con la pratica, noteremo di divenire persone più realiste e di adattarci al mondo come l’acqua si adatta alla forma del recipiente che la contiene. Il risultato sarà una vita più tranquilla, più completa e più felice, dove potersi fidare davvero della realtà, invece di una vita piena di emozioni patologiche che, alla fine, non fanno che bloccarci.