Non voglio che ne valga la pena, voglio che ne valga il tempo, le risate, i sogni

· 9 febbraio 2017

Mi piacciono le persone che valgono molto più che la semplice pena, quelle che valgono tutta l’allegria e il tempo speso assieme, l’eco delle risate e perfino le tristezze confidate. Mi piace chi mi ispira, chi mi sussurra a bassa voce che la vita, nonostante tutto, è bellissima; perché finché ci sarà qualcuno con cui condividerla, ci sarà speranza.

La verità è che osservare la nostra quotidianità attraverso la lente della positività non può che far bene. Viviamo tempi difficili che ci spingono ad un profondo cambio di coscienza. È come se valori come l’uguaglianza sociale e la sensibilità verso i nostri simili fossero diventate astrazioni vuote e quasi obsolete di fronte alla spinta del denaro e di una sovrastruttura che muove i suoi fili in modo implacabile.

“Qualsiasi cosa che valga la pena di essere tenuta, merita tutto il nostro impegno e la nostra attenzione!”

-Ray Kroc-

In questi tempi di collasso sono i vecchi codici a dover dettare i valori. Quelli basati sulla connessione tra le persone, sul recupero dell’amore verso le cose più semplici, più pure e davvero meritevoli, come lo sono senza dubbio l’amore e l’amicizia. Perché in fondo, è attraverso le cose più piccole che si dà vita ai migliori cambiamenti, quelli che iniziano con un lieve scricchiolio, per annunciare l’arrivo del grande cambiamento.

Al giorno d’oggi, nessuno vuole perdere tempo con ciò che gli arreca dolore, ciò che ne spegne le risate o le speranze. Vogliamo persone che ci illuminino, vogliamo finestre spalancate e strade senza barriere. Vogliamo che ci convincano che un mondo migliore sarà sempre possibile se avremo una volontà comune.

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Le società intristite e la ricerca della felicità

La felicità come diritto costituzionale è un aspetto presente in tante costituzioni. Nella Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti d’America del 1776, per esempio, Thomas Jefferson, John Adams y Benjamin Franklin inserirono nel preambolo il diritto di ogni individuo di cercare e costruire la propria felicità. Anche il Giappone, la Corea del Sud e di recente il Brasile includono questo elemento, un aspetto fondamentale che rappresenta la massima aspirazione dell’essere umano.

La felicità umana in genere non viene raggiunta con colpi di fortuna inattesi, che possono verificarsi raramente, ma con piccole cose che accadono tutti i giorni

Benjamin Franklin

Anche Socrate ricordava ai suoi alunni che il fine ultimo di ogni persona è essere felici. Per riuscirci, secondo il saggio ateniese, si deve “investire” in virtù, nel dare l’esempio. Il Buddismo, sulla stessa linea, ci parla di equilibrio mentale e del distacco verso i beni materiali. Tutti questi concetti, per quanto ci possa sembrare assurdo, sono molto lontani dalle nostre società occidentali, orientate sempre e solo all’innalzamento del PIL. Società che trascurano il fatto che la popolazione non sa raggiungere la felicità e che, anche se sapesse come ottenerla, non ha i mezzi per farlo.

Abbiamo costruito un mondo che per molti non vale la pena né l’allegria. Di fatto, il World Happiness Report – resoconto sulla felicità mondiale – che viene redatto ogni anno, dovrebbe invitarci ad alcune riflessioni: i paesi più avanzati, tecnologicamente all’avanguardia e con un PIL maggiore non sono in realtà i più felici. Di contro, le culture concentrate sulle relazioni familiari o di amicizia sono quelle che raggiungono un livello di benessere emotivo più alto, più pieno e soddisfacente.

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Costruire un mondo che valga la speranza, non la pena

Costruire un mondo che valga la speranza, e non la pena, non è cosa facile. Si tratta di un lavoro meticoloso che ha bisogno, per prima cosa, di una nuova mentalità a partire dalle cose più piccole. A partire da noi stessi. Sappiamo che le nazioni non considerano la felicità individuale come uno degli obiettivi principali da perseguire, che l’attenzione verso le emozioni e verso la qualità del benessere di ogni individuo è stata scavalcata dal “benessere” delle cifre e di quei numeri che guidano i nostri cicli economici.

“Quando condividiamo, aumentiamo la nostra capacità di essere felici”

-Proverbio Tibetano-

Di conseguenza, è fondamentale iniziare ad aprire le finestre interne da lungo corrose dall’ossido presente in tutto quello che ci circonda. È il momento di assistere il nostro universo interno affinché questo mondo valga l’allegria, le risate… in una parola, la vita.

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Trucchi per il cambiamento

Può sembrare un’ovvietà, eppure una cosa tanto semplice come dare più importanza alla felicità e all’equilibrio interiore può essere uno dei segreti per il cambiamento. Filtrare ogni giorno la vita in questa chiave può aiutarci. Ecco come.

  • Circondatevi di persone che apportino benessere alle vostre vite, che vi motivino, che vi permettano di essere voi stessi. Dall’altra parte di questo filtro rimarrà chi, al contrario, vi dà preoccupazioni, burrasche e tempeste.
  • La felicità è, in primis, assenza di paura. A volte arriva il momento di razionalizzare i nostri timori, di farli venire alla luce e trasformarli. Ad un estremo del filtro prima citato, devono rimanere le paure paralizzanti che ci “inchiodano” nella nostra zona di comfort.
  • È il momento di approfondire anche il significato della parola “crisi”. Per i greci, crisis (κρίσις) altro non era che un momento prossimo ad un’evoluzione. È un momento in cui sperimentiamo l’incertezza, ma si tratta anche di un periodo di opportunità in cui l’essere umano è sempre stato capace di offrire il proprio meglio tramite la resilienza e la creatività. Sono momenti fondamentali nei quali si rinuncia alla resa.

Secondo Sonja Lyubomirsky, meglio conosciuta come la studiosa delle emozioni positive, circa il 50% della nostra felicità dipende da noi stessi. Il restante 50%, invece, dipende dagli eventi che accadono attorno a noi e da alcuni fattori biologici. Si tratta di una probabilità più che accettabile. Un punto di partenza meraviglioso dal quale partire in modo che la nostra quotidianità valga l’allegria, i nostri sogni ed il nostro benessere.

Immagini per cortesia di Rafal Oblinski