Omero: biografia di un grande poeta epico

26 Febbraio 2019
Omero è un grande poeta epico dell'Antica Grecia. A lui si attribuisce la paternità dell'Iliade e dell'Odissea. Grazie a queste due opere, viene considerato uno dei pilastri della letteratura occidentale moderna, come fonte di ispirazione o dal punto di vista storiografico.

Omero è famoso per essere stato uno dei primi poeti dell’Antica Grecia o, per meglio dire, uno dei primi di cui conserviamo le opere. Dobbiamo tenere presente che la maggior parte delle opere dell’antichità classica sono andate perdute o ne conserviamo solo alcuni frammenti.

Nell’antichità la trasmissione e la conservazione dei testi scritti era difficoltosa. Dopo la caduta dell’Impero Romano, buona parte dei testi scritti andarono perduti; durante il Medioevo, tuttavia, i monasteri si sono occupati di tradurre e copiare testi greco-latini.

Si calcola che nell’Antica Roma siano esistiti almeno 800 autori, ma di questi ne conosciamo solo 140. Per questo motivo, il compito di tracciare e delineare le opere e gli autori dell’antichità è davvero difficile. Inoltre, risulta complicato accertare l’autorevolezza di molte opere famose. Nel caso di Omero, gli vengono attribuite le due principali poesie epiche greche: l’Iliade e l’Odissea dell’VIII secolo a.C.

Secondo molti storici e letterati, Omero è stato il primo ad aprire le porte della creazione letteraria in Occidente. Inoltre, ha fatto conoscere la mitologia greca, ed è grazie a lui che possiamo farci un’idea sulla società greca dell’epoca in cui visse. Quando parliamo di questo autore, dunque, facciamo riferimento alla nascita della letteratura occidentale, fonte storica ed etnografica, esempio da seguire, in quanto grande saggio della sua epoca.

Chi era Omero?

Nonostante le sue opere siano state studiate in lungo e in largo, non conosciamo esattamente la biografia di Omero. Come per molti altri autori della sua epoca, seguiamo piste e supposizioni, ma non possiamo affermare nulla con assoluta certezza. Alcuni testi storici successivi alla sua epoca ci danno indizi sulle sue origini, ma in alcuni casi si contraddicono tra loro.

Di conseguenza, si pensa che la maggior parte delle biografie di Omero in circolazione non contengano dati credibili sul poeta. Tuttavia, gli storici della nostra epoca confermano che nacque nella zona coloniale ionica dell’Asia Minore, sulla base dei tratti linguistici delle sue opere.

Realtà e finzione vanno di pari passo nella sua figura, ma anche nella sua opera. Nell’antichità, l’Iliade e l’Odissea venivano considerati testi storici, che narravano fatti reali.

 

Volto di Omero

Omero: tra realtà e leggenda

La figura di Omero è, quindi, una combinazione di realtà e leggenda. Solitamente lo si descrive come un poeta cieco che a un certo punto dell’VIII secolo a.C. iniziò a percorrere il mondo ellenico. Nei suoi viaggi, recitava i suoi poemi epici per chiunque volesse ascoltarlo. I suoi spettatori erano sia popolani che si riunivano in piazza che nobili che si riunivano a cena nei palazzi.

Dobbiamo tenere presente che la trasmissione letteraria era perlopiù orale. Questa oralità ha ostacolato la conservazione di molti testi, non solo di epoca classica, ma anche medievale. L’epica è un genere letterario in cui vengono narrate le imprese di un eroe; lo scopo di questo genere è elogiare i valori dei un popolo. L’auge di questo genere va dall’antichità fino al periodo medievale (seppur con qualche cambiamento).

Alcune di queste poesie non sono mai state trasmesse in forma scritta o sono andate perdute nel tempo. L’Iliade e l’Odissea, oltre a essere sopravvissute, sono state imitate e considerate per secoli grandi modelli dell’antichità. Proprio in ciò risiede la vera importanza di Omero.

Dubbi sulla sua esistenza

Grazie alle minuziosi analisi eseguite sull’Odissea e sull’Iliade, è sorto un dubbio e ci si è chiesti se Omero, forse, in realtà non sia mai esistito. C’è chi sostiene che sia una sorta di pseudonimo sotto il quale si celerebbero diversi autori sconosciuti. Questi dubbi sulla sua esistenza hanno dato origine alla cosiddetta “questione Omerica”.

Nel dibattito tra gli studiosi di letteratura omerica, due sono le domande principali sorte:

  • Chi è stato l’autore o chi sono stati gli autori dell’Iliade e dell’Odissea? Per rispondere a questo quesito, gli studiosi si dividono in due fazioni. Da un lato, troviamo chi crede siano stati più autori a scriverle, e questo per la lunghezza, per gli anacronismi e per gli utilizzi di tecniche letterarie diverse e per le varianti della lingua greca presenti nelle due opere. Dall’altro, c’è chi sostiene che l’autore si sia assunto la responsabilità di creare l’opera dopo avere raccolto e sintetizzato racconti orali.
  • In che modo sono state elaborate le due opere? Nella risposta a questo interrogativo troviamo un maggiore consenso tra i ricercatori che concordano sul fatto che i testi, che siano opera di un singolo autore o di una collettività, sono il frutto di una compilazione di componimenti orali popolari dell’epoca. Componimenti trasmessi di generazione in generazione e messi per iscritto nell’Iliade e nell’Odissea sotto il nome di Omero.

Il contributo di Omero alla cultura occidentale

Nonostante questi dibattiti, non possiamo negare che Omero e le sue opere siano i pilastri della letteratura occidentale. Chiunque studi letteratura o storia dell’arte sa che Omero è il primo nome nel canone letterario. È stato spesso punto di riferimento nell’antichità, per cui l’Eneide -la grande epopea sull’Impero Romano- è una sorta di riscrittura delle sue opere.

Poche sono le discipline umanistiche che fuggono dall’opera di Omero. Dalla letteratura alla filosofia, passando per l’archeologia e la storia, lo citano tutte come fonte di ispirazione o come punto di riferimento storico per studiare l’Antica Grecia.

Canto epico greco

Ridurre l’operato di Omero unicamente all’Iliade e all’Odissea sarebbe minimizzare la sua produzione. Oggigiorno, gli si attribuiscono altre opere. Ad esempio, l’epica minore comica nominata: Batracomiomachia (La lotta tra rane e topi). Inoltre, si ritiene abbia scritto gli inni omerici e altri frammenti letterari come il Margite.

Si potrebbe dire che Omero ha plasmato la società greca della fine dell’epoca arcaica (VIII secolo a.C.). Una società basata sulla guerra, dove esistevano la schiavitù e i sacrifici agli dei. Descrive anche i tribunali di giustizia e una società con certi valori etici fondamentali nei riguardi delle donne, degli anziani, dei mendicanti e dei cadaveri dei nemici.

In conclusione, ci troviamo di fronte a un autore che è riuscito a sopravvivere al trascorrere del tempo; un autore la cui lettura continua a essere fondamentale tutt’oggi, nelle aule di scuola o fuori da esse. Omero, qualunque sia la sua identità, rimarrà sempre il grande poeta epico dell’Antichità. 

  • Carlier, Pierre (2005). Homero. Madrid: Ediciones Akal.