Gli oppiacei: medicinali che creano dipendenza

· 28 giugno 2017

Inizia tutto con un dolore al ginocchio o forse con quel fastidio alla schiena che ha trasformato, silenziosamente, il nostro bel lavoro in un esercizio fastidioso. In altri casi si tratta di un’emicrania o di quell’ansia di cui non riusciamo a liberarci nella battaglia contro il tempo che è diventata la nostra vita. Il medico ci prescrive uno tra i tanti oppiacei esistenti e tutto cambia, perché sono le medicine più potenti per alleviare il dolore, ma al tempo stesso, causano anche forte dipendenza.

A questo proposito, con molto probabilità ci viene in mente il nome di qualche celebrità. Michael Jackson, Prince o Philip Seymour Hoffman, loro non ce l’hanno fatta a causa della loro dipendenza ai tranquillanti e agli oppiacei di qualsiasi tipo. Per esempio, il Fentanil, un analgesico oppiaceo sintetico che si ottiene, ovviamente, tramite ricetta medica.

“Divinum opus est sedare dolorem (È opera divina sedare il dolore)”

-Ippocrate-

Per quanto attirino la nostra attenzione questi finali dove l’eccesso si mischia con il dramma e il dramma con l’incomprensione altrui, esiste un dato obiettivo: questi farmaci stanno causando più morti che la droga. Non siamo noi a dirlo, ma il famoso psichiatra Allen Frances, uno degli autori del DSM-IV (manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali), che negli ultimi anni è diventato uno dei principali critici dell’industria farmaceutica.

Gli oppiacei sono i farmaci più comuni per alleviare il dolore, ma a volte, e qui nasce il problema, il prezzo che paghiamo per essi è troppo alto. Inoltre, lo facciamo alla cieca, perché non ne conosciamo le conseguenze a medio e lungo termine. Oggi vi parliamo di questi medicinali.

Oppiacei: le droghe che causano maggiore dipendenza

In un primo momento gli oppiacei sono un dono per il nostro cervello. Il motivo? I loro principi attivi imitano le attività delle endorfine, causano piacere e placano il dolore. La loro azione risulta, quindi, molto utile nella chirurgia, nel trattamento dei dolori acuti, persistenti, moderati e anche per migliorare la qualità della vita di alcuni malati di tumore.

“La priorità di ogni dipendente è quella di anestetizzare il dolore di vivere per facilitare il passaggio della giornata con un certo sollievo acquisito”.

-Russel Brand-

Bisogna differenziare gli oppiacei dagli oppioidi. I primi sono sostanze che si estraggono direttamente dalla capsula della pianta dell’oppio, come per esempio la morfina. Gli oppioidi, invece, i più comuni, danno forma a tutte quelle sostanze endogene o esogene che hanno un effetto analogo a quello della morfina e che a loro volta possono essere sintetiche o semisintetiche.

Come agiscono?

Esistono oppiacei ad azione immediata e oppiacei che vanno assunti seguendo una tabella oraria precisa. Non importa che si provi dolore in quel momento, l’azione del farmaco regola e previene l’insorgere dello stesso. Tutto ciò si consegue tramite un meccanismo sofisticato del cervello che spieghiamo a seguire:

  • Questi farmaci arrivano nell’organismo per unirsi a specifici recettori oppioidi ( μ, κ, y δ ) del sistema nervoso e altri tessuti.
  • Tutti questi recettori sono relazionati con la proteina Gi/o, che a sua volta agisce inibendo l’azione della adenilato ciclasi, aprendo i canali del potassio e chiudendo i recettori del calcio presinaptico, diminuendo così l’eccitabilità neuronale e, di conseguenza, qualsiasi tipo di dolore.

L’azione degli oppioidi in genere dura tra le 3 e le 4 ore, anche se quelli sintetici possono raggiungere un effetto molto più prolungato.

Nell’assumere questi farmaci, la persona prova una placida sensazione di rilassamento, una riduzione drastica dell’ansia e spesso perfino una sensazione di benessere. Anche se, va detto, l’effetto è breve, limitato e ad un prezzo elevato: il nostro equilibrio, la nostra salute fisica e mentale. Perché quando il “flooding” (inondazione) sparisce e non c’è più biodisponibilità, il cervello entra nel “panico” essendo privo di queste sostanze per gestire la regolazione di molte delle sue funzioni.

Se abbiamo fatto uso di questi farmaci per un certo periodo di tempo, avremo sviluppato una certa assuefazione, dunque non tarderemo a presentare sintomi tipici della sindrome di astinenza.

Effetti degli oppioidi sull’organismo

Gli effetti degli oppiacei e degli oppioidi variano in funzione del tempo durante il quale la persona li ha assunti. Tuttavia, si possono differenziare le seguenti fasi:

  • Fase iniziale
    • Pelle accaldata.
    • Secchezza della bocca.
    • Pesantezza degli arti.
    • Nausea, prurito.
  • Dopo 3-5 ore
    • Sonnolenza.
    • Milosi: contrazione della pupilla.
    • Estraniazione: questi farmaci in genere causano una grave forma di estraniazione.
    • Confusione, piccole allucinazioni visive, vertigini, difficoltà di concentrazione, ansia, apatia…
  • Effetti a lungo termine
    • Alterazioni della digestione: mancanza di appetito, stanchezza cronica.
    • Alterazioni cardiovascolari.
    • Artrite e altri problemi reumatici.
    • Gravi disturbi della memoria, dell’attenzione e perdita di motivazione.
    • Allucinazioni, bruschi cambiamenti d’umore, depressione, ansia, insonnia…
    • Infiammazione venosa.
    • Infezioni della pelle e tessuti bianchi.
    • Malattie epatiche.
    • Malattie respiratorie.

La necessità di regolare la somministrazione degli oppiacei

Ippocrate definiva gli oppiacei nei suoi testi sotto il lemma divinum opus est sedare dolores (È opera divina sedare il dolore). In questo caso è necessario contraddire il saggio medico, ricordando ancora una volta che è compito dei medici professionisti e non degli dei riuscire in questo intento, e a sua volta, e nostra responsabilità fare buon uso di queste sostanze.

“Le dipendenze ti allontanano da ciò è più importante: te stesso”.

Si sa che un terzo delle persone che li consumano nel corso di un mese sviluppa tolleranza e dipendenza. Si sa, anche, che dal 1999 la vendita di oppiacei è quadruplicata in tutto il mondo, quindi c’è bisogno di altro che la semplice concentrazione individuale sulla realtà.

Abbiamo bisogno anche di adeguate strategie da parte dei governi, delle agenzie statali e dei centri medici.
Perché a volte un dolore occasionale alla schiena non ha bisogno di essere curato tramite una droga legale sotto ricetta. Cerchiamo altre strategie.