Da dove viene il dolore che a volte accompagna l’amore?

25 giugno 2017 in Psicologia 1421 Condivisi

Amare significa sopportare, amare vuol dire resistere, amare implica anche soffrire, amare è dare senza misura… Questo è quanto ci hanno insegnato da piccoli sull’amore, insieme a tutta una serie di pressioni che spesso ci hanno spinto a cercare disperatamente un partner per non rimanere da soli. Altrimenti corriamo il pericolo di restare zitelle o scapoli. C’è, però, una cosa che non ci hanno detto, ovvero che amare senza dolore è possibile. Anzi, è proprio questo il vero amore.

A volte, per la fretta di accasarci, rischiamo di fare una scelta sbagliata riguardo al partner, di fatto può essere che nemmeno lo scegliamo: il nostro partner sarà la prima persona che troviamo per strada e che accetti questi ruolo. Se la nostra autostima è piuttosto scarsa e non ci valorizziamo quanto meritiamo, questa disastrosa situazione sarà la più probabile. Avere un partner non è tutto, non è sinonimo di felicità. A volte è un vero e proprio calvario difficile da sopportare.

Se una persona pretende che il partner la renda felice, è già chiaro che sarà tutto, tranne che felice.
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Perché mi fanno sempre del male?

Forse qualche volta vi è capitato di farvi questa domanda. Vi sbagliate se pensate che sia questione di sfortuna, che solo le peggiori persone vi si avvicinano o che nessuno vi amerà mai. Il motivo per cui vi imbattete sempre nelle stesse tipologie di persone è perché siete voi a sceglierle o almeno le accettate fin da subito. Pensateci bene, avete mai rifiutato qualcuno che ha mostrato grande interesse per voi?

Forse avete poca autostima, forse vi adattate alla prima persona che vi dedica delle attenzioni. In ogni caso, potete interpretare diversamente il fatto che gli altri vi feriscano, pensando che siete voi a fare del male a voi stessi. Perché non vi attribuite il valore che meritate? Perché avete le fette di salame sugli occhi quando qualcuno vi fa degli apprezzamenti o vi dice belle parole?

Dovremmo modificare il titolo di questo paragrafo e scrivere “Perché mi faccio sempre del male?” o “Perché permetto sempre agli altri di farmi del male?”.

Di sicuro non vi sono nuove queste parole che spesso finiscono nel dimenticatoio e non sono coerenti con le azioni che poi mettete in pratica. Sono altre le parole che vi incantano, vi fanno dimenticare la realtà e immergere in un sogno in cui la persona che le pronuncia è quella con cui passerete il resto della vostra vita, quella che vi renderà molto felice. Farete qualsiasi cosa per questa persona, lotterete molto per il vostro rapporto. Ma chi ha detto che l’amore è una lotta costante?

Se in una relazione date il 50% e accettate il 20% dall’altra persona, allora con il tempo non potrete pretendere di più, perché non potrà darvelo.
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Fare qualsiasi cosa per una relazione, mentre l’altra persona al massimo contribuisce con il 25%, con il tempo vi farà dubitare di ciò che prova per voi. Vi impegnerete al massimo, non penserete più a voi stessi, non vi prenderete più cura di voi e non vi metterete più i vestiti che vi piacciono a meno che non abbiate un appuntamento con quella persona. Ne sarete dipendenti, vorrete compiacerla, soddisfarla… Ancora vi state chiedendo perché siete voi stessi a farvi del male?

Scegliete in maniera consapevole, amare senza soffrire è possibile

Amare senza soffrire è possibile se smettete di pensare al rapporto che avete come logico o necessario, se smettete di pensare che l’amore è o si riduce al mero dolore, allo sforzo, alla lotta quotidiana, al dare qualsiasi cosa… Perché, per amare senza dolore, dovete prima sapere cosa volete davvero, ma soprattutto imparare ad essere felici con voi stessi prima che con gli altri.

Se state bene da soli, allora sarete pronti a stare bene con un’altra persona. Perché sarete consapevoli che starete bene e continuerete ad essere felici indipendentemente da come vanno le cose. Eravate già felici prima che quella persona entrasse a far parte della vostra vita.

Quando avrete capito cosa volete, i vostri valori, quando avrete scoperto i limiti che non volete che gli altri superino, allora potrete fare la vostra scelta in maniera consapevole. Pensate se quella persona che vi ha rivolto parole gentili è davvero quella che volete accanto nella vostra vita. Lasciatevi trasportare dalle emozioni e dall’euforia iniziale, ma non fatevi ingannare. Non caricatevi di aspettative e speranze sul futuro poco realiste. Non dovete pensare: “Con il tempo cambierà”. Scegliete una persona per il suo presente e non per come la immaginate in un futuro.

Di sicuro all’inizio penserete di essere troppo esigenti o di farvi troppi scrupoli. Molte persone vi diranno che se continuate su questa strada, probabilmente non troverete nessuno con cui stare. Arrivati a questo punto, però, sapete bene che non succederà nulla. Perché avere accanto qualcuno non è una condizione indispensabile per stare bene.

La relazione migliore che potete stabilire con una persona è quella in cui voi mettete il 50% e l’altro mette a sua volta il 50%. Solo allora possono esserci degli obiettivi in comune, non sulla base della necessità, ma in nome del rispetto e della libertà.
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Spesso abbiamo confuso l’amore con il possesso, con la sofferenza, con l’annullarsi… Questo bellissimo sentimento è diventato torbido e a volte anche molto doloroso. Iniziamo le nostre relazioni dando il 100%, mentre l’altra persona dà meno della metà, poi pretendiamo che le cose cambino. Ci leghiamo talmente a quella persona che quando si allontana un po’, in cerca di aria, diventiamo nervosi e diffidenti per la paura di essere abbandonati.

Amare senza dolore e senza soffrire è possibile quando impariamo a trattare il partner come una persona indipendente da noi, una persona che è entrata a far parte della nostra vita, ma che potrebbe anche andarsene o allontanarsi da noi. Come può fare un amico o un fratello. La nostra vita, la nostra felicità non dipendono dall’avere una persona accanto. Perché le uniche persone su cui possiamo contare fino alla fine dei nostri giorni siamo noi stessi.

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