Oskar Schindler: uomo che salvò migliaia di vite

La lista di Schindler è senza dubbio uno dei documenti che ha fatto la storia del XX secolo. Grazie a essa, l'imprenditore tedesco con contatti ai vertici del governo tedesco riuscì a salvare oltre 1000 ebrei dai campi di sterminio.
Oskar Schindler: uomo che salvò migliaia di vite

Ultimo aggiornamento: 01 giugno, 2021

Tra le tragedie che la società del XX secolo ha dovuto affrontare, non si possono non citare l’odio, la violenza e le ostilità perpetrate durante la Seconda Guerra Mondiale. Oggi vogliamo ricordare una delle figure più rilevanti di quegli anni, dotata di un potere che non esercitò né a scopi politici né strategici. La biografia di Oskar Schindler ci ricorda un uomo che scommise sulla vita umana, a prescindere dalla razza.

Come leggiamo nella sua Biografia, Oskar Schindler fu un imprenditore tedesco che salvò la vita a più di 1.000 ebrei destinati ad essere trasportati nei campi di concentramento. Li salvò dall’odio e dalla violenza dandogli lavoro nelle sue fabbriche e sostenendo il loro impiego anche quando non era necessario. Lottò contro la persecuzione e il genocidio che colpì gli ebrei europei a metà del secolo scorso.

Filo spinato in un centro di concentramento.

Biografia di Oskar Schindler: i primi anni

Oskar Schindler nacque il 28 aprile 1908 nei Sudeti, in seno a una famiglia cattolica tedesca. Il padre era un imprenditore agricolo a capo di una fabbrica. Il piccolo Oskar non spiccava per le sue abilità scolastiche, e anche se non frequentò l’università, seguì diversi corsi in ambito commerciale.

A partire dal 1924 accettò svariati lavoretti occasionali. Quattro anni più tardi sposò Emilie Pelzl e iniziò a lavorare nella fabbrica del padre, colpita severamente dalla depressione degli anni ’30. Fu proprio in quel momento che ascese al potere il partito nazionalsocialista.

Spinto dallo spirito nazionalista tedesco, Schindler si unì a un’organizzazione pro-nazi dedicandosi, per un periodo, a passare informazioni all’intelligence tedesca. Per questo motivo fu catturato dalle autorità ceche, accusato di spionaggio e condannato a morte. Nello stesso periodo i Sudeti vennero annessi alla Germania, permettendo a Schindler di tornare in libertà.

La Seconda Guerra Mondiale

Un anno più tardi la Germania invadeva la Polonia dando inizio alla Seconda Guerra Mondiale. Oskar Schindler si trasferì a Cracovia dove si dedicò al contrabbando di merci, con le quali corrompeva ufficiali tedeschi di alto rango. Come ricompensa e grazie ai suoi contatti all’interno del partito, ricevette in regalo un’antica fabbrica ebrea destinata a produrre utensili da cucina per l’esercito tedesco.

Allora la fabbrica contava su un organico piuttosto limitato. Un contabile ebreo, Itzhak Stern, propose a Schindler di recuperare mano d’opera dalla comunità ebrea di Cracovia, prima che iniziasse il genocidio. Si trattava della forza lavoro più economica, e Schindler passò dall’avere 45 impiegati a più di 1.700.

Oskar Schindler e la comunità ebrea

Con la continua crescita delle torture inflitte agli ebrei da parte dei nazisti, Schindler, come molti altri, iniziò a cambiare opinione circa il partito a cui aveva aderito. Quando i nazisti iniziarono a trasferire gli ebrei di Cracovia nei campi di concentramento, molti degli impiegati di Schindler, compreso il suo contabile, furono caricati sui treni per il trasferimento immediato.

L’imprenditore riuscì ad intervenire per tempo negoziando con gli ufficiali delle SS il ritorno in fabbrica dei suoi lavoratori. Riuscì a recuperare i suoi dipendenti dal treno e a scortarli sani e salvi fino in fabbrica. Ma, come tutti ben sapevano, i trasferimenti nei campi di sterminio non erano che iniziati.

L'ufficio di Oskar Schindler.

La lista di Schindler

Nel 1943 fu aperto il campo di concentramento di Plaszow. Oskar Schindler era riuscito a tenere i suoi dipendenti al sicuro nella sua fabbrica grazie a corruzione e influenze. Ma un anno più tardi tutti gli ebrei, senza eccezioni, vennero messi in lista per essere trasferiti presso il campo di lavoro di Auschwitz. 

Schindler richiese al partito di poter trasferire la sua fabbrica nei Sudeti, dove continuare a produrre articoli di guerra. Ricevuta l’autorizzazione gli fu chiesto di stilare una lista dei lavoratori ebrei che avrebbe voluto trasferire.

Con l’aiuto di Stern, stilò una lista di 1.100 ebrei considerati “essenziali” per la continuazione della produzione nella sua fabbrica nei Sudeti, riuscendo a salvare la vita di oltre mille lavoratori. Oggi, sono più di 7.000 i discendenti degli ebrei salvati da Oskar Schindler dall’olocausto nazista.

Al termine della guerra, il matrimonio di Schindler era ormai rovinato a causa dell’enorme quantità di denaro che utilizzò per corrompere gli ufficiali tedeschi. Visse il resto della sua vita grazie alle donazioni di quelli che da quel momento furono denominati Schindlerjuden, gli ebrei che aveva salvato da morte certa nei campi di sterminio: gli ebrei di Schindler.

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  • Ott, Brian (1996) Memorializing the Holocaust: Schindler’s List and Public Memory.The review of Education and Pedagogy I Cultural StudIes Vol. 18. No. 4. pp. 443-457. OPA (Overseas Publishers Association) The Netherlands under license by Gordon and Breach Science Publishers
  • Jackson, M.W. (1988) Oskar Schindler and Moral Theory. Journal of Applied Philosophy Vol. 5, No. 2 (1988), pp. 175-182