Ernst Simmel e la nevrosi da guerra

27 ottobre, 2020
Ernst Simmel condusse la psicoanalisi verso territori fino ad allora inesplorati, come le tossicomanie, gli effetti della guerra e la povertà. Ne parliamo in questo articolo.

Ernst Simmel è stato uno di quei pionieri della psicanalisi i cui nomi sono stati dimenticati per lungo tempo. Come altri suoi contemporanei, fu costretto a emigrare negli Stati Uniti durante la Seconda Guerra Mondiale. Questo cambiamento segnò un punto di rottura nel suo lavoro, per cui il suo contributo non venne riconosciuto fino alla fine del XX secolo.

Ernst Simmel viene considerato uno degli ideatori del concetto di nevrosi da guerra. È stato anche un precursore della medicina sociale, schierandosi a favore dei più bisognosi affinché avessero gli stessi diritti di chi poteva pagare per le proprie cure.

La fuga dalla psicosi di massa non è solo una fuga dalla realtà, bensì anche dalla follia individuale.

-Ernst Simmel-

Uno degli ambiti a cui Ernst Simmel ha dato il maggiore contributo è stato quello delle dipendenze. A differenza degli altri psicanalisti, si è occupato dei fenomeni che andavano ben oltre i tradizionali casi di nevrosi, definendo il suo metodo e i suoi studi su uno sfondo sociale.

I primi anni di Ernst Simmel

Ernst Simmel nacque il 4 aprile 1882 nella città polacca di Breslavia, all’epoca annessa all’Impero austro-ungarico, in seno a una famiglia ebraica della media borghesia. Quando Ernst era molto piccolo, i Simmel emigrarono a Berlino, dove la madre trovò lavoro come direttrice di un centro per l’impiego.

Simmel studiò medicina e si specializzò in psichiatria. Si laureò nel 1908, con una tesi sulla demenza precoce. Nel 1910 convolò a nozze con Alicia Seckelson, sua prima moglie. Intorno al 1913 fondò la Società dei Medici Socialisti, insieme ad altri colleghi. Questa organizzazione si dedicava ai bisognosi e a chi non poteva permettersi una consulenza medica.

Successivamente, Ernst Simmel assunse la direzione di un ospedale militare psichiatrico. Questo gli permise di entrare in contatto con pazienti che avevano vissuto gli orrori della Prima Guerra Mondiale. In quel periodo iniziò a familiarizzare con la psicanalisi e, in particolare, con la tecnica dell’ipnosi.

Il caos della mente umana.

Il percorso di Simmel

Simmel trovò nella psicoanalisi un valido approccio per trattare i traumi degli ex combattenti di guerra; si occupò, in modo particolare, di applicare il metodo freudiano. Ricorreva, cioè, alla tecnica dell’ipnosi e si avvaleva di un manichino che i pazienti dovevano utilizzare per sfogare la propria aggressività.

Tale approccio permise di gettare le basi del concetto di nevrosi da guerra. A questo proposito Simmel pubblicò un interessante studio nel 1918. Quest’opera attirò l’attenzione di Sigmund Freud, che ne rimase impressionato. In una delle sue lettere indirizzate a Karl Abraham, elogiò Simmel. La sua opera Psicologia delle masse e analisi dell’Io, di fatto, si basa esplicitamente sui postulati di Simmel.

Successivamente Simmel si sottopose alla psicoanalisi di Karl Abraham, per poi aiutarlo a fondare l’Istituto Psicanalitico di Berlino, la prima clinica di psicoanalisi al mondo a offrire consulenza gratuita ai più bisognosi. Contribuì anche all’apertura del policlinico di Berlino.

Proprio lì tenne diversi seminari e sviluppò un progetto sulla nevrosi da guerra, con colleghi del calibro di Sandor Ferenczi, Ernst Jones e così via.

Il contributo di Ernst Simmel

Dopo la morte di Abraham, nel 1925 Simmel venne eletto presidente della Società Psicoanalitica di Berlino. L’anno successivo fondò una casa di cura a Tegol, nello stile delle grandi cliniche dell’epoca.

Questo spazio si trasformò in un punto di riferimento dei metodi psicoanalitici applicati ai casi di tossicomania, psicosi e grave nevrosi. Più avanti, divenne un vero e proprio modello per diverse cliniche statunitensi.

Foto in bianco e nero di Sigmund Freud.

Freud stesso venne ricoverato in questa casa di cura quando si sottopose alla terapia per combattere il cancro di cui era affetto. Ciononostante, il centro si ritrovò in difficoltà economiche e andò in bancarotta.

Freud ed Einstein chiesero al Ministero della Cultura tedesco di dare supporto al centro, ma fu tutto inutile. Nel 1931 chiuse i battenti. Due anni dopo, Ernst Simmel venne catturato dalla Gestapo. L’Associazione dei Medici Socialisti pagò una cauzione ai nazisti riuscendo così a liberare lo psicoanalista.

Si trasferì poi in Belgio e successivamente a Los Angeles, negli Stati Uniti. Qui incontrò alcuni suoi colleghi e, come loro, protestò per la banalizzazione della psicanalisi in territorio americano. Nonostante ciò fu lo psicanalista preferito dalle star di Hollywood.

Morì nel 1947, e la sua opera venne riscoperta a partire dal 1993 grazie al lavoro di alcuni eruditi seguaci di Freud.

  • Simmel, E. (1921). Intervención en una exposición junto con Abraham Ferenczi y Jones sobre psicoanálisis y las neurosis de guerra“.