In risposta a parole ignoranti, orecchie intelligenti

· 10 aprile 2016

Parole che feriscono, giudizi, opinioni infondate, critiche malevoli, etc. Sono tutte espressioni ignoranti per le quali risultano necessarie orecchie intelligenti, che non diano esse credito né prestino attenzione.

In altre parole, non offende colui che vuole, ma chi può. Nell’intelligenza delle nostre orecchie si nasconde la chiave che porta qualcuno a manipolare la nostra realtà oppure a perdersi in insinuazioni che non fanno altro che rovinare la sua immagine.

Si dice che “ciò che Tizio dice su Caio, rivela più di Tizio che di Caio”. Prima di dare importanza a quei “consigli”, a quelle “opinioni” o “critiche” che non ci apportano bontà, utilità o verità, dobbiamo soffermarci sulle intenzioni della persona che abbiamo di fronte.

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Orecchie intelligenti verso le persone critiche

Non c’è sintomo di povertà emotiva più indicativo che la critica continua e malevola. In ogni caso, lo scontrarsi costantemente con parole ignoranti tende a generare un esaurimento emotivo.

Così, per proteggerci e alimentare l’intelligenza delle nostre orecchie, dobbiamo avere ben chiaro che:

  • Per vivere, non abbiamo bisogno dell’opinione di nessuno.
  • Le emozioni e i sentimenti hanno sempre valore e non dobbiamo vergognarcene.
  • Bisogna perdere la paura di sentire e di pensare per sé.
  • Evitiamo di dare credito alle frasi che si mostrano assolute (i mai e i sempre, ad esempio).
  • Ascoltare critiche e chiacchiere in modo costante può saturarci e farci sentire molto male.
  • Non possiamo dimenticare che tutti devono essere rispettati, anche chi non porta rispetto verso gli altri. Predicare attraverso il buon esempio ci aiuta a garantire il nostro benessere emotivo.
  • Bisogna ricordare che le critiche prive di fondamento provengono da persone affette da una grande povertà di emozioni, di vita. Se tale persona vive isolata nel suo risentimento e non permette che la si aiuti, ci conviene essere emotivamente egoisti ed allontanarci.
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Chi sta in pace con sé stesso non parla male degli altri

Un altro passo per crearci uno scudo protettore e rendere intelligenti le nostre orecchie è quello di imparare a identificare quelle frasi che, apparentemente innocenti, hanno alle spalle intenzioni malevole.

Queste frasi sono evidentemente tossiche in certi contesti:

  • Quando si sta parlando di un affetto o di una capacità, il classico “Magari avessi tempo per questo” sembra uguale a “tu non lavori quanto me” oppure “il tempo libero è per me un argomento impossibile, io non ozio”.
  • “Com’è ovvio”“Come tutti sanno”. No, no e ancora no. Non tutti sanno né è ovvio. L’uso di queste espressioni è un tentativo di far sentire ignorante l’altra persona e superiore colui che la pronuncia.
  • “Non hai voce in capitolo perché tu non conosci questi argomenti come me”. Non ci possono togliere il diritto di esprimere la nostra opinione e neanche denigrarci, invalidando i nostri ragionamenti con frasi del tipo “i tuoi argomenti sono stupidi e privi di fondamento”.
  • “Se il mio professore dice così, allora è vero”. Tali forme di falsità approfittano del rispetto dovuto ad un esperto per dare peso a determinate tesi.
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  • “Tu mi fai sentire molto male”. Fare appello ai sentimenti, e farne responsabili gli altri, è un’altra forma di manipolazione.
  • Ci sono anche espressioni che, invece di proporre validi argomenti, tentano di far emozionare la gente.
  • “Andate dove volete, io lì non ci vengo”. Per concludere questa frase sarebbe indicato aggiungere la postilla “E voi ne sarete responsabili, dato che siete degli egoisti che pensano solo a loro stessi”. Inteso il messaggio, no?

Dobbiamo dedicare del tempo a migliorarci e a costruirci orecchie intelligenti, poiché questo ci servirà a mantenere un atteggiamento sano nei confronti della vita e a basare le nostre relazioni su di una buona comunicazione e una miglior intesa.