Non sono fredda, ho solo paura che mi facciano del male

1 aprile 2016 in Psicologia 3 Condivisi

Viviamo in una società in cui sembra che sentire sia mal visto. Bambini che imparano che piangere è negativo, perché è una cosa da femmine e sinonimo di debolezza. Giovani che preferiscono relazioni da una notte per non soffrire. Adulti che mantengono rapporti di coppia con persone che non amano. Anziani che vivono in solitudine perché li si vede come un intralcio. È ora di superare la nostra paura di sentire. Dov’è finita la nostra umanità?

È difficile vedere due persone abbracciarsi per strada senza che siano una coppia, dire “ti voglio bene” senza che suoni tanto strano, piangere senza sentirci colpevoli o senza vergogna. Sembra che viviamo nella cultura del “non sentire”, perché se sentiamo o parliamo dei nostri sentimenti veniamo considerate persone deboli. Così, invece di ricevere un abbraccio con empatia ed affetto, riceviamo delle prese in giro.

“Quante cose perdiamo per la paura di perderle.”

-Paulo Coelho-

La paura che ci facciano del male

Immaginate di camminare in un bosco all’imbrunire. Improvvisamente vedete un’ombra e qualcosa che si muove, il vostro cervello mette il vostro corpo in allerta per identificare se si tratti di un animale o semplicemente del vento. Tale maniera di reagire si deve al nostro istinto di sopravvivenza. Nel cervello abbiamo una piccola struttura chiamata amigdala, la quale processa le esperienze della paura.

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L’amigdala è un bottone d’emergenza che si attiva quando qualche pericolo ci insidia. Luis Carretié, professore di Psicobiologia dell’Università Autonoma di Madrid (UAM), sostiene che il sistema sia capace di attivare la risposta ancor prima di divenire coscienti del pericolo.

Due studi pubblicati nel 2010 sulla rivista Nature, realizzati dal team del neurobiologo David J. Anderson del California Institute of Technology (CalTech) e da quello del professor Andreas Lüthi del Friedrich Miescher Institute (FMI), hanno scoperto il funzionamento di ciò che viene chiamato “il circolo della paura”.

Le ricerche hanno verificato l’esistenza nell’amigdala di due tipi di cellule neuronali, le quali si danno il cambio per aprire e chiudere le “porte” della paura. Tuttavia, Carretié sostiene che gli studi condotti devono venire considerati con cautela, perché negli umani intervengono altri fattori relazionati con la paura. Ad esempio, gioca un ruolo importante anche la corteccia prefrontale, la parte che pone una situazione nel contesto e fa sì che la risposta non sia proprio automatica, ma più elaborata.

“Ci invecchia più la codardia che il tempo: gli anni raggrinziscono solo la pelle, mentre la paura raggrinzisce l’anima.”

– Facundo Cabral-

Se una persona ci fa del male, che sia il partner, il capo o un familiare, anche con parole che ci feriscono, la risposta dell’amigdala sarebbe quella di rispondere attivamente, mentre la nostra corteccia prefrontale mette tutto in un contesto e ci fa prendere alcuni istanti di riflessione prima di agire, se possibile. D’altra parte, dobbiamo considerare che la paura è altamente influenzata dalla nostra esperienza e può arrivare a bloccare i nostri sentimenti.

Come superare la paura che ci facciano del male

Certe volte, se non molte, ci è stato fatto del male, ma ciò non significa che sarà sempre così, né che dobbiamo cambiare il nostro modo d’agire. Dinanzi a tale situazione, vi proponiamo alcune idee in modo da riflettere e levarsi la corazza che copre i nostri sentimenti:

Riconoscere ciò che ci fa paura

Per superare la paura, il primo passo, e forse il più complicato, è riconoscerla. Cosa ci è successo in passato che ci provoca timore? Di cosa abbiamo paura e perché? Una riflessione profonda in merito ci aiuterà a capire cosa stia succedendo e a mantenere una realistica visione del problema.

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Conoscere i nostri sentimenti

Proviamo molti sentimenti, e spesso li tratteniamo nella parte più profonda di noi stessi, per vergogna o paura, senza renderci conto che, indossando questa corazza, facciamo solo del male a noi stessi. Forse abbiamo bisogno di aiuto, di parlare con altre persone o con uno specialista, ma l’importante è imparare a conoscerci e a vivere ciò che proviamo.

Esprimersi attraverso l’arte

La danza, la pittura, la scrittura e qualsiasi manifestazione artistica in generale può aiutarci a esprimerci e a lasciar uscire ciò che proviamo, con coraggio e senza paura. L’importante è cercare un’attività che ci piaccia e ci spinga ad esternare e a sentire.

“I sentimenti e le emozioni sono il linguaggio universale che deve essere onorato. Sono l’espressione autentica di ciò che siamo.”

-Judith Wright-

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