Pazienza cognitiva: affrontare il mondo senza fretta

· 19 Febbraio 2019
La pazienza cognitiva è quell'abilità grazie alla quale possiamo dare un significato alle cose dopo averci riflettuto su.

Abbiamo perso la pazienza cognitiva? Abbiamo messo da parte questa preziosa capacità di intendere ed elaborare la nostra realtà in maniera rilassata ma mai superficiale? Secondo alcuni neuroscienziati, la risposta è sì. Questo fenomeno è sempre più visibile, soprattutto se ci soffermiamo a riflettere sul modo in cui elaboriamo buona parte delle informazioni che ci vengono inviate dai social network: in maniera rapida e senza obiettare.

Il termine pazienza cognitiva è stato coniato di recente da Maryanne Wolf, neuroscienziata cognitiva specializzata in psicolinguistica dello sviluppo cerebrale presso l’Università della California. Nel suo libro Lettore, vieni a casa parla di una sensazione interessante  che lei stessa sperimenta da tempo.

Al giorno d’oggi, la maggior parte dei lettori è incapace di leggere per un’ora di fila senza consultare varie volte il proprio cellulare. Siamo diventati impazienti e stiamo perdendo, in modo più o meno visibile, parte della nostra capacità di concentrazione. Ma c’è di più, Stephen King ha parlato di recente di un fenomeno in crescita: gli audiolibri.

Questo nuovo formato costituisce una risorsa semplice e accessibile che ci permette di dedicarci alle nostre attività mentre una voce gradevole ci legge un romanzo.Lo sforzo da parte del “lettore” è quindi minimo. Il concetto di pazienza cognitiva in questi casi non si riferisce affatto alla nostra capacità di aspettare o posticipare una gratificazione. Si tratta dell’abilità di elaborare con calma le informazioni, gli eventi, la realtà.

È quell’abilità grazie alla quale possiamo dare un significato alle cose dopo averci riflettuto su. È anche capacità di controllo, regolare le interferenze, per concentrarsi su un obiettivo senza alcuna fretta, senza pressioni e sfruttando a nostro favore questo muscolo tanto trascurato, chiamato attenzione.

La pazienza è una capacità attiva, è forza canalizzata verso un obbiettivo chiaro.

Donna sul molo

La pazienza cognitiva è a rischio d’estinzione

Un fenomeno che possiamo osservare con una frequenza sempre maggiore è lo skimming. Con questo termine ci si riferisce a una strategia basata sulla lettura veloce, con la quale ci si sofferma solo sull’inizio e sulla fine di un testo o di una informazione. Captiamo solamente la parte più superficiale di quello che abbiamo davanti, sia esso un libro, un articolo o un libretto di istruzioni.

Il fenomeno opposto allo skimming è lo scanning, vale a dire l’analisi meticolosa di ogni parte del testo. Questi due termini anglosassoni riflettono a giusto titolo una pratica che possiamo già osservare in una parte della popolazione. Quella parte che ha perso (o che sta perdendo a poco a poco) una capacità essenziale: la pazienza cognitiva.

Se osserviamo il mondo frettolosamente, non riusciamo più a carpire i suoi segreti. Se ci affrettiamo per ottenere informazioni in maniera rapida da qualsiasi punto del nostro ambiente circostante, spesso finiamo per ottenere delle mezze verità. Se non usiamo la nostra capacità critica, analitica e riflessiva, finiremo per credere a delle falsità oppure ci lasceremo sfuggire le sfumature più rilevanti della nostra realtà.

È importante capire che perdere la nostra pazienza cognitiva ci rende molto più vulnerabili nei confronti della demagogia. In un mondo ossessionato dalla fretta e governato da queste informazioni che vengono trasmesse nel giro di pochi secondi, tutti noi abbiamo un obbligo verso noi stessi: essere prudenti, esigenti e meticolosi.

Occhio con fiori

La pazienza è un concentrato di forza e ci rende saggi

Viviamo in una società che non dà il giusto valore alla pazienza. Le persone importanti, quelle che hanno potere, non aspettano, non rispettano i turni, saltano le file. Sin dalla nostra infanzia ci viene inculcata la classica idea secondo la quale se vogliamo qualcosa dobbiamo andare a prendercela.

È vero, la determinazione è importante, ma lo è ancora di più imparare a essere pazienti, a capire che il successo è la saggezza hanno bisogno di tempo.

Per attivare e sfruttare la nostra pazienza cognitiva, dobbiamo capire prima di tutto che essere pazienti non ci rende più potenti nei confronti degli avvenimenti della vita, piuttosto ci permette di avere un maggiore controllo su noi stessi in qualsiasi circostanza.

Avere pazienza cognitiva significa anche allenare la capacità di guardare il mondo con gli occhi di un bambino. Dobbiamo recuperare l’interesse, la curiosità, l’amore istintivo per i dettagli e le sfumature.

Dobbiamo adottare un punto di vista esigente. Non dobbiamo lasciarci trasportare  dal demonio della fretta, ma solo dal desiderio di conoscere, di giungere alla nostra verità riguardo  quello che vediamo, sentiamo o leggiamo.

Dente di leone

Non si tratta certo di un’abilita passiva, anzi è l’esatto contrario. Non c’è processo che richieda così tanta attività, dinamismo e apertura mentale come la pazienza cognitiva.

 

 

 

D’altra parte, studi come quelli realizzati presso l’Università di Pasadena, ci mostrano che servirsi di questo strumento nella vita quotidiana ci permette di diminuire il rischio di soffrire di depressione e altri disturbi dell’umore.

La pazienza è la risposta più saggia che possiamo utilizzare nei confronti delle sfide che la vita ci riserva ogni giorno. Perché solo se saremo pazienti e impareremo a elaborare il mondo senza fretta e con attenzione, riusciremo ad apprezzarne i dettagli, la sua grandezza e anche la sua verità.

Alleniamo la nostra attenzione e lasciamoci andare al piacere della calma, ricordiamo che la pazienza, in fin dei conti, non è altro che forza rivolta verso un obiettivo.