Pelle ed emozioni: qual è il legame?

30 gennaio 2018 in Psicologia 427 Condivisi
Donna di spalle pelle ed emozioni

Quando siamo tristi o sotto stress, la nostra pelle si mostra meno luminosa, più secca, disidratata e dal colorito più spento. Quando ci sentiamo bene, invece, la nostra carnagione appare in perfetta armonia. Questo evidenzia la relazione tra pelle ed emozioni.

Con una lunghezza di circa 2 metri quadrati e più di 5 chili di peso, la pelle è l’organo più esteso del nostro corpo. È un libro aperto sul nostro stato d’animo e sui nostri problemi di salute. Qualsiasi sensazione negativa intensa può palesarsi attraverso la pelle.

Allergie, prurito, secchezza, pallore, arrossamento, ecchimosi, ruvidità, screpolature, ferite, cambi di pigmentazione, sudore, disidratazione… Sono segni difficili da nascondere e rappresentano tutti i possibili cambiamenti cutanei che non hanno spiegazione fisiologica. Possono essere, infatti, alterazioni psicosomatiche la cui origine è di natura psicologica o emotiva

Pelle ed emozioni sono intimamente legate. Talvolta la pelle esprime quello che in fondo mettiamo a tacere.
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Il legame tra pelle ed emozioni

Alterazioni cutanee momentanee

Quando proviamo imbarazzo, arrossiamo sulle guance. Se abbiamo paura, impallidiamo. Quando siamo innamorati, ci si illumina il volto. Se qualcosa ci scuote, ci viene la pelle d’oca. Questi sono solo alcuni casi in cui piccoli cambiamenti cutanei ci rivelano molto sul nostro stato d’animo.

Donna che si tocca la spalla

Di fronte all’improvvisa comparsa di questi fenomeni cutanei, tuttavia, è sempre meglio recarsi da un medico, al fine di assicurarsi che non si tratti di nessun sintomo di una malattia o patologia grave.

Gli stimoli che riceviamo dall’ambiente circostante attivano una serie di sistemi nel nostro organismo – quando proviamo rabbia, ad esempio, il nostro corpo aziona il sistema nervoso, il sistema endocrino o quello immunitario. Quel sentimento negativo produce diversi cambiamenti nel corpo che si manifestano in noi dentro e fuori (Schwarzer e Koo Chon, 1998).

Le emozioni a seconda dell’area colpita

L’area nella quale si producono i cambiamenti evidenzia l’impatto e l’intensità dell’emozione in quella parte del corpo.

  • Piccoli brufoli o arrossamenti sul viso possono indicare un sentimento di paura per la perdita di prestigio, un complesso di inferiorità o persino il bisogno di ricevere protezione.
  • Brufoli o arrossamento sulla testa possono rivelare un blocco creativo o il bisogno di cambiare i propri pensieri o alcuni schemi predefiniti. Possono dipendere anche dalla nostalgia di un passato che vorremmo recuperare o da vecchie ferite emotive.
  • L’herpes sulle labbra o gli orzaioli indicano mancanza di tranquillità o nervosismo. In questi casi, pelle ed emozioni si uniscono per cercare di esternare panico, ira, timore, mancanza di speranza o blocco emotivo. Se si presentano sui genitali significa che sperimentiamo un senso di colpa o castità. L’herpes in questa zona del corpo è spesso associato a un sentimento ambivalente tra desiderio sessuale e vergogna.
  • Le alterazioni cutanee sui piedi possono riflettere un’insoddisfazione legata al posto in cui ci troviamo o al bisogno di cambiare aria.
  • Se le alterazioni si presentano sulle braccia, possono denotare la mancanza di affetto e l’assenza di contatto emotivo. In questo caso possono anche essere indicative dell’esistenza di conflitti sul posto di lavoro o negli studi, soprattutto se lo sfogo si verifica sul gomito.
  • Quando si producono sulle mani, manifestano uno squilibrio tra l’atto di dare e ricevere.

Uomo di spalle con testa tra le mani

Strato cutaneo

La pelle si compone di tre strati: l’epidermide è il più superficiale, il derma è quello intermedio e l’ipoderma è il più profondo. In funzione del livello nel quale si produce l’alterazione, varieranno i tipi di conflitti emotivi. Si tratta di un’ulteriore prova di come pelle ed emozioni siano strettamente correlate.

  • I problemi a livello di epidermide tendono a riflettere un conflitto legato a una separazione, alla perdita del partner, a difficoltà relazionali con un familiare, con amici o con il gruppo di appartenenza. Gli eczemi in questo strato indicano la paura di rimanere soli o isolati. La sclerodermia può essere il riflesso di una separazione drammatica senza soluzione. La psoriasi mostra un problema di separazione doppio: con se stessi e con gli altri.
  • I disturbi a livello di derma rivelano anch’essi problemi di separazione e di perdita di identità fisica. Le verruche in questo strato cutaneo sono una specie di cicatrice causata da una botta precedente, come uno scudo che ha lasciato il segno di un attacco o di un’aggressione. Se appaiono nelle estremità inferiori il conflitto è da associare all’infanzia.
  • I problemi a livello di ipoderma indicano la svalutazione estetica di se stessi, la mancanza di fiducia, sovrappeso o ritenzione idrica. Vengono altresì associati a un giudizio molto negativo di se stessi.

Malattie emotive

Quando il fegato non funziona, l’accumulo di bilirubina nell’organismo genera un disturbo chiamato ittero: la pelle assume un tono giallognolo. Un chiaro segno della relazione tra quest’organo e altri tessuti, vero?

Sebbene le prove scientifiche rivelino poco al riguardo, si ritiene che serbare odio, rancore, invidia o rabbia per molto tempo si possa ripercuotere seriamente sulla nostra salute fisica.

Immagine di donna sovrapposta

Allo stesso modo, la dermatite atopica è legata alla presenza di ansia e fobie. Le persone affette da questo problema tendono a esercitare un controllo severo sui propri impulsi aggressivi, che di conseguenza si manifestano sulla loro pelle. L’orticaria, invece, è associata alla fantasia di essere aggrediti. Le persone che ne soffrono di solito sono paurose, passive e sensibili, soprattutto per quanto riguarda le relazioni sociali.

Come vediamo, tra pelle ed emozioni esiste un vincolo integrale. È per questo che qualsiasi alterazione esterna visibile su quest’organo deve essere curata non soltanto tramite creme idratanti o farmaci, ma risalendo alla sua origine dentro di noi.

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