Il titolo più prestigioso che si può ottenere è quello di brava persona

· 10 ottobre 2016

Il titolo più prestigioso che potete ottenere è quello di brava persona. Questo titolo, di certo, non viene consegnato a scuola o all’università, ma nel nostro cammino lungo la vita. Se i nostri valori sono positivi, si rifletteranno nelle nostre azioni.

Tuttavia, bisogna sottolineare che se crediamo di dover sempre fare bene, entreremo in un vortice dal quale è complicato uscire; non sempre possiamo seminare bontà ed agire in modo corretto.

Quello che vogliamo dire è che, a volte, agire in modo corretto tramite i nostri valori implica una sofferenza che non desideriamo e che, di certo, non è positiva. Essere una brava persona, però, vuol dire ridurre il danno quando è inevitabile. 

pianta

La capacità di amare e di lavorare riflette la nostra maturità

Come disse Sigmund Freud al suo discepolo Erik Erikson, la capacità di lavorare e dare amore sono due meravigliosi indicatori di successo della totale maturità di una persona. Realizzare bene queste due porzioni vitali dà la mano alla nostra intelligenza emotiva.

Per questo motivo, non bisogna stupirsi se, come disse Howard Gardnerd, una persona cattiva non diventerà mai un professionista. La bontà si osserva davvero nella confluenza di una serie di valori che ci aiutano ad essere migliori con noi stessi e con chi ci circonda.

Tuttavia, per evitare di cadere nel mero sentimentalismo carente di autocritica, dobbiamo aver chiaro che la nostra bilancia non deve inclinarsi verso la costante risoluzione tramite il dialogo, la tolleranza e la solidarietà. Tuttavia, non è adeguato nemmeno credere che la forza e l’intolleranza siano la via più adatta per risolvere i problemi.

Il bene e il male, lo yin e lo yang, il bianco e il nero coesistono e strutturano il nostro mondo e la nostra personalità. Essere una brava persona, quindi, dovrebbe intendersi come un equilibrio di forze basato su valori positivi e, pertanto, sul mutuo rispetto.

cuori-in-legno

Non otteniamo nulla credendo di essere dei santi e gli altri dei diavoli. Non otteniamo nulla cadendo nel vittimismo cronico che rende il resto della gente boia dei nostri mali.

Da un punto di vista emotivo, è più intelligente non confondere la tolleranza con il buonismo, altrimenti lo equipareremmo a termini quali la rassegnazione ed altri concetti derivati dal lessico dell’auto-aiuto. Non trabocca in diretto beneficio, ma, come abbiamo detto, ci trascina in un vortice insano.

Quando parliamo di una brava persona, ci riferiamo ad una persona con dignità e valori positivi, che non si lascia calpestare perché deve porgere l’altra guancia. Abbiamo alcuni diritti assertivi che dobbiamo sempre tenere a mente per farci valere, con noi stessi e con gli altri: 

  • Il diritto di essere trattati con rispetto e dignità.
  • Il diritto di provare ed esprimere i propri sentimenti e le proprie opinioni.
  • Il diritto di essere ascoltati ed essere presi sul serio.
  • Il diritto di giudicare le nostre necessità, le nostre priorità e di prendere le nostre personali decisioni.
  • Il diritto di dire di “no” senza sentirsi in colpa.
  • Il diritto di chiedere quello che desideriamo, tenendo in conto che anche i nostri interlocutori hanno il diritto di dire di “no”.
  • Il diritto di cambiare.
  • Il diritto di commettere errori.
  • Il diritto di chiedere informazioni ed essere informati.
  • Il diritto di ottenere quello per cui si è pagato.
  • Il diritto di decidere di non essere assertivi.
  • Il diritto di essere indipendenti.
  • Il diritto di decidere cosa fare con i propri beni, il proprio corpo, tempo, etc. sempre rispettando i diritti altrui.
  • Il diritto di dilettarsi.
  • Il diritto al risposo, all’isolamento, all’essere assertivi.
  • Il diritto di superarsi e di superare gli altri.
cuore-da-cui-nascono-rose

Se esaminiamo questi punti, possiamo notare che l’assertività ci aiuta a mantenere i nostri valori e a salvaguardare la dignità personale ed altrui. Rispettare i nostri diritti è la migliore garanzia per essere brave persone (e non buoniste) ed equilibrare la nostra personalità ed il nostro carattere.

Questo titolo non si ottiene pagando all’università, né facendo un esame o realizzando un lavoro interiore che valuti lo scontro tra i nostri valori e le nostre inquietudini. Viceversa, facendo valere la dignità e i diritti di tutti e mettendo alla prova la nostra etica e la nostra morale (anche se questo presupponga entrare in conflitto).