Pensare positivo per vivere meglio

25 aprile 2018 in Psicologia 1688 Condivisi
Donna con delle farfalle rosse sulla testa pensare positivo

Pensare positivo, avere più controllo sul flusso dei nostri pensieri significa investire sulla qualità della nostra vita. Perché chi controlla il rumore della negatività è in grado di influenzare direttamente le proprie emozioni. Perché chi pensa e sente meglio influenza il proprio comportamento, il proprio organismo e persino la propria salute. Dopotutto, la felicità parte da ciò che accade dentro di noi, non fuori.

Anche se tutti abbiamo ben chiari questi principi, nella nostra vita quotidiana continua a pesare in modo eccessivo quella voce critica e amante della negatività. Quella che ci ricorda i fallimenti di ieri. Quella presenza che ci trascina verso la soglia dell’ansia, anticipando ciò che può o non può accadere se non facciamo questo o quello. Lungi dal disperare a causa di questo modo di pensare che spesso ci caratterizza, vale la pena di avere ben chiaro un aspetto.

“Nessun pessimista ha mai scoperto il segreto delle stelle o dato la speranza a un altro essere umano.”

-Hellen Keller-

I neuroscienziati ci ricordano che il cervello umano è programmato per concentrarsi sugli aspetti negativi. Non è una maledizione o una punizione stampata nel nostro DNA. È il nostro meccanismo di sopravvivenza. Anticipando i pericoli (anche se non sono reali) prepariamo il corpo a difendersi da essi. Dimensioni come la preoccupazione, l’inquietudine o l’ansia portano immediatamente il corpo a secernere varie sostanze chimiche come il cortisolo, in modo da permetterci di essere sempre “allerta”.

D’altra parte, i neuropsicologi ci indicano che i pensieri negativi agiscono come il fumo del tabacco. Non hanno solo un impatto sulla nostra salute e sul nostro benessere. Spesso rimangono stampati nei nostri ambienti, influenzando le nostre famiglie, i nostri amici, e i nostri colleghi di lavoro… Perché anche il cervello dell’ascoltatore cambia, anche lui finisce per sentirsi nervoso e irritabile.

Cerchiamo di imparare a pensare meglio, di investire nella nostra qualità di vita allenando lo stile dei nostri pensieri.

Donna con sfere sulla testa che pensa positivo e vive meglio

Pensare positivo per allenare il cervello verso il benessere

Barbara Fredrickson è una nota scienziata della Stanford University, famosa per i suoi studi in psicologia positiva. Come ci spiega nei suoi scritti, superare il pregiudizio della negatività è una sfida che, una volta raggiunta, diventa un investimento redditizio. Più che un’arte, pensare positivo è il risultato di un allenamento continuo con cui cambiare la programmazione “di fabbrica” ​​del cervello.

Come già sappiamo, la naturale inclinazione della mente è quella di concentrarsi sugli aspetti negativi per garantire la nostra sopravvivenza. Dobbiamo essere in grado di assumere un’altra rotta di percorso, un altro programma più sofisticato con cui investire non solo nell’evitare i rischi, ma anche nel benessere, nella felicità. Dopotutto, un pensiero positivo genera chiarezza, equilibrio e direzione. È smettere di perdersi nelle paludi della paura per essere più proattivi, più sicuri di noi stessi.

Vediamo ora come possiamo allenare il cervello a pensare al meglio, a pensare positivo.

1. Allenare l’attenzione a concentrarsi sul presente

Daniel Goleman , nel suo libro Focus, ci ricorda l’importanza di allenare la nostra attenzione. Dobbiamo vederla quasi come un muscolo, un’entità da mettere al nostro servizio e non al servizio di una mente erratica. L’obiettivo è che questo processo psicologico di base sia più controllato da noi che dagli stimoli esterni o dal pensiero anarchico.

Il circuito del pensiero si estende lungo il giro cingolato posteriore e la corteccia prefrontale mediale. Il nostro ragionamento scorre attraverso queste strutture cerebrali. A volte questa strada fata di cellule, connessioni e neuroni è talmente iperattivata che è difficile tenerla sotto controllo. Presto fanno la loro comparsa la stanchezza, lo stress, l’apatia, la negatività…

Un modo per avere il controllo sul pensiero è controllare la nostra attenzione. Per riuscirci, niente di meglio che “disconnettere” questo flusso di pensieri. Proviamo a non pensare a niente per almeno 15 minuti. Immaginate la superficie di un lago silenzioso e liscio come uno specchio. Tutto è equilibrio, non ci sono suoni. Solo calma.

Dopo aver messo a tacere la voce dei pensieri, ci concentreremo su quello che ci circonda. Nel momento presente.

Foglia sull'acqua che rappresenta l'arte di pensare positivo per vivere meglio

2. Pensare positivo, l’arte di avere uno scopo

Pensare positivo richiede uno scopo. La negatività e tutto quel rumore di pensieri invalidanti è come un ciclone senza una meta che cattura tutto. Per rompere questo pregiudizio mentale improduttivo, dunque, è necessario definire il nostro scopo.

Voglio sentirmi bene, voglio essere calmo, voglio raggiungere i miei obiettivi, voglio stare bene con me stesso…

Tutti questi obiettivi hanno una direzionalità, un senso chiaro. Una volta focalizzata la nostra attenzione sul momento presente, enunceremo uno a uno tutti i nostri propositi con convinzione. L’impostazione degli obiettivi è la chiave del benessere, è dare un senso alla vita, è darci speranza e lasciare che queste emozioni positive influenzino il nostro comportamento.

3. Allenare la capacità del cervello di lavorare con informazioni positive

Pensare positivo non richiede solo un buon approccio, un’attenzione adeguata, uno scopo e una volontà. Richiede anche di estendere le reti cerebrali per ricordare l’importanza di lavorare con informazioni positive. Cosa intendiamo con questo? Intendiamo che a volte, anche se diciamo “ho un obiettivo da raggiungere”, la mente rimane posizionata nei vecchi meccanismi, in percorsi di azione negativi e invalidanti.

  • Per lavorare con informazioni positive, dobbiamo abbattere i nostri atteggiamenti limitanti.
  • Dobbiamo dare forma a un Io più rilassato, aperto alle esperienze e ottimista. Dobbiamo mettere da parte gli errori di ieri per vedere le opportunità del presente.
  • Sarà molto utile imparare a mettere dei filtri per rimanere solo con le informazioni utili, quelle che aiutano, quelle che stimolano e non quelle che ci collocano ancora una volta nella nostra zona di comfort.

Donna con una nave

Per concludere, sappiamo che pensare positivo ci permette di vivere meglio e godere di un adeguato equilibrio interiore. Ma anche il “pensiero positivo” richiede un profondo lavoro personale. Dobbiamo riconciliarci con il nostro “io” presente per sentirci degni di qualcosa di meglio. Solo allora il nostro “io” futuro si consoliderà in modo più forte, creativo e gentile con sé stesso.

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