Pensiero divergente: cos’è e come svilupparlo

· 19 dicembre 2017

Il pensiero divergente o laterale è caratterizzato dalla capacità di generare soluzioni molteplici e ingegnose per lo stesso problema. Si tratta di una concentrazione mentale spontanea, fluida e non lineare, che si basa sulla curiosità e sull’anticonformismo. In realtà è anche un modo di pensare molto comune nei bambini, per i quali la gioia, la fantasia e la freschezza offrono più libertà al ragionamento.

Il pensiero divergente è di attualità. In una società in cui tutti hanno competenze simili, giunge un momento nel quale le grandi aziende iniziano a valutare altre capacità, altre dimensioni che offrano ingegno, vitalità e autentico capitale umano per i loro progetti. Una persona in grado di fornire innovazione, creatività e nuovi obiettivi può diventare, dunque, un ottimo candidato per molti di questi progetti organizzativi.

Tuttavia, bisogna ammettere che le nostre scuole e università, nella loro metodologia, continuano a dare la priorità a un tipo di pensiero chiaramente convergente. Negli anni ’60, J.P. Guilford differenziò e definì il pensiero convergente e il pensiero divergente.

“La creatività è l’intelligenza che si diverte”

-Albert Einstein-

Anche se sottolineò l’importanza di allenare i bambini a quest’ultimo approccio mentale, le istituzioni educative non gli prestarono molta attenzione. In generale diedero e danno la priorità a una riflessione (o meglio, alla mancanza della stessa) nella quale lo studente deve applicare il pensiero lineare e un insieme di regole e processi per raggiungere un’unica soluzione, che è quella definita come corretta.

Se è vero che in molte occasioni questa strategia è utile e necessaria, dobbiamo ammettere che la vita reale è troppo complessa, dinamica e imprecisa perché possiamo credere che i nostri problemi abbiano una sola opzione. Pertanto, dobbiamo sviluppare un vero e proprio pensiero divergente.

Per questo motivo, sono molti i centri educativi che incoraggiano i loro studenti affinché non si limitino a trovare la risposta giusta. L’obiettivo è quello di essere in grado di creare e suggerire nuove domande.

Volto di donna che allena il pensiero divergente

Il pensiero divergente e i suoi processi psicologici

Prima di procedere, è bene chiarire una cosa. Nessun pensiero è migliore di un altro. Il pensiero convergente è utile e necessario in numerose occasioni. Tuttavia, il vero problema è che ci hanno “addestrati” a pensare in un solo modo, lasciando da parte (e addirittura annullando completamente) la spontaneità, l’ingegno e l’intrigante libertà.

In molti corsi formativi al pensiero divergente, è comune che agli studenti vengano poste domande quali:

  • Quali cose si potrebbero fare con un mattone e una penna? Se vi diamo uno spazzolino da denti e un bastone, quali modi di utilizzo vi vengono in mente?

Siamo consapevoli del fatto che inizialmente può risultare difficile farsi venire anche una sola idea. Tuttavia, ci sono persone in grado di dare numerose risposte e idee ingegnose, in quanto hanno un alto potenziale di ciò che Edward de Bono ai suoi tempi aveva chiamato “pensiero laterale”. Per capire meglio come funziona, vediamo le tipologie di processi psicologici che lo compongono.

Mani che creano un'inquadratura e rappresentano il lavoro sul pensiero divergente

Le reti semantiche o la teoria della connettività

Il pensiero divergente è in grado di trovare relazioni tra idee, concetti e processi che apparentemente non hanno alcuna somiglianza. Gli psicologi esperti in creatività ci dicono che le persone presentano diverse reti mentali di associazione:

  • Le persone con reti semantiche “ripide” sono governate più dalla logica e dal pensiero lineare.
  • Le persone con le reti semantiche “piatte” dispongono di reti mentali molto più connesse e al contempo flessibili. Questo significa che a volte mettono in relazione tra loro due cose che non hanno senso, ma a poco a poco utilizzano altre reti fino a raggiungere un’idea ingegnosa e innovativa.

Emisfero destro ed emisfero sinistro

Abbiamo sentito parlare tutti della teoria che ci dice che l’emisfero destro è quello creativo, mentre quello sinistro è quello logico. Basandoci su questo, le persone che fanno uso di un pensiero divergente o laterale faranno uso preferenziale dell’emisfero destro. In realtà dobbiamo essere cauti con tali idee sulla lateralizzazione o dominanza cerebrale, perché vi sono molte sfumature.

Non possiamo vedere il cervello come un’entità con aree delimitate. Di fatto, quando dobbiamo creare un’idea, che sia ingegnosa, conservatrice, logica o altamente creativa, ci serviamo di quest’organo nella sua interezza. Tuttavia, la chiave è come colleghiamo un’idea con l’altra. Le persone più ingegnose fanno uso di un pensiero ad albero, ovvero le loro connessioni cerebrali sono molto intense in entrambi gli emisferi, non in uno solo.

“L’immaginazione è il principio della creazione. Immagina quello che vuoi, persegui quello che immagini e, infine, crea quello che hai perseguito”

-George Bernard Shaw-

Lampadina con dentro una tartaruga, in rappresentazione dell'originalità del pensiero divergente

Come allenare il pensiero divergente

Lo abbiamo detto all’inizio, tutti noi, qualunque sia la nostra età, siamo in grado di allenare il nostro pensiero divergente. A tale scopo, ci dobbiamo concentrare su quattro obiettivi molto chiari:

  • Migliorare la nostra fluidità: la capacità di produrre un gran numero di idee.
  • Migliorare la nostra flessibilità: essere in grado di creare idee diverse sulla base di diversi campi del sapere.
  • Originalità: capacità di creare idee innovative.
  • Migliorare la nostra elaborazione: capacità di migliorare le nostre idee, per svilupparle con più raffinatezza.

Di seguito vi proponiamo quattro modi per farlo.

Esercizi di sinettica

“Sinettica” è un termine coniato dallo psicologo William J.J. Gordon. In pratica significa essere in grado di trovare le connessioni e le relazioni tra concetti, oggetti e idee che apparentemente non hanno nessuna unione. Questo esercizio richiede un’elevata attività mentale, e possiamo eseguirlo ogni giorno scegliendo noi stessi i concetti. Per esempio:

  • Cosa posso fare con una graffetta e un cucchiaio?
  • Che rapporto potrebbe esistere tra il fiume Limpopo in Africa e il lago Baikal in Siberia?

Tecnica Scamper

La tecnica Scamper è un’altra strategia di sviluppo di idee creative sviluppata da Bob Eberle. Ci sarà molto utile per creare qualcosa di innovativo e per allenare il nostro pensiero. Per esempio, mettiamo il caso che dobbiamo farci venire un’idea per il nostro lavoro. Una volta che abbiamo questa “idea”, la faremo passare attraverso questi “filtri”:

  • 1) Sostituire qualche elemento di questa idea con un altro (cosa possiamo cambiare nel nostro modo di divertirci? E del nostro modo di lavorare?).
  • 2) Ora combiniamole tutte (Cosa possiamo fare per rendere il nostro lavoro più divertente?).
  • 3) Adattiamole (Cosa fanno in altri paesi per lavorare con meno stress?).
  • 4) Modifichiamole (Come lavorare e non stressarsi?).
  • 5) Diamogli altri usi (cosa c’è nel mio lavoro che possa renderlo divertente anche se non è stato pensato specificamente per questo?).
  • 6) Eliminiamone qualcuna (e se arrivassi in un po’ in anticipo per sfruttare meglio la giornata?).
  • 7) Riformuliamo (Che cosa succederebbe se…?).
Ragazza circondata da nuvole

Lo stato d’animo e un buon riposo

Uno studio condotto dalla psicologa Nina Lieberman, raccolto nell’interessante libro Playfulness: Its Relationship to Imagination and Creativity, ha rivelato qualcosa di interessante. Il pensiero divergente va di pari passo con la gioia, l’ottimismo e il benessere interiore. Avere buone relazioni sociali, godere di un buon riposo ed essere libero da pressioni, ansia e stress ottimizza il pensiero divergente.

È chiaro che a volte, nei nostri doveri da adulti, nel nostro stile di vita così pieno di pressioni e preoccupazioni, trascuriamo gran parte di queste dimensioni così importanti. Potremmo anche concludere che questo tipo di pensiero nasce anche da una sorta di atteggiamento verso la vita, nel quale si può essere liberi, felici, anticonformisti, apertI alle esperienze…

Coltiviamo queste dinamiche. Vivere bene per pensare meglio può essere sicuramente un buon obiettivo su cui lavorare ogni giorno…