Pensiero divergente nei bambini

· 11 Marzo 2019
Il pensiero divergente nei bambini ha un potenziale incredibile tra i 4 e i 6 anni. Tuttavia, a 10 anni si riduce di circa il 60%.

Il pensiero divergente nei bambini è un dono eccezionale, oltre che naturale (nessuno ha ancora detto loro cosa è normale e cosa no). La mente aperta è piena di possibilità, di pensieri insoliti, originali e sempre idiosincratici. A volte questo potenziale creativo tende a svanire con la crescita a causa di un sistema educativo che tende a standardizzare il modo di pensare degli alunni, uniformandone le prospettive.

La maggior parte di noi sa che avere il coraggio di ragionare in modo diverso può essere pericoloso. Ad esempio, Galileo lo verificò sulla sua pelle quando le sue idee gli valsero gli ultimi anni di vita, trascorsi recluso in casa a Firenze. Le menti aperte sfidano il mondo, non c’è dubbio, ma lo aiutano anche a progredire.

È chiaro che i tempi sono cambiati, che i finali vissuti da altri scienziati come Giordano Bruno non si verificano più. Tuttavia, possono verificarsi altre situazioni. Come insegna Sir Ken Robinson, noto esperto in educazione, le scuole attuali stanno “uccidendo” la creatività dei bambini.

Secondo lui, i nostri istituti scolastici basano i modelli curricolari su sistemi antichi, di un’epoca in cui l’industrializzazione della società ha valorizzato alcune capacità invece di altre. Promuovere l’innovazione, la creatività o il pensiero critico era (e lo è spesso) insolito dal momento che esiste una gerarchia di discipline e competenze molto rigide di cui occuparsi.

Dimentichiamo che i bambini vengono al mondo “equipaggiati” di talento straordinario. Sottovalutiamo il potenziale del loro pensiero divergente, quel muscolo psichico straordinario che a volte svanisce con l’educazione, esclusivamente, del pensiero convergente.

“Non importa ciò che stai guardando, ma quello che riesci a vedere.”

-Henry David Thoreau-

Bambino con fiore

Il pensiero divergente nei bambini

Henry David Thoreau è stato uno dei filosofi più rivoluzionari. Le sue idee insolite sulla libertà e la responsabilità lo hanno reso una di quelle figure guidate sempre da un pensiero chiaramente divergente. Ritrovare i suoi testi di tanto in tanto è un modo per trovare l’ispirazione in molteplici aspetti.

Ci ha insegnato che la vita è una tela per l’immaginazione. Ci ha dimostrato che esistono persone che nascono con una musica interiore diversa e che a queste bisogna lasciare spazio, perché la libertà porta all’autorealizzazione. Con i bambini succede quasi lo stesso. Tuttavia, non sempre siamo in grado di intuire quella melodia magica e quell’incredibile potenziale che si nasconde all’interno di ogni bambino.

Esperti in merito come il dottor Len Brzozowski sottolineano aspetti interessanti, scoperti attraverso uno studio condotto insieme agli psicologi George Land e Beth Jarman. I dati di questo lavoro sono stati pubblicati nel libro Break Point and Beyond: Mastering the Future Today.

  • Il pensiero divergente nei bambini di 5 anni presenta punteggi simili a quello di un adulto con elevate capacità intellettuali. Così, quando ai piccoli viene chiesto quanti utilizzi può avere una tazza, una matita o una scarpa, possono dare fino a 100 risposte (valide). Un adulto di solito dà in media 10-12 risposte.
  • Se sottoponiamo un bambino di 10 anni allo stesso test di pensiero divergente, ci accorgiamo che quel potenziale si è ridotto, mediamente, di circa il 60%.
Bambina che gioca

I bambini in età prescolare sono autentici geni

Il pensiero divergente nei bambini dai 4 ai 6 anni presenta un punteggio affascinante. In questo caso, è necessario fare riferimento a quanto sottolineato dal professore di neurologia della Scuola Medica di Harvard, Álvaro Pascual-Leone. Durante questa età si verifica nel cervello la cosiddetta potatura sinaptica.

Sono quei periodi sensibili del sistema nervoso in cui si verifica una potatura neuronale programmata, modificabile solo dalle esperienze. Se non ci sono stimoli adeguati, nel corso del tempo questa potatura cellulare limiterà gran parte del potenziale d’apprendimento del bambino.

Non si tratta di avere “molte connessioni neuronali”, perché allora il cervello presenta un eccesso di “rumore” (come succede nel disturbo dello spettro autistico). La chiave sta nell’ottimizzare quella potatura con l’apprendimento e la stimolazione più adeguata, la migliore. Soprattutto nel periodo compreso tra i 4 e i 6 anni, durante il quale i bambini hanno il loro intero potenziale intatto.

Come possiamo proteggere e migliorare il pensiero divergente?

Il pensiero divergente nei bambini ha particolari necessità d’apprendimento che devono essere soddisfatte affinché non venga perso. Queste sono:

  • Necessità di un apprendimento a immersione. I bambini devono sperimentare, sentire, toccare, emozionarsi… Devono farlo in gruppo con altri bambini, ma anche da soli, per favorire il lavoro autonomo (e il proprio spazio di creatività);
  • Esercitare un apprendimento in cui non esiste (per quanto possibile) una risposta unica valida. Il pensiero divergente è abile a creare molteplici opzioni per una stessa sfida. Se le idee vengono sanzionate spesso ed etichettate come “incorrette” o “sbagliate” produrrà demotivazione;
  • I bambini devono sentirsi emotivamente valorizzati. Sentirsi accettati, rispettati, valorizzati e amati li aiuterà a sentirsi liberi di esplorare, scoprire nuovi interessi, proporre risposte, idee e pensieri sapendo che non saranno criticati.
Pesce che salta da una boccia più piccola a una più grande

Infine, è importante sottolineare che stimolare e proteggere il pensiero divergente non implica affatto l’eliminazione completa del pensiero convergente. In realtà, si tratta di uniformare entrambe le dimensioni. A volte, alcuni problemi necessitano di una soluzione unica e anche i bambini devono esserne consapevoli..

Gli adulti devono quindi essere in grado di curare e migliorare queste realtà. Non dimentichiamo la famosa frase di Albert Einstein: “Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi, passerà tutta la sua vita a credersi uno stupido”.