Bisogna pentirsi solo delle occasioni perse

17 luglio 2017 in Psicologia 0 Condivisi

Che non vi venga in mente di pentirvi di ciò che avete intrapreso, del coraggio che avete riposto in ogni azione compiuta per raggiungere una meta o un sogno. Pentirsi di ciò che si è fatto semplicemente perché poi non è andata proprio come ci aspettavamo è assurdo, è una perdita di tempo ed energie. Se fosse andata bene ve ne pentireste lo stesso?

Se la risposta è no, allora vuol dire che non vi pentite di esservi lanciati nell’impresa; a provocarvi davvero questo senso di pentimento è non aver pensato al fatto che alle volte le aspettative vengono deluse. La vita è fatta così, non è successo niente di grave.

Il fallimento deve servirci per imparare e per riprovare facendo uso delle lezioni impartiteci dall’esperienza.
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Dovete pentirvi se rimanete nella zona di comfort a sognare cosa potrebbe essere successo “se…”. In questo caso, quando non ci proviamo neanche, abbiamo già smesso di inseguire i nostri obiettivi. Ci accontentiamo di una vita carente di emozioni solo per paura della frustrazione.

Forse non vi piacerà sentirvelo dire, ma la frustrazione e le delusioni fanno parte della vita. Prima o poi si presenteranno, anche se non rischiate, anche se non fate il salto nel buio con qualche progetto in mano. Entreranno dalla porta sul retro: con la vostra famiglia, il vostro partner, il vostro lavoro. Persino la mancanza stessa di rischio può trasformarsi in una fonte di frustrazione.

Non collezionate pentimenti

Tutte le vostre decisioni, le vostre azioni, tutto ciò che avete sognato, per cui avete lottato e su cui avete scommesso fa parte della vostra essenza, della persona che siete, è il punto su cui avete voluto focalizzare la vostra vita. Nessuno dovrebbe pentirsi di chi è o di come ha scelto di vivere.

Quel che è certo è che, in questa società, il successo è sopravvalutato e pare che abbiano valore solo le persone che, seppur rischiando, alla fine trionfano.

Diamo troppo peso al risultato, mentre non ne diamo abbastanza al processo, al sacrificio e allo sforzo delle persone che si fanno in quattro per raggiungere i loro obiettivi. Ad alcune andrà a finire bene, altre perderanno la scommessa con se stesse.

È quest’essenza a non avere davvero valore: avere una meta che ci stimoli a continuare a vivere, una meta che amiamo, per cui siamo disposti a perdere soldi, tempo ed energie. In realtà, è questo che ci motiva davvero e che ci rafforza, non tanto il risultato. La bellezza di vederci costruire ciò che vogliamo è quello che ci fa alzare ogni mattina e che ci fa sentire ogni giorno un po’ più felici.

Non dovete pentirvi delle azioni intraprese; pentitevi, se proprio dovete, di ciò che non avete provato a fare per paura di fallire. Non vi stiamo dicendo di auto-fustigarvi per aver dato troppo peso alla paura, anche se di certo è ora che vi rendiate conto che vi siete lasciati trasportare completamente da un’emozione.

Non preoccupatevi, anche da questo imparerete. Nessuno è perfetto e capita spesso di lasciarsi guidare e manipolare da alcune emozioni. Ma da questo dovete trarre una lezione, potete farlo. Battete il pugno sul tavolo e prendete la decisione di spiccare il volo, una volta per tutte, a qualsiasi costo!

Siate coraggiosi per poter prendere il volo, ma anche per gestire la caduta

Le persone mature sono quelle che hanno sogni e speranze, ma anche i piedi per terra. Si conoscono così bene e si accettano in maniera così incondizionata da sapere perfettamente fino a dove possono arrivare.

Conoscono i loro limiti e il loro potenziale e, su questa base, tracciano un piano che sanno portare a termine, perché sanno di avere sufficiente controllo sulla situazione.

Per controllo intendiamo tutto ciò che si può davvero controllare, ovvero ciò che dipende da noi: le frustrazioni, le azioni, le decisioni, la tolleranza.

Le persone mature sono coraggiose, hanno la testa nel presente, ma allo stesso tempo immaginano un futuro migliore. Vogliono nutrirsi di vita afferrandola forte con i denti, e non assaggiandola timidamente, come quelli che fanno una smorfia di disgusto ancora prima di aver provato un sapore nuovo. Il loro modo di pensare si può riassumere così: “Se siamo al mondo è per vivere, allora viviamo. Se le cose vanno male, vedremo come gestirle”.

Questo non vuol dire che sono dei folli e che non sanno quello che fanno. In realtà anche gli impulsivi sono pieni di paura. La loro maturità e intelligenza emotiva li rende coraggiosi, ma anche responsabili e cauti.

Il loro trucco è quello di non intimorirsi quando pensano all’eventuale fallimento. Difatti, essendo realisti, non lo vedono come probabile, ma solo come possibile.

Cosa aspettate a trovare un po’ più di coraggio? Volete rimanere per sempre a riva, senza sapere cosa significhi nuotare nel mare? Siete a questo mondo per vivere, per rischiare, per sperare e per scoprire la magia che si nasconde dietro i vostri sogni ed obiettivi. Se fallirete, imparerete qualcosa di nuovo e riprenderete il volo. Non pentitevi di ciò che fate, al massimo pentitevi di ciò che non fate a causa della paura.

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