Perché parliamo nel sonno?

· 5 maggio 2015

Alcuni studi affermano che, almeno una volta nella vita, tutti noi abbiamo pronunciato qualche parola mentre dormivamo. La verità è che è davvero curioso tutto quello che possiamo fare durante questo stato onirico: il nostro cervello rimane incredibilmente attivo, organizza le informazioni, seleziona ed elimina dati, sogniamo e. a volte, oltre a parlare, diventiamo anche sonnambuli.

Sigmund Freud fu senza dubbio uno dei pionieri nella scoperta di questa aspetto incosciente, onirico e di tutto ciò che si nasconde dietro alle palpebre addormentate.

Oggi non vogliamo spiegarvi il significato dei sogni, né capire i misteriosi compiti che realizza il nostro cervello mentre riposiamo. Vogliamo invece trovare una risposta ad una domanda un po’ inquietante: perché le persone parlano nel sonno? 

Il sonniloquio

Nome complesso per un comportamento complesso. Il sonniloquio è un tipo di parasonnia, ovvero un tipo di disturbo del comportamento che si verifica mentre dormiamo. Non spaventatevi per la parola disturbo, non è niente di grave o di pericoloso, né presenta conseguenze  psicologiche.

Si tratta di un fenomeno che si verifica mentre ci si trova nella fase REM (rapid eye more o movimento rapido degli occhi), conosciuto anche come sonno paradosso, quell’istante magico in cui, semplicemente, si aprono le porte ai sogni.

In questa fase i nostri neuroni lavorano in modo particolarmente intenso, quasi allo stesso livello di quando siamo svegli. I sogni ne accelerano le funzioni, sogniamo di correre, volare, abbracciare e…parlare.

Se pronunciamo delle parole mentre dormiamo, è perché durante la fase REM  si rompe momentaneamente l’equilibrio del sonno. Normalmente i nostri muscoli, la nostra bocca e le nostre corde vocali sono inattivi, ma per un brevissimo istante si perde il controllo e le parole dei nostri sogni vengono pronunciate  a voce alta. Si tratta di una disconnessione onirica durante la quale il sistema motorio ricomincia ad essere attivo. 

Tuttavia, c’è dell’altro. Può esistere una seconda opzione mediante la quale lasciamo scappare una parte del nostro discorso mentre stiamo dormendo. Esiste un altro tipo di sonno chiamato transitorio, al di fuori dello stato REM. È uno stato nel quale siamo semi-svegli e durante il quale si attivano immediatamente alcuni stati di vigilanza che ci permettono di parlare ad alta voce.

I dati ci dicono che almeno il  50% della popolazione parla nel sonno. In realtà, però, quasi tutti lo facciamo in determinati momenti: quando stiamo attraversando un periodo di ansia e di stress, un istante in cui le pressioni della nostra vita quotidiana si riflettono anche nei nostri sogni, accelerando ulteriormente la tensione dei nostri neuroni e provocando effetti come questo. Parliamo, ci svegliamo di colpo, stringiamo i denti e a volte si verificano anche episodi di sonnambulismo.

Tuttavia, cosa diciamo durante questi attimi? Ha senso quello che pronunciamo? La verità è che no, emergono solo parole isolate dette ad alta voce nei nostri discorsi onirici, espressioni che a volte sono emotivamente significative per noi in un preciso istante, ma totalmente incomprensibili per le persone che abbiamo affianco. Fate attenzione a quelle improvvise parole che emergono involontariamente mentre dormiamo….