Come affrontare i pensieri negativi?

27, dicembre 2014 in Psicologia 849 Condivisi

Lottare contro i pensieri negativi fa sì che rivolgiamo la nostra attenzione verso di essi, aumentandone l’importanza. E se l’origine e la persistenza dei nostri problemi e malesseri fosse legata a questo? Vi proponiamo una soluzione: la metafora dell’autobus. Spesso siamo assaliti da pensieri negativi come: “Non dovevo comprare un appartamento con un’ipoteca così alta”, “Ho perso tempo a studiare qualcosa che non mi serve”, “Non troverò nessuno come lui/lei”, “Avrei dovuto essere più comprensivo/a, sono stato/a troppo rigido/a” o “Mi sento male da quando gliel’ho detto ieri”. Lottare contro i pensieri negativi, dando essi retta, è come pubblicizzarli: li alimentiamo, di conseguenza il nostro malessere e l’ansia aumentano, ovvero, lasciamo che crescano dentro di noi. Se qualcuno viene lasciato dal/la partner, può iniziare a pensare che non incontrerà nessuno come la persona che ha avuto accanto fino a quel momento, allora smetterà di uscire o andrà in cerca di avventure, forse per non sentirsi solo/a. Ancora, se crediamo che un esame è difficile e che non lo supereremo o che un colloquio di lavoro sarà difficile, ci inventeremo un sacco di scuse per dedicare meno tempo all’obiettivo e sentirci più tranquilli. La cosa curiosa è che non deve verificarsi qualcosa di particolarmente grave per rimuginare sull’accaduto e perché i pensieri negativi diventino uno stile di vita che influenza le nostre decisioni.

Come affrontare i pensieri negativi?

Di fronte ad un pensiero negativo, o lo si affronta, come abbiamo già visto, cercando di razionalizzarlo, di trasformarlo in positivo esprimendo quello che si vuole, oppure lo si lascia stare, senza cercare di controllarlo, o si guarda a quello che si ha o che si vuole fare. Ognuno sceglie l’opzione che più gli/le conviene, senza dimenticare che l’obiettivo principale della scelta è il benessere e la crescita personale.  Di fronte alle tre opzioni, le prime due sono quelle da cui trarre maggior beneficio, perché portano a quello che uno vuole veramente, nel primo caso il linguaggio da negativo diventa positivo, nel secondo non si presta attenzione al pensiero negativo. Per capire meglio di cosa stiamo parlando, introduciamo la metafora dell’autobus e dei passeggeri, che ci permetterà di osservare come i pensieri negativi o le emozioni negative possano prendere il controllo e farci cambiare piani, direzioni, strade e perfino farci fermare.

La metafora dell’autobus e dei passeggeri

“Immaginate di essere l’autista di un autobus che trasporta molti passeggeri. I passeggeri sono pensieri, sentimenti, ricordi e tutte le cose che riguardano la vita dell’uomo. State guidando un autobus con un’unica porta per salire, solo per salire. Mentre siete alla guida, alcuni passeggeri iniziano a minacciarvi dicendovi quello che dovete fare, dove andare, giri a destra, vada più veloce, etc., vi insultano e vi scoraggiano, siete cattivi conducenti, siete dei falliti, nessuno vi ama. Voi vi sentite male e fate tutto quello che chiedono per farli stare zitti, perché vadano in fondo all’autobus per un momento e vi lascino guidare tranquilli. Un giorno però, vi stancate delle minacce dei passeggeri e volete cacciarli dall’autobus, ma non potete, allora li affrontate e discutete con loro. Senza rendervi conto, la prima cosa che avete fatto è stata fermarvi, avete smesso di guidare e non state andando da nessuna parte. I passeggeri sono molto forti, resistono e non riuscite a farli scendere dall’autobus. Rassegnati, tornate al vostro posto di guida, iniziate a guidare verso dove vi ordinano di andare per farli smettere.

In questo modo, per evitare di essere infastiditi e sentirvi male, iniziate a fare tutto quello che ordinano i passeggeri e guidate l’autobus verso la direzione che vi indicano per non discutere con loro e non vederli. Fate quello che vi ordinano e lo fate ogni volta più in fretta, nella speranza di buttarli fuori dalla vostra vita. Presto, senza rendervene conto, i passeggeri non dovranno nemmeno dirvi “Gira a sinistra” perché voi giriate a sinistra, evitando le loro minacce. Così, senza perdere troppo tempo, inizierete a giustificare le decisioni come se credeste che non sono più sull’autobus, convincendovi che state conducendo l’autobus verso l’unica direzione possibile. Il potere di questi passeggeri si abbassa a minacce del tipo “Se non fai quello che ti diciamo, appariremo e ti costringeremo a guardarci e ti sentirai male”. Ma questo è tutto quello che possono fare.

È vero che quando compaiono questi passeggeri, pensieri e sentimenti molto negativi, sembra che facciano danni, per questo accettate il modo in cui vi trattano e fate quello che dicono perché vi lascino tranquilli e vadano in fondo all’autobus. Cercando di mantenere il controllo sui passeggeri, in realtà avete perso la direzione dell’autobus! Loro non girano il volante, non schiacciano l’acceleratore o il freno, non decidono dove fermarsi. Gli autisti siete voi. Ci sarà sempre un rumore di fondo, ma potete decidere dove guardare, cosa ascoltare e se questo rumore è una presenza importante, accettatelo e basta.

Immagine per gentile concessione di Francisco Peralta e Tim brown