“Una persona cattiva non diventerà mai un professionista”

· 26 agosto 2016

“Una persona cattiva non diventerà mai un professionista”, ha affermato il padre delle intelligenze multiple, Howard Gardner, in un’intervista concessa al giornale spagnolo “La Vanguardia”.

In questa intervista ha fatto alcune riflessioni molto interessanti e, con esse, ci ha dato la possibilità di maturare un’idea che riflette una verità demolitrice. Solo le brave persone possono diventare eccellenti professionisti. Quelle cattive, al contrario, non potranno mai esserlo, anche se possono acquisire grandi competenze tecniche.

Questo ci fa riflettere riguardo la possibilità di categorizzare le persone in buone o cattive. Questa distinzione potrebbe sembrare fittizia, poiché gli esseri umani non rispondono ad una dicotomia, bensì sono composti da un insieme di qualità.  

Queste qualità, ovviamente, possono essere positive o negative. Quando le mettiamo su una bilancia, il piatto potrebbe abbassarsi a favore di quelle negative; è proprio questo che intendiamo con il titolo del nostro articolo.
Howard spiega teoria cattive persone

La bontà e l’equilibrio: la base della nostra professionalità 

Ci deve essere un equilibrio tra l’impegno, l’etica e l’eccellenza per poter diventare grandi professionisti. Diciamo che per “essere davvero bravi”, bisogna mettere l’anima, le emozioni, i sentimenti e l’impegno nel nostro lavoro. In questo senso, questo frammento di intervista ad Howard Gardner riflette la correttezza delle sue parole:

-Giornalista: Perché esistono eccellenti professionisti che sono pessime persone?  

-Howard: Non esistono. In realtà, le persone cattive non riusciranno mai ad essere veri professionisti. Possono avere buone competenze tecniche, ma non saranno mai eccellenti.

-G: A me vengono in mente alcune eccezioni…

-H: È possibile verificare è che i migliori professionisti sono sempre eccellenti, etici e si impegnano molto in ciò che fanno.

-G: Non si può essere cattive persone e, allo stesso tempo, ottimi professionisti?

-H: No, perché non si raggiunge l’eccellenza se non si pensa si superare la soddisfazione del proprio ego, delle proprie ambizioni e della propria avarizia. Se non ci si impegna in obbiettivi che vanno oltre le proprie necessità, che guardano alle esigenze di tutti. E questo esige etica.

-G: Per diventare ricchi, a volte si sbaglia.

-H: Senza principi etici, si può diventare ricchi o tecnicamente preparati, ma non eccellenti.

-H: È una bella notizia!

-H: Oggigiorno non tanto, perché abbiamo scoperto che i giovani sono etici, ma non all’inizio della loro carriera, perché credono che, senza mettere da parte i loro principi, non avranno successo. Vedono l’etica come un lusso che solo chi ha raggiunto il successo può concedersi.

cuore che fa sbocciare rose

L’importanza di essere, soprattutto, umani

Conosci tutte le teorie. Domina tutte le tecniche.Tuttavia per toccare un’altra anima umana, devi semplicemente essere un’altra anima umana”. Queste sono meravigliose parole dell’emblematico psicoanalista Carl Gustav Jung, parole che rivelano una grande realtà.

È importante essere brave persone prima di essere bravi professionisti, poiché questo ci permette di sviluppare le nostre qualità professionali. Non possiamo separarci dal nostro essere, ovvero non possiamo dissociare la nostra vita interiore da quella professionale.  

Parliamo di essenza, di quelle qualità che ci aiutano a non perdere noi stessi quando siamo insieme agli altri, a conoscerci e a non riconoscerci, a trasformarci attraverso le lezioni che impariamo, ad avere un cuore buono, a migliorare ogni giorno e a contemplarci come arcobaleni colorati.

Perché, se c’è qualcosa che dobbiamo avere ben presente, è che le persone a volte sono bianche, a volte nere e altre volte di tantissimi colori. Se la bilancia pesa più verso le qualità positive, riusciremo a raggiungere l’eccellenza nella nostra professione e in tutti gli ambiti della nostra vita.