Persone che mettono a disagio, che fare?

· 22 Febbraio 2019
Con alcune persone ci sentiamo a disagio fin dal primo momento. Farci guidare da una prima valutazione, tuttavia, ci espone al rischio di cadere nel pregiudizio. È meglio analizzare con attenzione e obiettività cosa produce in noi questo rifiuto.

Ci sono persone che mettono a disagio “a pelle” o almeno ci fanno sentire tali. Avvertiamo qualcosa nel loro atteggiamento, nel loro modo di guardare, di comportarsi con gli altri, di invadere spazi o addirittura di parlare. È come se dentro di noi si attivasse un campanello d’allarme, sofisticato ma allo stesso tempo primordiale, che ci mette in guardia, ci chiede di allontanarci o di stare attenti.

Chi non ha provato almeno una volta questa sensazione? Avviene soprattutto prima di conoscere meglio l’altra persona. Il nostro cervello è attento a una serie di stimoli, indizi e gesti, per decidere in modo rapido se possiamo fidarci o no della persona che abbiamo davanti. Naturalmente, a volte si sbaglia e le prime deduzioni risultano, in seguito, affrettate.

Ecco perché, prima di formulare un giudizio avventato in cui contano, più che tutto, i nostri pregiudizi, è necessario capire da cosa dipenda il disagio. Mark Schaller, docente di psicologia all’Università del British Columbia, lo conferma. Il nostro cervello ricorre a precise risposte cognitive e comportamentali che hanno la funzione di proteggerci o salvaguardare la nostra integrità.

Ebbene, in alcune circostanze, queste reazioni rispondono più all’istinto che a una valutazione obiettiva e realistica. Il consiglio, quindi, è di considerare e soppesare l’influenza di un possibile pregiudizio. Insomma, la scelta migliore è coniugare la logica all’istinto.

Fidarsi di tutti è insensato, ma non fidarsi di nessuno è stupidità patologica

Giovenale

Uomo e donna a disagio

Persone che mettono a disagio fin dal primo istante: è giusto seguire l’istinto?

Tutti facciamo uso, chi più chi meno, di quello che viene chiamato “pregiudizio autoprotettivo”. In altre parole, anticipiamo pensieri e giudizi sulle persone, in modo quasi automatico. Questo comportamento corrisponde, in realtà, a un istinto atavico di autoconservazione. Cerchiamo, in genere, di essere prudenti con gli estranei e di proteggerci.

Studi come quello condotto dall’Università dell’Arizona indicano che il pregiudizio è radicato nel nostro cervello ed è parte di una risposta adattiva e difensiva. Come ben sappiamo, tuttavia, ci può portare a formulare anche giudizi ingiustamente negativi e stereotipati. Per questo motivo, alla domanda “di fronte alle persone che mettono a disagio devo seguire l’istinto?” la risposta è: non sempre.

“Non mi piace come mi guarda”

Sentirsi a disagio soltanto a causa di uno sguardo è possibile. Ci sono persone che, in effetti, posano gli occhi sugli altri con severità o addirittura disprezzo. Nel corso di una ricerca condotta dall’Università di Tel Aviv nel 2018, molte donne hanno dichiarato che il modo di guardare di alcuni uomini le fanno sentire profondamente a disagio.

Il disagio emotivo, in questo caso, è avvertito subito. Questa ricerca ha messo in evidenza che si tratta di una realtà spesso sperimentata negli ambienti di lavoro. In quel tipo di sguardo viene avvertito, ad esempio, un’allusione sessuale, scherno o perfino disprezzo se la persona occupa una posizione di potere.

Ingrandimento di un occhio castano

Intuizione, quando darle ascolto?

L’intuizione non è una premonizione, un processo soprannaturale o poco scientifico. È quello che ci permette di reagire in fretta di fronte alle sfide quotidiane, sfruttando la nostra esperienza e le nostre caratteristiche personali.

È come un baule in cui conserviamo il vissuto e le esperienze. Il luogo in cui abita anche la nostra essenza emotiva e la nostra personalità. Così, quando dobbiamo rispondere in modo istintivo, l’intuizione si fa spazio e ci guida.

Ciò significa che se ci sentiamo bloccati, infastiditi o perplessi, una ragione c’è quasi sempre. L’intuito ci dice forse che le persone che ci mettono a disagio con il loro modo di comportarsi assomigliano a qualcuno che abbiamo già conosciuto e l’esperienza non è stata positiva. Una voce interiore ci suggerisce di essere prudenti ed è bene darle ascolto.

Allo stesso tempo, però, è sempre meglio aspettare più indizi da questa persona e non scappare subito.

Incompatibilità di carattere

A volte basta osservare una persona per capire che molto probabilmente ha un carattere incompatibile con il nostro. Succede spesso alle persone riservate nei confronti di una persona troppo estroversa, invadente, che parla molto o che prende in giro la loro timidezza.

Come abbiamo detto, non sempre è bene fermarsi alle prime impressioni. Tuttavia, in alcuni casi, bastano pochi minuti per provare quel disagio che ci invita a stare alla larga.

Ragazzo che si tappa le orecchie e lettere

Infine, così come esistono persone che mettono a disagio, curiosamente c’è anche chi, in modo inspiegabile, ci va subito a genio. Sono le persone che possiedono una magia speciale, che hanno il dono di illuminare ogni cosa. Dopotutto, la vita ha un suo strano equilibrio.

A volte vale la pena andare più a fondo, perché la vita riserva anche piacevoli sorprese. Certo, se il disagio e il malessere sono evidenti e costanti, occorre ascoltare l’istinto e l’intuito e stabilire una giusta distanza.

  • Bareket, O., Shnabel, N., Abeles, D., Gervais, S., y Yuval-Greenberg, S. (2018). Evidencia de una asociación entre la conducta de observación objetiva espontánea de los hombres y su respaldo a actitudes objetivas hacia las mujeres. Los roles sexuales: un diario de investigación . doi: 10.1007 / s11199-018-0983-8.
  • McCoy, S. K., & Major, B. (2003). Group identification moderates emotional responses to perceived prejudice. Personality and Social Psychology Bulletin29(8), 1005–1017. https://doi.org/10.1177/0146167203253466