Alcune persone considerano la propria opinione una “verità universale”

5 ottobre 2017 in Psicologia 4914 Condivisi
Donna che dà la propria opinione

Ci sono persone così, di quelle che ci regalano la loro indiscutibile opinione senza avergliela chiesta, di quelle che proclamano la loro sincerità perché con essa sostengono di aiutare gli altri dicendo loro quello di cui avrebbero bisogno. Sono personalità con l’ego gonfiato che ci vendono la propria opinione come se fosse una verità assoluta, facendo sempre uso della critica più mordace o del pessimismo.

“È evidente che cerchi sempre il partner meno adatto, sono sicuro che questa persona ti tradirà appena le sarà possibile”, “Te lo dico per il tuo bene. Sarà meglio toglierti questo obiettivo dalla testa perché non puoi farcela”. “Ti succedono queste cose perché non hai carattere e perché non impari mai dai tuoi errori”…

Frasi di questo tipo, più che opinioni sono chiare sentenze. Premesso che molti di noi hanno sofferto in più di un’occasione gli effetti di tali situazioni, è importante ricordare che anche se abbiamo tutti pieno diritto di dare la nostra opinione, è inconcepibile che la si usi per ferire, umiliare o disprezzare. C’è di più, è necessario sapere che le opinioni sono mere espressioni personali, semplici riflessi del mondo emotivo e cognitivo delle persone che le emettono.

Tuttavia, come diceva Leonardo Da Vinci, l’errore peggiore dell’essere umano è credere all’inganno delle sue stesse opinioni, perché non vi è peggior ignoranza di quella di chi arriva a pensare che le sue considerazioni personali siano verità universali.

la propria opinione può essere un grilletto

La propria opinione può agire come un grilletto

La nostre opinione può essere in molte occasioni il nostro stesso grilletto. Pensiamoci un attimo: quando qualcuno dà la propria opinione su di noi, lo fa dalla sua realtà, dalla sua esperienza e dai suoi valori. Fin qui tutto normale, è prevedibile e lo comprendiamo. Tuttavia, a tale processo si applica anche quello che in psicologia è conosciuto come “imparzialità di attenzione/imparzialità di conferma”.

In altre parole, c’è chi percepisce solo quello che desidera vedere, chi si limita ad osservare solo certi aspetti e non altri per emettere giudizi inesatti e tremendamente imparziali. La cosiddetta teoria della scelta razionale ci dice anche che molti di questi approcci euristici che applichiamo ai nostri pensieri e alle nostre opinioni rispondono a mere “intuizioni”, a giudizi semplicisti che ci fanno commettere più di un errore.

Tutto ciò ci porta senz’altro a capire perché certe persone applicano i loro personali grilletti mentali nel pronunciare affermazioni del tutto discutibili, come “le donne sono deboli per natura”, “ci vuole la mano dura per educare i bambini o “tutti quelli che credono in una religione diversa dalla mia sono terroristi”.

Dobbiamo fare molta attenzione a chi fa uso della propria opinione come se fosse una verità unica, esclusiva ed universale, perché nulla definisce una persona come i suoi stessi commenti.
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D’altro canto, e anche questo lo avremo notato in più di un’occasione, chi è solito fare uso di opinioni così determinanti e nocive tende a reagire in modo molto negativo, prendendo tutto sul personale, quando cerchiamo di controbattere quanto da lui/lei affermato apportando principi logici e ragionevoli. Non li accetterà né li ascolterà, perché quei grilletti mentali danno forma ad un pensiero molto rigido. Non manca, infatti, chi definisce queste persone come i nostri “troll” della vita reale.  

Dare la propria opinione solo se utile

Dammi la tua opinione solo se è utile, per favore

Possiamo e dobbiamo dare tutti la nostra opinione. Tuttavia, è necessario farlo dalla gerarchia del rispetto, non dal trono dell’offesa. Non importa se è una verità scomoda, se è utile e decisiva, ben venga.  

Proveremo, quindi, a controllare i giudizi che, anche se non ce ne accorgiamo, provengono direttamente dall’amigdala cerebrale, quelli in cui predominano in esclusiva emozioni come la paura, l’odio o la furia, quelli che vengono pronunciati con il solo intento di ferire, etichettare o disprezzare gli altri con il desiderio espresso di essere superiore.

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