Le persone taciturne possiedono le menti più interessanti

· 26 maggio 2017

Le persone taciturne di solito passano inosservate. Poche volte si tiene conto di cosa si cela dietro  a questo aspetto sereno, cauto e silenzioso. Sono persone osservatrici, esploratrici dei sensi, che si connettono più intensamente con la realtà, con i piccoli dettagli e con quei mondi sensibili che nascondono universi vari ed appassionanti.

Tutti noi processiamo le informazioni in modo diverso, questo lo sappiamo già. Tuttavia, a volte, ci sfugge che queste differenze sono legate soprattutto alla nostra personalità. Secondo Marti Olsen Laney, autrice del libro The Introvert Advantagele persone taciturne, che corrispondono ad un profilo introverso, analizzano le informazioni in un modo più pausato, più meticoloso e profondo.

Ciò avviene per un motivo preciso ed affascinante al tempo stesso. Ogni stimolo nel cervello della persona introversa percorre un complesso percorso vincolato alla memoria emozionale, all’analisi e alla pianificazione. Le persone più estroverse, invece, hanno una soglia della sensibilità inferiore agli stimoli e sono molto più veloci nell’emettere una risposta o avviare una condotta.

Si tratta solo di esaltare una personalità al di sopra dell’altra. Di fatto, la maggior parte di noi può avere caratteristiche di entrambe le dimensioni, anche se ci troviamo più vicini ad una delle due. Quello che intendiamo dire è che al giorno d’oggi questo silenzio tipico della persona introversa continua ad essere interpretato male e ad essere persino escluso nei centri educativi.

Ve ne parliamo.

Persone taciturne: creature rare in un mondo di estroversi

Ogni giorno maestri e professori vedono nelle aule alunni che, seduti all’ultima fila, trascorrono tutta la lezione in silenzio, assorti in un punto dell’aula o che fanno degli scarabocchi sui loro quaderni. Non amano rispondere ad alta voce alle domande né interagire. Non “funzionano” in questo modo. Tuttavia, le scuole, e persino le università, continuano a valorizzare l’alunno che partecipa, che disquisisce, che alza la mano e che contagia entusiasmo ed interesse con il suo atteggiamento.

Questo stereotipo che vincola l’estroversione al successo o all’efficacia è ancora ben radicato nella nostra mente e nella nostra società. Gli specialisti in psicologia sociale, per esempio, ci dicono che negli ultimi decenni il profilo della persona estroversa, carismatica e allo stesso tempo egocentrica e poco sensibile ai bisogni altrui continua ad innalzarsi con molto forza nei nostri ambienti lavorativi e nelle nostre élite politiche.

È come se l’ideale collettivo valorizzasse queste caratteristiche comportamentali e personali come efficaci, senza riuscire a vedere davvero l’impegno produttivo o la capacità di creare un clima di armonia nei gruppi di lavoro. Tuttavia, e qui giunge l’aspetto più contraddittorio, le attuali ricerche sulla leadership ci rivelano che le persone introverse, taciturne, riflessive e pazienti garantiscono un rendimento molto più elevato ed un ambiente umano più soddisfacente.

D’altro canto, la professoressa e ricercatrice Francesca Gino, dell’Università di Harvard, ha realizzato un lavoro nel quale è stato dimostrato che i leader con una personalità introversa non abbondano al giorno d’oggi. Sono creature rare in un mondo nel quale continua a trionfare l’estroversione. Tuttavia, poter contare su un leader dallo stile pausato, riflessivo ed insieme sensibile è di grande aiuto al fine di potenziare le attitudini dei lavoratori.

Gli impiegati sono molto più pro-attivi, più creativi e si sentono più felici, perché il leader introverso dà loro fiducia e nuove opportunità. 

Le persone taciturne e le loro menti

Le persone taciturne non sono necessariamente timide. Sono pausate, hanno un altro ritmo, altri tempi ed altri bisogni. Per loro, il mondo a volte va troppo in fretta e non riescono ad analizzare come desiderano ogni aspetto, ogni dettaglio. Perché ogni sfumatura della loro realtà deve passare prima dal filtro delle emozioni e, tale delicatezza, tale meticolosità ha un suo compito, un suo linguaggio, una sua abilità.

C’è chi trova il silenzio fastidioso ed insopportabile…forse perché ha troppa paura del rumore dentro di sé

Le persone taciturne non sono a loro agio al centro dell’attenzione. Non sono il satellite di nessuno e preferiscono orbitare in spazi privati, a volte persino solitari. Questo stile comportamentale può suscitare un certo stupore agli occhi altrui, di conseguenza molte volte le persone più silenziose vengono etichettate come timide, impacciate, riservate o disinteressate. Tuttavia, è importante sapere che queste persone nascondono i loro tesori e le loro bellezze negli abissi della loro anima, ed è lì che si trova la loro incommensurabile beltà.

Vediamo adesso in dettaglio quali sono le loro caratteristiche

Le 5 caratteristiche delle persone silenziose ed introverse

Innanzitutto, è importante sottolineare l’abbondante bibliografia che si ha su questo argomento. Libri come The Introverted Leader: Building on Your Quiet Strength (Il leader introverso: costruisci sulla tua forza silenziosa) di Jennifer B. Kahnweiler, sono interessanti esempi con i quali ampliare la nostra conoscenza su queste persone.

Tuttavia, e a grandi linee, a seguire vi presentiamo alcune caratteristiche fondamentali della mente delle persone più riservate, più taciturne:

  • Pensano prima di parlare. Sono caute nel comunicare, sanno ascoltare, riflettere e in seguito rispondere.
  • Non amano la superficialità. Il loro interesse naviga nelle profondità della realtà, sono immaginative, gli piace relazionare idee e concetti, sono sognatrici e di solito parlano con se stesse tutto il tempo.
  • Le persone taciturne di solito hanno una buona autostima. Non si fanno trascinare dalle opinioni altrui, hanno i solidi valori personali ed idee chiare.
  • Preferiscono scrivere piuttosto che parlare. Si sentono più a loro agio con le parole scritte.

Infine, come abbiamo indicato prima, la solitudine è un rifugio comune nella persona introversa. Tuttavia, bisogna sottolineare che non la cerca come meccanismo di fuga, ma come spazio per recuperare l’energie e la chiarezza quando il mondo la satura con i suoi stimoli, le sue voci, la sua fretta e i suoi rumori.

Perché in fin dei conti, le persone silenziose sono complici della saggezza che nasce dalla riflessione, dall’immaginazione e, soprattutto, dal silenzio tranquillo.