Essere timidi non vuol dire essere insipidi

· 23 novembre 2015

Tutti noi siamo stati timidi in alcuni momenti della nostra vita. La timidezza, però, non è una patologia e nella maggior parte dei casi non è nemmeno un problema rilevante.

Più che altro, la timidezza è come uno scudo di protezione che ci fa chiudere in noi stessi in modo da non soffrire. Anche se a volte può avere l’effetto contrario.

La timidezza è la diffidenza dell’amor proprio, che volendo compiacere ha paura di non riuscirci.
Molière

Essere timidi non significa essere insipidi, la timidezza è un altro modo di essere, con determinate particolarità e caratteristiche.

L’evoluzione della timidezza

L’evoluzione della timidezza nel corso della vita è una cosa molto interessante per favorire l’auto-conoscenza di sé.

Molti di noi hanno sperimentato un cambiamento che va dall’apertura verso gli altri, in età infantile, a una maggiore timidezza in età adulta e viceversa.

Questo cambiamento, a volte, è favorito da atteggiamenti o esposizioni in pubblico che hanno generato in noi ansia oppure ci hanno fatto sentire molto a disagio.

La causa più frequente della timidezza è un’opinione esagerata della nostra stessa importanza.
Samuel Johnson

La timidezza, quindi, non dipende da fattori genetici, ma è una componente della personalità dell’individuo che, anche se influenzata dal temperamento biologico, è altamente condizionata dalle interazioni sociali che l’individuo intrattiene con altre persone. Di conseguenza, bisogna tenere in considerazione questi aspetti e la loro evoluzione per capire la nostra timidezza.

Assenza

Esporsi pubblicamente implica sempre il mettere in evidenza abilità e competenze personali e sottoporle al giudizio altrui. Ed è durante il periodo dell’adolescenza e della giovinezza che abbiamo più paura di essere valutati, giudicati e criticati.

Se oltre ad essere particolarmente sensibili, aggiungiamo il fatto che il pubblico a cui ci esponiamo è poco comprensivo e poco rispettoso, ecco che il nostro io sociale può manifestare una tremenda vulnerabilità che ci condizionerà non poco quando in futuro affronteremo situazioni simili.

Per proteggerci da questa vulnerabilità, ci chiudiamo in noi stessi per paura di quello che gli altri possano pensare. Ma non ci rendiamo conto che è qualcosa che non sapremo mai al centro per cento.

La timidezza ci dà fastidio?

La timidezza è un tratto del nostro carattere che non deve essere necessariamente un problema. Quando, però, può diventarlo?

  • Quando ci causa grande malessere psicologico.
  • Quando ci impedisce di ottenere traguardi professionali per paura di lavorare in gruppo.
  • Quando ci impedisce di chiedere aiuto se ne abbiamo bisogno.
  • Quando in realtà ci interessa conoscere una persona, ma per timidezza, appunto, non facciamo il primo passo.
Nascondersi

La timidezza può farci sembrare persone antipatiche, semplici o insicure, ma anche come persone misteriose, prudenti e gradevoli.

Se capiamo che la timidezza non è un errore della nostra personalità, ci renderemo conto che sentiremo meno pressione psicologica e che le cose proseguiranno in modo più naturale.

L’importante è che, pur avendo un carattere introverso, riusciamo a stabilire relazioni cordiali con gli altri.

Un leggero sorriso, una frase breve e diretta e un luogo adatto possono essere l’occasione perfetta per chiedere gli appunti, magari, e intavolare una conversazione. A volte non si tratta di essere aperti, ma di cogliere le occasioni.

Aspetti che vi aiuteranno a vincere la timidezza:

  • Se anche voi, cari lettori, siete timidi, una maggior conoscenza di voi stessi vi permetterà di capire quali situazioni vi angosciano per trovare un compromesso e riuscire a superare la timidezza.
  • Imparate a gestire l’ansia e lo stress grazie alla respirazione e alle numerose tecniche di rilassamento.
  • Allenatevi, allenatevi e allenatevi ancora. Sarà il rimedio migliore.
  • Esponetevi a situazioni in cui dovete relazionarvi con gli altri. E se qualcosa va male, non datele troppa importanza. State apprendendo un’abilità, si tratta solo di questo, dovete allenarvi.
  • Scegliete un pubblico gradevole e vicino a voi per fare una prova prima di parlare davanti agli altri. In questo modo potrete familiarizzare con aspetti molto semplici come la modulazione della voce, la mimica, la pronuncia, il volume o il tono di voce.

La timidezza che spesso vi fa sentire a disagio può essere migliorata, ma non dimenticate che può anche rivelarsi una qualità affascinante, che non vi rende insipidi, semplici o senza qualità sociali. È semplicemente un altro tipo di stile comunicativo e sociale.