Mi piacciono le persone che profumano di “voglio”, “posso”, “lo merito”

22 maggio 2017 in Psicologia 7621 Condivisi

Le persone dall’animo umile e dal cuore coraggioso affascinano. Attrae chi non si arrende, ispira chi ha chiara la sua strada senza dare peso a quanti fil di ferro incontrerà lungo il cammino. Ci piacciono prima di tutto queste personalità che non sanno di resa e che in un momento dato l’hanno fatto: hanno imparato ad amare se stesse.

Se è un grande onore avere amici e familiari che rispondano a questo profilo e questo atteggiamento, è ancora più importante divenire noi stessi una di queste persone che profumano di “voglio”, “posso” e “me lo merito”. Tuttavia, se c’è una cosa che la società ci lascia spesso intravedere, è che chi ha il coraggio di pronunciare questa frase ad alta voce pecca di narcisismo.

Amare se stessi è, possibilmente, la radice più preziosa del nostro benessere psicologico. Questa dimensione è, né più né meno, quella che garantisce la nostra sopravvivenza, fisica ed emozionale. Questo affetto è anche quello che ci permette di sopportare in maggiore o minore misura i vai e vieni della nostra vita e di questa complessa società che ha tante contraddizioni quanto noi.

Tuttavia, a volte abbiamo la chiara sensazione che questo “amare” se stessi, che dire a voce alta che siamo meritevoli e capaci di qualsiasi cosa non è altro che un atto esacerbato di cattivo gusto. Agli occhi di molti corriamo il rischio di apparire pedanti, egoisti e, di certo, narcisisti.

Pensiamo: essere altruista, nobile ed umile è positivo e, persino, necessario, ma per disporre di un’adeguata salute psicologica, è necessario investire in queste altre dimensioni a volte trascurate: l’auto-rispetto, la fiducia in sé, l’amor proprio, la dignità personale…

Il narcisismo sano che a volte trascuriamo

Solo sentire la parola “narcisismo” ci provoca già di per sé un certo rifiuto. Tuttavia… e se vi dicessimo che esiste un versante sano di cui tutti in alcun modo abbiamo bisogno? Per quanto possa sembrare strano, ognuno di noi arriva al mondo con il bisogno di amarsi, come se fosse un programma genetico che, in seguito e per vari motivi, finiamo per buttare nella pattumiera o per incatenare ed imbavagliare in modo che non ci faccia vergognare.

Per comprenderlo meglio, basta pensare ai neonati e ai bambini fino ai 3 o 4 anni. Nel loro comportamento è evidente una rete di narcisismo essenziale che cerca solo di soddisfare le loro necessità basilari, fisiche ed emozionali. Non lo fanno per egoismo, lo fanno prima di tutto per sopravvivere e, poi, come parte del proprio sviluppo psicologico e sociale.

In seguito, questo riflesso, questo istinto, può intraprendere tre cammini diversi:

  • Il primo: che il bambino arrivi a pensare, per l’interazione avuta con l’ambiente, di essere indegno di ricevere amore. I suoi bisogni emozionali non vengono soddisfatti e poco a poco cade in una spirale di autodegradazione nella quale la sua autostima viene distrutta del tutto. Se capisce di non essere amato dagli altri, non si amerà nemmeno lui.

  • Il secondo cammino è altrettanto negativo: parliamo del narcisismo esacerbato, quello che porta il bambino a sviluppare un bisogno estremo di attenzione ed elogio da parte degli adulti. Ha bisogno di questo rinforzo esterno, persistente e continuo per sentirsi valido ed ottenere potere. Poco a poco e crescendo, questa pratica continuerà ad essere il suo bisogno principale. Cercherà sempre di essere il centro dell’attenzione e la sua unica preoccupazione sarà se stesso.
  • Infine, e nella versione più sana, vi è il bambino o il “pre-adolescente” che ha potuto conservare quel narcisismo sano che gli permette di capire che amare se stesso è fondamentale per sopravvivere. Così, poco a poco, invece di esigere attenzione costante e questo rinforzo da chi lo circonda per sentirsi valido, è riuscito a sviluppare una forte autostima con la quale sentirsi capace, degno, coraggioso e meritevole di ottenere quello che desidera.

Le persone che si amano ottengono quello che desiderano

Le persone che profumano di “voglio”, “posso” e “lo merito” non sono egoiste né narcisiste né pedanti. Di solito sono discrete; di solito non dicono ad alta voce i loro piani e non hanno cartelloni che proclamino le loro virtù o capacità come farebbero altri, quelli che praticano davvero il narcisismo più acuto, questo che si nutre delle apparenze, del “dico molto, ma faccio poco” e del “se voglio qualcosa, mi servirò di te per ottenerlo”.

Le persone con una buona autostima e che amano se stesse in modo coraggioso e sano avanzano lungo i loro sentieri in silenzio e senza attirare l’attenzione, ma sempre con lo sguardo verso l’orizzonte per raggiungere i loro obiettivi, senza dare peso alle parole, ai pensieri e alle azioni altrui.  

D’altro canto, non possiamo dimenticare un aspetto curioso, ovvero che, secondo quanto ci spiega la neuroscienza, l’area del cervello nella quale vengono gestite e programmate le nostre mete vitali è la corteccia orbitofontale. Questa struttura, a sua volta, è strettamente vincolata al piano emozionale, ma, soprattutto, a quella personalità ferma e forte che capisce l’importanza delle abilità, della persistenza e dello sforzo personale.

Tutto questo ci dimostra ancora una volta che solo le persone coraggiose, che si amano e godono di un’autostima forte sono quelle che, alla fine, toccano il cielo con le punta delle dita. In nessun momento si interesseranno a quello che dicono gli altri, perché l’energia per il trionfo risiede sempre dentro di sé, in quell’angolo privato di cui dobbiamo prenderci cura ogni giorno.

Immagini per gentile concessione di Liz Clemens

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