Pettegolezzi: definizione e conseguenze?

· 18 gennaio 2018

I pettegolezzi, avremo ascoltato tutti delle dicerie e ne avremo anche diffuse alcune. In periodi più conservatori hanno fatto fremere famiglie intere, mentre oggi circolano in modi diversi perché il modo in cui condividiamo le informazioni è anch’esso cambiato.

I pettegolezzi si contraddistinguono per via del loro enorme potenziale in quanto a generare squilibri, sociali o personali. D’altro canto, non siamo contenti quando i pettegolezzi ci riguardano in prima persona, dato che di norma non sono alimentati da buone intenzioni: sono in qualche modo messaggi velati.

Sentiero nel bosco

Pettegolezzi: cosa sono?

Sono messaggi con cui si passano informazioni di bocca in bocca (nell’attualità sarebbe più appropriato dire di messaggio in messaggio). Il paradosso del pettegolezzo è che non si fonda su prove, ma acquisisce veridicità a mano a mano che aumentano le persone che lo condividono. Questo genere di messaggi seguono alla perfezione la legge del “ripetete un messaggio molte volte, fate in modo che molta gente ci creda e finirà per diventare verità”.

La fonte o il fuoco iniziale dei pettegolezzi di solito non è facile da identificare, soprattutto perché il messaggio, ripetendosi, si trasforma, in modo che il rumore che arriva alla centesima persona che lo riceve somiglia molto poco alla cabala o all’elucubrazione iniziale. All’inizio si tratta spesso di un messaggio breve e conciso, sul quale si riconosce anche una certa incertezza. “Ho sentito dire che ci saranno dei licenziamenti”, “Anna non c’è oggi e la settimana scorsa era molto triste, forse è depressa”.

Tuttavia, il nostro cervello preferisce la certezza piuttosto che l’ipotesi, quindi ciò che è iniziato come ipotesi finisce per trasformarsi quasi in un dogma. Per portare a termine la definizione di pettegolezzi, potremmo dire che rispondono a una serie di leggi molto chiare:

  • La legge della clandestinità: la fonte è sconosciuta. D’altra parte esiste un fenomeno assodato ed è che gli esseri umani sono soliti dimenticare prima la fonte di un messaggio piuttosto che il contenuto dello stesso.
  • La legge dell’indiscutibilità, i pettegolezzi difficilmente vengono messi in discussione, semplicemente per lo sforzo cognitivo che implicherebbe farlo. D’altra parte, a nessuno piace dubitare di una persona che ci assicura che l’informazione che trasmette è veritiera.
  • La legge della curiosità, i pettegolezzi rafforzano la curiosità, poiché ci coinvolgono in qualche modo oppure perché il tema al quale allude ha un qualcosa di scabroso.
  • La legge della rapidità, la capacità di propagazione e di riproduzione li rende inarrestabili.
  • La legge della prossimità, vengono trasmessi attraverso nodi di relazioni sociali.
  • Legge della mutabilità, si comportano come un albero, da cui nascono nuovi pettegolezzi creati per riempire i vuoti lasciati dai pettegolezzi iniziali.

Un’altra proprietà dei pettegolezzi è che il loro modo di propagarsi è virale. In altre parole, ogni recettore è, allo stesso tempo, un potenziale trasmettitore dell’informazione, alla quale aggiungerà in molte occasioni la sua opinione sulla stessa, non essendo raro che il modo e il tono in cui condivide il pettegolezzo venga filtrato e influenzato da questa.

Occhiali con bosco sullo sfondo

Come eliminare i pettegolezzi?

La risposta è tanto semplice quanto impossibile da realizzare: evitando che le persone comunichino. Una risposta più realista è altrettanto difficile, anche se in minor misura. Si tratterebbe di fare un esercizio di critica sull’informazione che riceviamo. Chiederci se la fonte che ce la racconta è affidabile, chiedere (se possibile) alla fonte fino a che punto è convinta dell’informazione che ci ha dato, sarebbe positivo anche sapere se la circolazione di tale informazione apporta benefici a qualcuno e fino a che punto questo qualcuno è coinvolto nella diffusione del pettegolezzo.

D’altra parte, dobbiamo prestare particolare attenzione soprattutto ai pettegolezzi che alludono a minoranze o a gruppi che hanno poche capacità e possibilità di difendersi, e vi è una frase che dice che la “storia sono sempre soliti raccontarla i vincitori e che la prima cosa che i vinti pagano per la sconfitta subita è proprio accettare questo racconto”. Un esempio di questo lo possiamo trovare in qualsiasi dittatura che rase al suolo l’Europa nella prima metà del XX secolo.

Senza dover fare tale viaggio nel tempo e restando nell’attualità, se rivolgiamo lo sguardo alle minoranze che ci circondano, ci renderemo conto che molti degli stereotipi che predominano nell’immaginario collettivo sono alimentati in modo sistematico dai pettegolezzi, che a loro volta nutrono i pregiudizi e provocano, in ultima istanza, la discriminazione.