Prendere le distanze per cambiare prospettiva

6 Agosto 2019
Un modo per calmare l'ansia ed entrare in contatto con il nostro Io più autentico e i suoi bisogni è prendere le distanze. Non stiamo parlando di salire su un aereo, a volte è sufficiente una passeggiata in solitudine per calmare la mente e vedere le cose in modo più chiaro.

A volte prendere le distanze ci aiuta a vedere le cose in modo diverso e ad allontanarci da tutto quello che non sentiamo vicino; in altre parole, a fare scelte migliori, schiarirci le idee, i desideri, le emozioni.

Riuscirci non è sempre facile, perché la maggior parte di noi è profondamente attaccata alla realtà immediata, piena di stimoli e pressioni. Tuttavia, fare quest’esercizio di allontanamento può essere estremamente benefico.

La maggior parte di noi ha l’abilità di prendere le distanze in modo quasi immediato. Lo facciamo attraverso la nostra mente iperattiva, ma errante, la stessa che molto spesso si perde nel suo labirinto di preoccupazioni, pensieri circolari e ricordi. Questi processi mentali non aiutano, sono inutili e spesso ci fanno sprofondare in un esaurimento emotivo.

Lo psicologo e scrittore Daniel Goleman sottolinea, nel suo libro Focus, il bisogno di allenare l’attenzione. Per quanto possa sembrare strano, un modo per riuscirci è allontanarsi.

Il cervello deve essere capace di alzare l’ancora del rumore mentale inutile e presente, per salpare verso una torre d’avvistamento silenziosa, da cui lo sguardo può raggiungere e concentrarsi sulle cose davvero importanti.

Scopriamo come riuscirci nell’articolo di oggi.

«Il controllo della vita emotiva, e la sua subordinazione a un obiettivo, è il pilastro essenziale per mantenere l’attenzione, la motivazione e la creatività.»

-Daniel Goleman-

Riflesso di donna nel bosco con le mani unite

Prendere le distanze, la chiave per decidere il meglio per noi stessi

Dalla psicologia, sta nascendo un nuovo termine che vale la pena di tenere a mente: oggi si parla di autodistanziamento. È un concetto interessante che si traduce, ad esempio, in una migliore gestione dello stress e dell’ansia, nel prendere decisioni più efficaci e, addirittura, in un eccezionale potenziamento del processo creativo.

Questa tecnica è supportata da una serie di studi, come quello condotto dal Dipartimento di Psicologia dell’Università della California nel 2018. I dottori Michael Duckworth e Al Kross hanno dimostrato che il semplice fatto di rilassare lo sguardo davanti a un paesaggio rilassante, ma attraente, ci aiuta a prendere le distanze dalla realtà immediata, per connetterci con noi stessi. È una strategia di autosuggestione.

Prendere le distanze per cambiare prospettiva non implica obbligatoriamente fare le valigie. Non è necessario allontanarsi chilometri per stabilire una separazione fisica dalla nostra quotidianità e dal nostro ambiente. A volte, basta allenare la nostra distanza mentale per ottenere i benefici inattesi di questa pratica.

L’arte di vedere il mondo con gli occhi di un’altra persona

Se c’è una cosa su cui insistono gli psicologi è la necessità di imparare a vivere il presente. Allo stesso tempo, è importante sintonizzarci con i nostri pensieri e le nostre necessità.

Talvolta risulta necessario allontanarsi per guardare con prospettiva le situazioni, e un modo per riuscirci è guardare noi stessi e il mondo da fuori, come se fossimo un’altra persona, un interlocutore.

Che senso ha? È un meccanismo che aiuta a ridurre il rumore di fondo delle emozioni. È un modo per parlare a noi stessi con gentilezza, ma senza giri di parole.

Ci permette di analizzare il nostro mondo interiore con oggettività, calma e piena coscienza. Per riuscirci, niente di meglio che andare in un luogo tranquillo e avere un dialogo interiore che può seguire questo modello:

  • Cosa preoccupa (diremo il nostro nome)?
  • E allora, cosa credi che sia la cosa di cui hai bisogno ora?
  • Cosa puoi fare per risolverlo?
  • Ricorda che meriti di essere felice, devi essere coraggioso/a. Tutto andrà bene.

L’autodistanziamento è un modo per disattivare per un istante il discorso egocentrico e valutare la nostra realtà in uno stato emotivo più calmo e distante dall’Io centrale.

Donna con nuvola centrale per prendere le distanze

La distanza psicologica come strumento di benessere

Chi sceglie di prendere le distanze per cambiare prospettiva non ha bisogno di allontanarsi in termini spaziali, partendo per un viaggio dall’altra parte del mondo. Anzi, a volte, partire all’altro capo del paese non aiuta a scappare dalle preoccupazioni e dai problemi. La lontananza che dobbiamo cercare è di tipo psicologico.

Questo termine viene riportato in numerosi studi che ne confermano gli effetti positivi sulla salute mentale. Il Dottor Yaacov Thope, professore di psicologia dell’Università di New York, ha condotto un interessante studio al riguardo e in cui spiega quanto segue:

  • A volte è necessario trascendere il nostro Io oltre il qui e ora. Portare la nostra mente a uno stato di calma, che ci permetta di relativizzare i momenti di stress e pressione. È un modo per prendere le distanze da determinate circostanze, comportamenti o stimoli, in modo da non farci influenzare negativamente.
  • Questa distanza psicologica ci permette, a sua volta, di avere un dialogo più salutare con noi stessi. Possiamo farlo rivolgendoci frasi del tipo “non farti influenzare da questa cosa”, “pensa a cos’è meglio per te, scegli qualcosa che ti faccia stare bene” …

Prendere le distanze per cambiare prospettiva si traduce talvolta in un diverso equilibrio psicologico. Possiamo farlo mentalmente, anzi, se ci alleniamo periodicamente, riusciremo a gestire meglio le situazioni stressanti della quotidianità.

Tuttavia, e come ben sappiamo, a volte la distanza fisica, fare un viaggio, può comunque essere terapeutico e riempirci di energia.

  • Trope, Yaacov, Liberman, Nira (2010) Construal-level theory of psychological distance. Psychological Review, Vol 117(2), Apr 2010, 440-463 https://psycnet.apa.org/doiLanding?doi=10.1037%2Fa0018963
  • White, R. E., Kuehn, M. M., Duckworth, A. L., Kross, E., & Ayduk, Ö. (2018). Focusing on the future from afar: Self-distancing from future stressors facilitates adaptive coping. Emotion. Advance online publication.