Mente silenziosa: chiavi del pensiero rilassato

· 31 marzo 2018

La mente silenziosa non ha pesi, è diafana, libera e luminosa come la superficie del mare. In essa l’egoismo si dissolve all’istante, le pressioni esterne si estinguono e anche quei vortici interni pieni di ossessioni e pensieri negativi perdono intensità. Niente può essere salutare come mettere in pratica quel pensiero rilassato con cui trovare la calma nel caos.

Gordon Hempton, noto ecologista acustico, ci dice che il silenzio è una “specie” in pericolo di estinzione. Secondo questo esperto di natura, suono e benessere, il silenzio e l’immobilità sono vitali per la nostra sopravvivenza. Quest’ultima affermazione può sembrarci sproporzionata, ma in realtà ha validità e un’evidente importanza.

“La tranquillità è la percezione di una mente calma e tranquilla.”

-Debasish Mridha-

L’essere umano sta perdendo la capacità di ascoltare. E non ci riferiamo solo alla capacità di essere ricettivi a quello che il nostro ambiente dice, comunica o evoca dagli stimoli più complessi e raffinati. Le persone ormai ascoltano a malapena sé stesse. Il silenzio, secondo il professor Gordon Hempton, ci costringe a essere presenti e onesti. È un modo di spogliare l’anima, di svestire la mente e di aprire il cuore per trovarci di nuovo con noi stessi in modo autentico.

Potremmo dire che una mente silenziosa è un modo per ampliare gli spazi interni e per connetterci con quello che ci circonda e con ciò che siamo. È un modo di rivelare dove investire in salute e benessere, una pratica che dovremmo applicare nella vita di tutti i giorni.

Ragazza circondata di palloni a mezz'aria, mentre pratica il pensiero rilassato

La nostra mente è la principale fonte della stanchezza

Ammettiamolo, a volte la nostra mente è un animale con un’enorme energia, è instancabile, irrequieta, divora tutto, intrappola tutto e quasi senza accorgercene può diventare anche il nostro peggior nemico. Questa macchina pensante non rispetta i tempi di riposo e quindi non esita a svegliarci per tenerci all’erta, per alimentare il pensiero ruminante, le inutili chiacchiere e le ossessioni per creare una nebbia fitta all’interno della quale finire con il perdersi. Isolati nell’oceano dell’ansia o della depressione.

Meister Eckhart, noto domenicano e filosofo tedesco del tredicesimo secolo, aveva già detto a suo tempo che l’unico modo per calmare l’angoscia interiore era abbracciare il silenzio. Secondo Eckhart, l’immobilità e l’assenza di suoni intorno a noi possono fungere da fuoco purificatore. È come una casa tranquilla dove l’anima diventa più intuitiva, dove il nostro sguardo viene rinfresscato e la conoscenza approfondita.

Il messaggio di Eckhart ha chiare connotazioni mistiche, lo sappiamo. Tuttavia, è curioso notare come nel corso della nostra storia sia stato proprio il mondo della religione e della spiritualità a rivendicare in qualche modo l’importanza del silenzio. Anche Buddha, per esempio, spiegò nei suoi testi che mettere in pratica una mente silenziosa era il modo per porre fine alla stanchezza, alla menzogna e per liberarsi da ogni tipo di attività egoistica…

La mente silenziosa, in sostanza, è quella che non si allontana dalla realtà né la evita. È sempre vigile, sempre sveglia e cerca soprattutto di vedere la natura della realtà, sia esterna che interna.

“Il silenzio è l’unico amico che non tradisce mai.”

-Confucio-

Volto di profilo con una sfera sul naso

La mente silenziosa e il pensiero rilassato

Ci è chiaro, quindi, che la mente può molto spesso essere la nostra principale fonte di esaurimento. Sappiamo anche che un modo per praticare il pensiero rilassato è iniziarci alla meditazione, alla consapevolezza o anche allo yoga. Ce l’hanno detto molte volte, e forse ci abbiamo anche provato senza successo, al punto di giungere alla conclusione che la meditazione non fa per noi.

Non scegliamo un’opzione a occhi chiusi, per quanto possa essere ben nota. Per praticare e trarre beneficio da una mente silenziosa ci sono molti altri modi, molte più serrature per aprire questa “calma mentale”. La chiave, come tutto nella vita, consiste nel trovare la risposta che si adatta meglio alle nostre esigenze e personalità. Pertanto, sarà utile riflettere sulle proposte che esponiamo nei dettagli a seguire.

Ragazza in mezzo a un paesaggio, simbolo della mente silenziosa

4 principi per praticare la mente silenziosa

Il primo obiettivo, per quanto possa risultare curioso, è smettere di avere paura del silenzio. Ci costerà fatica ammetterlo, ma è una realtà ovvia. Una cosa semplice come cercare un ambiente naturale senza alcun accenno di civiltà lungo chilometri e stare seduti in completa solitudine può essere per molti qualcosa di terrificante.

  • Il silenzio ci spoglia e ci fa sentire privati ​​di “qualcosa”. Tuttavia, quel “qualcosa” è spesso tutta la superficialità e il peso che trasciniamo nella nostra mente. È quindi necessario lasciarci abbracciare dal silenzio senza paura, con intimità, con l’onestà di lasciar andare la zavorra…
  • Un’ora di solitudine al giorno. Per modellare una mente silenziosa, dobbiamo imparare o re-imparare a stare da soli. La solitudine scelta liberamente per un momento è salutare, è catartica e ci rinnova in ogni senso.
  • Empatia con sé stessi. Per calmare la mente irrequieta, la mente insaziabile e i suoi pensieri negativi, dobbiamo essere empatici con noi stessi. In questo modo volgeremo lo sguardo verso l’interno, per essere quella voce rilassata che è in grado di dirci: “Va tutto bene, calmati, ferma il corso dei pensieri e concentrati. Tutto andrà meglio d’ora in poi. Apprezza il silenzio.”
  • Rallentare le cose non significa perdere tempo. Un’altra strategia sensazionale è imparare ad andare più lentamente nell’arco della nostra giornata. Dobbiamo capire che andare più lenti non è sempre sinonimo di spreco di tempo. Rallentare la nostra vita, permettendoci di essere più presenti, favorisce anche la calma mentale.

Per concludere, la mente silenziosa non è un tipo di entelechia, non è una capacità impossibile da acquisire, da addestrare o qualcosa di cui può godere solo chi ha meditato per anni. Questo pensiero rilassato richiede volontà, autocontrollo e una buona dose di amor proprio, con cui possiamo convincerci che la nostra mente non può e non deve essere il nostro peggior nemico.