Ho problemi con tutti…Il problema sono forse io?

· 10 maggio 2016

Lo sappiamo. Ci sono giorni in cui ci svegliamo di cattivo umore, con il piede sbagliato o con la luna storta. Sappiamo che è un giorno in cui avremo problemi. Si tratta di una specie di ronzio fastidioso che non riusciamo a scacciare, per quanto ci impegniamo a sventolare le mani intorno a noi, come quando eravamo piccoli e con gli occhi bendati cercavamo di colpire la pignatta con il bastone. La cosa peggiore, però, è che non sempre avvisiamo gli altri che siamo pronti a colpire e così loro, che si avvicinano con fiducia, finiscono per prendersi una bella bastonata.

Per questo motivo, è fondamentale fare uso della nostra cassetta degli attrezzi mentali, per poter essere in grado di fermarci in tempo quando abbiamo uno di quei giorni in cui siamo arrabbiati con il mondo. Al contrario di come facciamo di solito, non conviene aspettare che ciò che abbiamo intorno cambi e che ci mostri un bel sorriso ampio. È molto meglio ritirarsi per un po’, andare in un luogo in cui non poter “aggredire” nessuno e rilassarsi.

Altre volte, invece, ci svegliamo con un umore normale, non per forza euforico, e, nonostante ciò, non riusciamo a trattenerci dall’iniziare mille discussioni, una dopo l’altra. Ciò che noi vediamo come un disastro è un disastro e nessuno deve azzardarsi a dire che una cosa che consideriamo fatta male, in realtà, non lo è. In questi casi, di chi è la colpa? Che possiamo fare per risolvere questo problema? Non andare d’accordo con nessuno è colpa nostra o colpa loro?

I problemi arrivano da soli o si cercano?

È ovvio che tutti dicono “io non cerco nessun problema, sono loro che mi trovano”. Forse, però, il nostro atteggiamento o il nostro modo di pensare agisce come “un’esca” per i problemi. Come se fosse una grande calamita che li attira verso di noi.

Donna che pensa ai suoi problemi

Lo stesso accade con le relazioni. Se non manteniamo un’amicizia, una relazione di coppia o una buona convivenza con i colleghi di lavoro, forse i responsabili siamo noi. Quando queste situazioni si ripetono spesso, non possiamo più dare la colpa agli altri né alle circostanze o a una nostra scelta sbagliata di circondarci di un certo tipo di persone.

In un momento simile, dovremmo iniziare a domandarci e a capire cosa stiamo facendo per finire sempre nello stesso modo. Ricordate che, di solito, le stesse azioni conducono allo stesso risultato. Se c’è qualcosa che non vi piace, dovete agire in modo diverso per cambiarlo.

I problemi continuano a ripetersi

Poiché stiamo parlando di frasi fatte, vogliamo condividerne una che s’incastra alla perfezione con questo problema: L’uomo è l’unico animale che inciampa due volte sulla stessa pietra… e magari finisce anche per affezionarsi. Non andare d’accordo con certe persone è normale e persino comprensibile, perché non possiamo essere amici di tutti. Tuttavia, se litighiamo con i vicini, con i nostri genitori, con il nostro capo, con il commesso al supermercato, con il collega in ufficio, con l’amico d’infanzia e con il conducente dell’autobus, in quel caso abbiamo un bel problema.

La buona notizia è che, una volta identificato questo comportamento che implica continui problemi, è possibile modificarlo e migliorarlo. Per riuscirci, è fondamentale prendersi la responsabilità dei propri errori. In molti si limitano a dire che il problema è degli altri, che la colpa è del mondo intero e così si liberano di qualunque peso.

“Tutti sono contro di me” è una frase che si sente spesso. Ma non è che, forse, siamo noi a esserci messi contro tutti? Ovviamente non lo facciamo apposta né con l’intenzione di ferire gli altri, ma con il nostro atteggiamento finiamo per fare del male e allontanare le persone che amiamo (e anche gli sconosciuti).

Prendersi la responsabilità dei propri problemi

Il primo passo per smettere di incolpare il mondo, il karma o l’intero universo dei nostri problemi, è assumercene la responsabilità. Se siete nervosi quando guidate perché il vostro partner è seduto sul sedile del passeggero, il problema è vostro, non suo. Se avete una discussione nata da un’incomprensione con il vostro collega d’ufficio, la colpa è vostra per non aver domandato in tempo, non del collega che ha cercato di spiegare la situazione.

Potremmo fare altri mille esempi simili, ma l’importante è il motivo per il quale litighiamo con gli altri o li allontaniamo dal nostro fianco. È colpa del nostro atteggiamento! Il nostro modo di agire ci definisce e può essere d’aiuto o costituire un ostacolo all’interno delle relazioni interpersonali.

Che ne dite di iniziare con un momento di introspezione obiettiva per capire dove avete sbagliato? Non c’è bisogno di prendersi a frustate sulla schiena né di vagare per il mondo come un’anima in pena con i vestiti ridotti a brandelli. Si tratta, semplicemente, di capire quali parole, azioni o emozioni vi portano ad avere problemi con gli altri.

Fiori su una strada

Forse si tratta di una carenza di autostima, di paura di accettare i propri sentimenti, di paura di perdere il controllo della situazione, di essere arrabbiati con se stessi, ecc. Le opzioni sono varie e ce ne sono tante quanti abitanti ha la Terra.

Se conoscete qualcuno che ha questo problema o se voi stessi lo avete, il vostro compito, ora, è quello di iniziare a pensare a come si sentono gli altri quando reagite in quel modo. Ricordatevi che essere arrabbiati con il mondo non fa che aumentare le possibilità che il mondo vi tratti allo stesso modo e che voi e la vostra visione del mondo entriate in un circolo per niente positivo, né per voi né per le persone che vi circondano.