Procrastinazione: lo farò domani

· 14 marzo 2018

Quante volte avete una cosa importante da fare e la posticipate fino al punto di non occuparvene più? Questa negligenza è giustificata? Siete convinti che non esista una soluzione? Oggi vi spieghiamo in cosa consiste la procrastinazione, quali sono le ripercussioni e come combatterla.

La procrastinazione è un aspetto del comportamento legato alla volontà di agire. Fa riferimento alla decisione di ritardare o posticipare situazioni o attività in sospeso e che  invece, dovrebbero essere svolte. Approfondiamo meglio l’argomento.

Procrastinazione: lo farò domani… O il mese prossimo

Immaginate di dover stilare una relazione per i vostri migliori clienti. Il vostro capo vi sta mettendo molta pressione perché da questa relazione dipende la chiusura di un accordo molto importante. La cosa più logica e coerente sarebbe scrivere la relazione il prima possibile; tuttavia, l’abitudine della procrastinazione vi tenta a posticipare l’impegno. Di fatto, svolgete un’infinità di piccole cose, superflue e rinviabili, lasciando per il fine settimana la famosa relazione.

Facciamo un altro esempio. Vi hanno rubato la borsa e dentro c’erano la carta d’identità, la patente e le carte di credito. In genere, quando capitano queste cose, si va subito dai carabinieri a sporgere denuncia, annullare le carte di credito e fare in modo di recuperare i documenti. Non farlo dimostrerebbe negligenza, è un modo per procrastinare.

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Ragazzo che sbadiglia

Conseguenze della procrastinazione

Procrastinare è un termine che si usa in genere per fare riferimento alla sensazione di ansia causata dalla mancanza di forza di volontà nel portare a termine un compito, una attività in sospeso. È pura impotenza e frustrazione!

Negli esempi precedenti, si rimanda a un tempo indefinito un contrattempo, pur avendo la consapevolezza che si tratta di una questione urgente e che andrebbe portata a termine subito. Questa mancanza di risoluzione genera una sorta di esasperazione. Ritardare un obbligo non comporta una diminuzione dell’ansia, della rabbia o della preoccupazione, anzi, tutto il contrario.

Il malessere non farà altro che aumentare a mano a mano che passa il tempo e il conflitto non viene risolto. In questi casi, sappiamo di avere in sospeso qualcosa di importante e sappiamo anche che se non lo affrontiamo, siamo noi a rimetterci. Quando un’abitudine del genere diventa continua, sarà difficile modificarla e per questo potrà risultare molto dannosa.

Chi ha l’abitudine di procrastinare vive a lungo in una sorta di letargo. Si ritrova immerso in attività irrilevanti e lascia per ultime quelle più importanti o addirittura non le completa.

I motivi legati al procrastinare sine die

Quando posticipiamo attività o situazioni urgenti, lo facciamo per due ragioni: perché le abbiamo rimpiazzate con altre più gradevoli o insignificanti o perché, semplicemente, preferiamo non fare nulla.

Se il motivo è che ci preme fare altro, allora siamo vittime del “qui, ora e subito”. Attualmente c’è una tendenza a considerare urgente tutto ciò che è attuale, presente, quello che emerge dalla vita di tutti i giorni. Così facendo, però, si rimandano progetti con ricompense o benefici a lungo termine.

Se preferiamo non fare nulla, allora stiamo diventando nemici di noi stessi. Anche se è bene riposare di tanto in tanto, cadere nella pigrizia, nello sconforto, nella svogliatezza o nell’apatia va a nostro sfavore. Procrastinare è un’abitudine nemica della produttività e non ci consente di sviluppare e sfruttare il nostro potenziale.

Donna perde tempo nel suo ufficio procrastinazione

Strategie per combattere la procrastinazione

Alcune semplici regole che possono attenuare il vostro livello di procrastinazione passano attraverso qualche domanda chiave:

  • Se prima o dopo devo farlo comunque, cosa ottengo rimandando?
  • Questa cosa riguarda solo me o coinvolge anche altre persone?

Quando avrete risposto a queste domande, probabilmente avrete cambiato il vostro atteggiamento. Ma forse avrete ancora bisogno di qualche strategia per superare questa brutta abitudine.

  • Regola dei 2 minuti: si basa sull’idea che se impieghiamo più di 2 minuti a pianificare un’azione, bisogna smettere di pensarci e farla.
  • Vincere la resistenza: una volta fatto il primo passo, la reticenza o la paura di farlo scompaiono.
  • Gestire le energie, più che il tempo: se siete stanchi o arrabbiati, le probabilità di abbandonare l’attività o di cominciarla aumentano. Di conseguenza, aumenta la procrastinazione.
  • Dividere per vincere: suddividere il lavoro in piccoli obiettivi o passaggi concreti aiuta a vedere il traguardo finale sempre più vicino.
  • Stabilire ricompense: una volta raggiunto l’obiettivo, è bene concedersi qualche capriccio, fare qualcosa di rilassante o di piacevole.

Procrastinazione positiva

Esistono alcune teorie che parlano di procrastinazione positiva in riferimento alle buone intenzioni che sussistono dietro l’atteggiamento negativo di chi è abituato a rimandare. Si tratta di un approccio strumentale che difende il modo di agire delle persone per ottenere un beneficio. Ad esempio, per evitare le attività che risultano noiose, tediose o troppo meccaniche con lo scopo di non creare situazioni violente o dolorose.

In questo senso, per le persone molto perfezioniste la procrastinazione può essere anche una qualità. Non volendo fare le cose di fretta e in malo modo, decidono di posticipare per ottenere un risultato ottimale. E non cominciano a fare qualcosa fino a che non sono sicure di avere il tempo sufficiente per portarla a termine.

Altri autori parlano di pigrizia produttiva, definendola come l’atteggiamento che motiva le persone a trovare trucchi, soluzioni o escamotage per fare qualcosa con il minimo sforzo.

Allontanare la responsabilità o rifugiarsi in attività superflue può rendervi procrastinatori cronici. Trovate una soluzione e cercate di abbandonare subito questa abitudine. Puntate piuttosto a risolvere subito i problemi o le cose più complesse. Vedrete come vi sentirete meglio con voi stessi!