Progetto Connettoma Umano: le 97 aree del cervello sconosciute

25 Ottobre 2019
Le 97 aree del cervello che non conosciamo e che sono state scoperte grazie al Progetto Connettoma Umano ci mostrano quanto ancora c'è da scoprire su questo incredibile organo.

Gli studi sul cervello continuano a rappresentare un tema affascinante. Più si studia, più sono le domande e le sorprese da svelare. Una prova di ciò è la recente mappa cerebrale disegnata da alcuni scienziati dell’università di Washington attraverso il Progetto Connettoma Umano.

La mappa cerebrale è una rappresentazione grafica del cervello ottenuta attraverso varie tecniche di neuroimaging, e mostra diverse aree del cervello e le loro attività. Quando si realizza a fini diagnostici, permette di sapere se il cervello funziona in modo corretto o se sono presenti anomalie.

I ricercatori dell’Università di Washington, in collaborazione con gli scienziati di Saint Louis, Missouri, Oxford, Londra, Minneapolis e Nimega, hanno elaborato una mappa di altro tipo. Lo scopo del Progetto Connettoma Umano era quello di definire tutte le aree che compongono la corteccia cerebrale tramite tecniche ad alta tecnologia. È stato così che hanno scoperto 97 aree del cervello che non conosciamo.

“La gente spesso mi chiede come mi sono interessato al cervello. La mia risposta, retorica, è: come può qualcuno non esservi interessato? Tutto quello che chiami natura umana e coscienza sorge lì.”

-Vilayanur S. Ramachandran-

Rappresentazione del cervello

Il metodo di ricerca impiegato

Per identificare le aree del cervello sconosciute, gli scienziati si sono avvalsi della collaborazione di 210 volontari, tutti giovani e in perfetto stato di salute. L’obiettivo era studiare cervelli che non avessero subito problemi o disturbi.

Gli studiosi hanno impiegato strumenti di ultimissima tecnologia, in particolare un software capace di identificare specificità e contrasti nelle diverse aree del cervello. Individuavano, in altre parole, l’impronta digitale di ciascuna zona.

La ricerca è stata completata con dati ottenuti dallo studio di cervelli post mortem. Alcune parti dei cervelli delle persone decedute sono state esaminate tramite potenti microscopi capaci di ampliare, verificare o migliorare le scoperte. Lo studio completo è stato pubblicato sulla rivista Nature e ha dimostrato la presenza di 97 zone del cervello che non conosciamo.

La neurologia delle zone del cervello che non conosciamo

La neurologia è una scienza giovane, che conta appena un secolo di esistenza. Fin dagli inizi questa disciplina ha stabilito che la corteccia cerebrale è divisa in zone o moduli, ciascuno dei quali specializzato in determinate funzioni. Disegnare una mappa dell’intera struttura si è rivelato inizialmente un compito arduo e dai risultati imprecisi.

Il primo a disegnare una mappa cerebrale fu il tedesco Korbinian Brodmann, nel 1909. Grazie al suo lavoro, stabilì l’esistenza di 51 diverse zone del cervello. La sua classificazione è rimasta valida e invariata fino ai giorni nostri.

I neurologi si sono avvalsi degli studi di Brodmann con dati estratti da casi di pazienti con danni cerebrali. L’esistenza di lesioni, ictus o tumori ha permesso di verificare l’influenza su determinate funzioni motorie, visuali e via dicendo. Così abbiamo ottenuto i dati a cui facciamo riferimento tutt’oggi.

I ricercatori Matthew Glasser e David Van Essen si sono impegnati nella stesura di una nuova mappa cerebrale. Nel nuovo piano del cervello si è tenuto conto di tre criteri: funzione, micro-architettura locale e connettività. Questi elementi determinerebbero la differenza tra le varie aree dell’organo, e sono serviti a individuare le 97 aree del cervello che non conosciamo.

Cervello illuminato per il progetto conettoma umano

Scoperte interessanti

In concreto, gli scienziati sono arrivati a stabilire che ciascun emisfero della corteccia cerebrale presenta 180 aree corticali. Dentro di esse ci sono 97 zone del cervello a noi sconosciute. La nuova mappa ha permesso di vedere queste aree in modo chiaro, quasi come una mappa geopolitica.

Lo studio si chiama Progetto Connettoma Umano ed è finanziato dagli Istituti Nazionali di Sanità (NIH) degli Stati Uniti. La conclusione del progetto è ancora lontana, infatti i risultati non sono ancora del tutto chiari. Per quanto riguarda le funzioni delle aree cerebrali scoperte, gli scienziati sono riusciti a formulare soltanto qualche ipotesi.

Una di queste aree, denominata 55b, ha suscitato in modo particolare l’interesse dei ricercatori. Essa, infatti, si illumina quando una persona ascolta una storia. Un’altra area che ha attirato la curiosa degli studiosi è quella chiamata POS2. Gli scienziati ritengono si tratti di un’area che controlla funzioni elevate e altamente specializzate; presenta caratteristiche molto diverse rispetto a tutte le altre.

In realtà, il lavoro non è che iniziato. Tutta la corteccia prefrontale, che contiene le più importanti funzioni intellettive dell’essere umano, è stata a malapena esplorata. Ci aspettiamo che questo primo passo apra le porte a tanti altri anni di ricerche, che senz’altro ci garantiranno innumerevoli sorprese.

  • Casino, G. (2012). Conectoma Humano, el gran proyecto de la neurociencia. Alfa, (17), 16-19.