Il “prozac” di Seneca per chi non vuole più soffrire

· 19 ottobre 2016

El prozac de Séneca (Il prozac di Seneca) è un libro-farmaco che, attraverso una prospettiva filosofico-psicologica, ci fa capire quanto siamo ricchi materialmente e poveri spiritualmente. Una prova è sicuramente l’aumento nel consumo di farmaci quali Prozac o simili, diventati inseparabili compagni di viaggio per milioni di persone.

C’è chi ancora fa largo uso di questi farmaci, senza rendersi conto che invece di eliminare la sofferenza, non fanno altro che nascondere i sintomi. Tuttavia, ci sono anche persone che pensano che i farmaci non siano la soluzione.

Ed è a queste persone che si rivolge Clay Newman, l’autore del libro in questione, ispirandosi alle frasi rivelatrici di Seneca, senatore dell’Impero romano durante il governo di Tiberio, Caligola, Claudio e Nerone, i cui scritti fomentano la filosofia stoica e sono ricchi della saggezza necessaria per imparare ad essere felici.

La fonte della nostra sofferenza di solito è pensare che il nostro modo di vedere la vita sia l’unico possibile e che, quindi, chi la pensa diversamente si sbagli. Di fatto, tendiamo a circondarci di persone che la pensano proprio come noi, considerandole ragionevoli ed intelligenti.

Quando i nostri principi o valori si scontrano con quelli di altre persone o circostanze lontane dal nostro modo di vedere le cose, entriamo in una fase di malessere psicologico che ci provoca sofferenza.

Perché non mettiamo in discussione il nostro modo di pensare?

Lo diceva anche Seneca, l’ignoranza è il germe dell’infelicità e quest’ultima la radice da cui fioriscono le preoccupazioni e i conflitti. Non esiste essere umano al mondo che soffra volontariamente. Le persone vogliono essere felici, ma in generale non hanno idea di come riuscirci.

Dato che le bugie più comuni sono quelle che raccontiamo a noi stessi, invece di mettere in discussione i nostri principi e iniziare un processo di cambiamento personale, la maggior parte di noi rimane ancorata al vittimismo, all’indignazione, all’impotenza o alla rassegnazione.

Smettiamo di guardare oltre. L’autoinganno è un deficit di onestà. L’onestà può rivelarsi molto dolorosa all’inizio, ma poi a lungo andare è liberatoria. Ci consente di affrontare la verità su chi siamo e su come ci relazioniamo con il nostro mondo interiore.

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L’unica cosa che ci impedisce di essere felici siamo noi

Seneca e la sua filosofia stoica ritenevano che si può raggiungere la tranquillità e la libertà solo allontanandosi dalle cose materiali e dalla fortuna esteriore, dedicandosi ad una vita guidata dai principi della ragione e della virtù, dall’imperturbabilità. Questa visione della vita è stata ripresa anche dalle correnti filosofiche orientali e, attualmente, dalle nuove generazioni della psicologia.

Le nostre interpretazioni legate alle nostre reazioni emotive ci fanno soffrire e ci fanno entrare in conflitto con noi stessi. In altre parole, siamo noi i responsabili della nostra sofferenza. Il dolore represso può farci diventare persone suscettibili e belligeranti. Scegliere di assumere un atteggiamento vittimista ci farà andare avanti senza comprendere che la causa della nostra sofferenza non ha a che vedere con lo stimolo in questione, quanto con la nostra reazione allo stimolo.

In realtà, siamo noi gli unici in grado di turbare noi stessi, siamo e saremo sempre la causa della nostra sofferenza. Gli altri possono ucciderci fisicamente, ma a livello spirituale solo noi abbiamo il potere di farci del male. Oltre a svolgersi nella nostra mente, questa guerra illusoria provoca una serie di conseguenze emotive come il senso di colpa, il rancore, il risentimento, l’odio, il castigo e il desiderio di vendetta.

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Queste emozioni sono il risultato di un’interpretazione eccessiva, soggettiva e distorta di alcuni fatti ed emozioni del passato. Tuttavia, i fatti passati condizionano la nostra attuale rete di relazioni, impedendoci di avanzare verso il futuro, rivelando una carenza per quanto riguarda il perdono.

La capacità di perdonare si sviluppa quando ci liberiamo del dolore che causiamo a noi stessi perché non sappiamo relazionarci in modo pro-attivo, costruttivo e armonioso.

La cosa migliore che puoi fare per l’umanità è essere felice e imparare a stare in pace con te stesso.
Seneca